Mezzaluna
05.11.2014 - 18:31
Analisi
 
Siria: scontro tra Qatar e Arabia Saudita dietro conflitto tra al Nusra e il gruppo ribelle Hazam a Jabal al Zawia
5 nov 2014 18:31 - (Agenzia Nova) - Ci sarebbe il conflitto in atto tra Qatar e Arabia Saudita per il controllo delle aree in mano ai ribelli in Siria dietro l’improvvisa offensiva del Fronte al Nusra contro le zone dell'Esercito siriano libero nel nord del paese, che nei giorni scorsi ha portato il gruppo legato ad al Qaeda, ha conquistare l'interza zona di Jabal al Zawiya. Tuttavia, la strategia di al Nusra avrebbe l’obiettivo di seguire anche gli interessi del paese che lo sostiene, il Qatar, che mira a prendere il sopravvento sugli altri gruppi sostenuti dall'Arabia Saudita". Obiettivo finale dello scontro interno alla guerriglia siriana sarebbe infatti il tentativo di arrivare a conquistare Bab al Hawa, il valico di frontiera tra Siria e Turchia.

Per questa ragione, lo stesso leader del Fronte al Nusra, Abu Mohammed al Golani, è entrato nei villaggi di Jabal al Zawiya alla testa delle sue truppe con auto blindate e armi pesanti al seguito, alcune delle quali rubate dai depositi dell'Esercito siriano libero e altre fornite da diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti. Un secondo motivo degli scontri, infatti, è la necessità di ottenere nuove armi. Per farlo il gruppo legato ad al Qaeda ha deciso di puntare ai depositi del gruppo Hazam che si trovano proprio in quella zona. Ma allo stesso tempo inizia a delineare i nuovi confini del suo emirato in Siria.

Per farlo non si limita ad attaccare i gruppi rivali interni all'Esercito libero, come quello di Hazam, ma tenta anche di infiltrare i propri uomini al loro interno. Un’altra delle strategie utilizzate è quello di trarre vantaggio dagli scontri che coinvolgono gli altri gruppi, come ad esempio la decapitazione dell'intero gruppo dirigente della formazione salafita Ahrar al Sham avvenuta nei mesi scorsi con un attentato kamikaze contro la loro base a Idlib. Con la morte dell'emiro di Ahrar al Sham, Jamal Maaruf, tuttavia, non è terminata la resa dei conti interna ai gruppi ribelli sunniti e si registrano negli ultimi due mesi numerosi omicidi mirati legati anche al conflitto di interessi dei paesi che li sostengono come Qatar, Arabia Saudita e Turchia.

A causa di tali conflitti interni all'opposizione siriana i gruppi della guerriglia perdono sempre più terreno rispetto all'esercito del regime siriano di Bashar al Assad e alle milizie dello Stato islamico. Molti scontri sono legati anche alla diminuzione dei finanziamenti esteri alla guerriglia siriana mentre anche il Fronte al Nusra come lo Stato islamico ha deciso di dare vita ad un proprio emirato autonomo, tentando di autofinanziarsi con la vendita del petrolio estratto nei giacimenti locali. La lotta del Fronte al Nusra contro il Fronte rivoluzionario siriano e il gruppo Hazam, considerati più moderati, sta imponendo all'opposizione siriana di seguire la linea jihadista, rispetto a quella laica o islamica moderata sostenuta invece dai paesi occidentali.

Per questa ragione l'unica vera alternativa in Siria allo Stato islamico sembra essere l'altro gruppo jihadista, che rappresenta ufficialmente al Qaeda nel paese. Entrambe i gruppi sono obiettivo dei raid aerei della coalizione internazionale guidati dagli Stati Uniti. Per questo il leader del Fronte al Nusra, Abu Mohammed al Golani, ha affermato che l'obiettivo della coalizione che conduce i suoi raid in Siria è quello di "eliminare i mujaheddin dal paese facendo rimanere in piedi il regime di Bashar al Assad". In riferimento, invece, agli attacchi aerei contro i suoi uomini e quelli dello Stato islamico, al Golani ha affermato in un messaggio audio che "l'obiettivo principale è quello di far rimanere in piedi Assad perché la Siria ha una sua importanza strategica per proteggere Israele e l'Europa". Per quanto riguarda i soldati libanesi in mano al Fronte al Nusra ha aggiunto che "obiettivo del sequestro è quello di far pressioni su gruppo di Hezbollah che controlla le forze armate libanesi".

Obiettivo del gruppo jihadista, infatti, nell'ambito degli interessi delle potenze regionali, è quello di estendere il conflitto nel vicino Libano dopo averlo già portato in Iraq con lo Stato islamico. Non a caso nel suo ultimo messaggio Golani fa riferimento ai soldati libanesi rapiti dai suoi uomini ad Arsal e lancia minacce alle milizie sciite Hezbollah. A questo proposito il rappresentante di Ayman al Zawhiri in Siria ha dichiarato che "la battaglia in Libano contro Hezbollah deve ancora iniziare. Rivolgendosi alla gente di Qalamun, lungo la frontiera, al Zawhiri ha affermato "cari fratelli sarete presto colpiti da grosse sorprese perché la battaglia in Libano non è ancora iniziata e presto le bande di Hasan Nasrallah si pentiranno di quanto fatto ai sunniti in Libano".