Corno d'Africa
30.10.2014 - 15:09
ANALISI
 
Ue: la strategia europea per rafforzare la partnership regionale nel Corno d’Africa
30 ott 2014 15:09 - (Agenzia Nova) - Come annunciato questa settimana dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban-Ki-moon, nel corso della sua visita nei paesi del Corno d’Africa, la comunità internazionale dei donatori stanzierà nuovi finanziamenti complessivi per 8 miliardi di dollari in progetti di aiuto allo sviluppo da realizzare in otto paesi della regione: Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan, Sudan e Uganda. Della somma complessiva – cui contribuiranno la Banca mondiale, la Banca africana di sviluppo (Afdc), l’Unione europea e la Banca islamica di sviluppo (Idb) – 3,7 miliardi di dollari (circa 3 miliardi di euro) saranno stanziati dall’Unione europea fino al 2020, di cui circa il 10 per cento saranno destinati a progetti transfrontalieri. Il nuovo contributo dell’Ue si inserisce nell’ambito di una più ampia partnership politica ed economica avviata da Bruxelles con i paesi del Corno d'Africa e sancita dal Quadro strategico dell’Ue per il Corno d'Africa, approvato dal Consiglio Affari esteri dell'Unione europea il 14 novembre 2011.

Il documento si articola in quattro punti principali: la promozione del dialogo politico; il commercio, l’integrazione regionale e la cooperazione economica; la risposta e la gestione delle crisi e il finanziamento di missioni e iniziative di mantenimento della pace; la promozione di partnership per lo sviluppo. Il Quadro strategico intende, inoltre, migliorare i collegamenti tra i paesi della regione del Corno d'Africa nei settori dei trasporti e dell’energia; sostenere il processo di costruzione dello stato in Somalia e la forza di pace a guida Unione africana (Amisom), nonché la formazione delle forze di sicurezza somale; combattere la pirateria nel nell'Oceano indiano occidentale attraverso la missione diplomatico-militare europea Eu Navfor Somalia (operazione “Atalanta") avviata nel 2008 e prorogata fino a fine 2014.

In tale contesto, il nuovo contributo annunciato dall’Ue di tre milioni di euro - che proverranno prevalentemente dall’ 11mo Fondo europeo di sviluppo (Fes), il principale strumento degli aiuti comunitari per la cooperazione allo sviluppo per il periodo 2014-2020 - intende rafforzare il Quadro strategico per il Corno d'Africa, attraverso finanziamenti bilaterali che saranno destinati principalmente ad Etiopia, Eritrea, Uganda, Somalia, Gibuti e Kenya, mentre in parte andranno a favore delle organizzazioni regionali. Nello specifico, l’Etiopia sarà il principale paese beneficiario con 745 milioni di euro, seguito dalla Somalia con 286 milioni di euro, da Gibuti con 105 milioni di euro e dal Kenya con 435 milioni di euro. Dal 2011, anno in cui fu approvato il Quadro strategico dell’Ue per il Corno d'Africa, l’Ue ha fornito oltre un miliardo di euro in aiuti umanitari ai paesi del Corno d'Africa, mentre nel 2013 le esportazioni totali dell'Ue verso la regione sono stati pari a 4,8 miliardi di euro, le importazioni a 2,3 miliardi di euro.

La strategia dell’Ue per il Corno d’Africa, pur attribuendo priorità alla Somalia e al Sudan, definisce l’orizzonte dell’azione dell’Ue anche nel medio-lungo periodo. La strategia intende coniugare interventi per la gestione e risoluzione dei conflitti, la lotta alle minacce alla sicurezza regionale (terrorismo) fino a misure per sostenere politicamente le istituzioni locali e favorire la crescita economica, all’insegna del cosiddetto nesso tra sicurezza e sviluppo cui da qualche anno l’Unione apertamente si ispira nella sua azione esterna. Primo passo per l’attuazione della strategia è stata la nomina di un rappresentante speciale dell’Ue per il Corno d’Africa nella persona del diplomatico greco Alexander Rondos, che ha il non facile compito di dare coerenza all’azione europea nell’area.

Nel campo della Politica di sicurezza e difesa comune (Psdc), nel gennaio 2012 il Consiglio europeo ha approvato per la prima volta la realizzazione di un quartier generale completamente europeo, il cui compito è quello di fornire supporto alla pianificazione operativa e all’avvio di una missione civile dell’Ue per il rafforzamento delle capacità marittime dei paesi del Corno; garantire un efficace coordinamento tra questa e altre operazioni nell’area – Atalanta e la European Training Mission (Eutm) che sta addestrando le truppe somale; sfruttare le sinergie esistenti tra attori militari e civili sul campo e a Bruxelles. Sempre nel campo della politica di sicurezza e difesa comune, il 16 luglio 2012 l'Unione europea ha lanciato la missione Eucap Nestor, il cui scopo è quello di potenziare le capacità marittime di cinque paesi rivieraschi dell’Oceano Indiano occidentale: Gibuti, Kenya, Somalia, Seychelles e Tanzania. La strategia europea dell’Ue per il Corno d’Africa, tuttavia, affonda le sue radici nella Horn of Africa Initiative (Hoai), lanciata nel 2007 congiuntamente dalla Commissione europea e dai governi dei sette paesi aderenti all’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) – Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan e Uganda – il cui scopo è quello di promuovere un partenariato politico per la pace, la sicurezza e lo sviluppo nel Corno d'Africa.

L’iniziativa si concentra sulla realizzazione di una serie di attività concordate finalizzate a centrare tre obiettivi strategici: l’interconnettività nel settore dei trasporti, attraverso lo sviluppo delle infrastrutture e la facilitazione degli scambi commerciali; l’interconnettività energetica, attraverso lo sviluppo dei mercati e il rafforzamento della Eastern Africa Power Pool (Eapp), l’organismo regionale intergovernativo, con sede ad Addis Abeba, la cui missione è la messa in comune delle risorse di energia elettrica della regione per fornire la distribuzione di energia elettrica a prezzi accessibili; l'utilizzo delle risorse idriche per il rafforzamento della sicurezza alimentare, attraverso l’implementazione di progetti e forum di dialogo regionali. In ambito multilaterale, infine, l’Ue sostiene nel Corno d’Africa l’iniziativa tripartita Eac-Comesa-Sadc, un'organizzazione ombrello composta dalla Comunità dell'Africa orientale (Eac), il Mercato comune dell'Africa orientale e meridionale (Comesa) e la Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc),istituita nel 2005 con l’obiettivo di armonizzare le politiche e i programmi delle tre organizzazioni in materia di commercio e sviluppo delle infrastrutture. (Marco Malvestuto)