Corno d'Africa
16.10.2014 - 15:05
Analisi
 
Etiopia: ambasciatore Gessese a “Nova”, diga “Grand Renaissance” non porterà danni all’Egitto
16 ott 2014 15:05 - (Agenzia Nova) - La costruzione della diga “Grand Renaissance” sul Nilo Azzurro non arrecherà effetti negativi all’economia egiziana e apporterà benefici ai cittadini di tutti e tre i paesi interessati, Etiopia, Egitto e Sudan, poiché “sarà utilizzata solo per generare elettricità, non per prevenire inondazioni o per alimentare un nuovo sistema d’irrigazione”. È quanto ha dichiarato in un’intervista a ”Nova” l’ambasciatore d’Etiopia in Italia, Mulugeta Alemseged Gessese, a margine della riunione ministeriale del settore Energia dell’Iniziativa Italia-Africa, che si è tenuta questa settimana alla Farnesina. “Inizialmente utilizzeremo la diga senza sviluppare tutte le sue potenzialità: essa sarà utilizzata solo per generare elettricità, ne regoleremo il flusso ma non per prevenire le inondazioni né per l’irrigazione”, ha detto l’ambasciatore, sottolineando che, secondo Addis Abeba, “non ci sono dati che ci portino a ipotizzare eventuali danni per l’Egitto”.

Le preoccupazioni del Cairo riguardo alla realizzazione della diga, che una volta ultimata sarà la più grande opera idroelettrica dell’intero continente africano, sono dovute al fatto che l’opera, nei timori del Cairo, minaccia di limitare il flusso del Nilo, una risorsa essenziale per la sopravvivenza del settore agricolo del paese, che dà lavoro a quasi un terzo della popolazione egiziana. “Sia il Sudan che l’Egitto stanno trattando con l’Etiopia per raggiungere un accordo. Al momento abbiamo già raggiunto un primo accordo con il Cairo per la nomina di un esperto che sarà chiamato a portare avanti le raccomandazioni del gruppo di esperti internazionali”, ha commentato il diplomatico etiope, alludendo all’accordo raggiunto da Addis Abeba, il Cairo e Khartoum sulla creazione di una commissione tripartita che si occuperà di redigere uno studio d’impatto ambientale e sociale sulle conseguenze derivanti dal progetto della Gerd.

Gessese ha quindi confermato che la diga “inizierà a generare energia, in parte, a partire dal 2015” e finora è stata realizzata “per il 40 per cento circa”. Quanto alla recente ratifica, da parte del governo della Tanzania, del Comprehensive Framework Agreement (Cfa), noto anche come Accordo di Entebbe - che prevede una diversa distribuzione delle quote d’acqua tra gli 11 paesi del bacino del Nilo -, l’ambasciatore ha affermato che con tale ratifica “non cambia niente poiché la costruzione della diga è iniziata prima dell’avvio del processo ratifica del trattato”. L’Accordo di Entebbe, che dev’essere ora ratificato dal parlamento tanzaniano, sostituisce un precedente accordo risalente al 1959 che assegnava più dei due terzi dell’intera portata d’acqua del Nilo all’Egitto, che non ne riconosce la validità.

A separare Etiopia ed Egitto è proprio la decisione su quale accordo internazionale debba essere preso in considerazione riguardo la suddivisione delle quote d’acqua spettanti a ciascun paese del bacino del Nilo: Il Cairo fa riferimento appunto all’accordo siglato nel 1959 con il Sudan, Addis Abeba ribadisce invece come punto di partenza l’accordo siglato ad Entebbe nel 2011 con Kenya, Uganda, Ruanda, Tanzania e Burundi che rivede le quote in modo maggiormente favorevole ai paesi presenti nel corso inferiore del fiume. La diga “Grand Renaissance”, la cui costruzione dovrebbe essere completata entro il 2018 per un costo complessivo di 4,2 miliardi dollari, sarà dotata di 16 turbine per una capacità produttiva di energia elettrica pari a cinquemila megawattora l’anno e, una volta completata, dovrebbe infatti garantire una crescita annuale del Pil etiope fra il tre e il cinque per cento per almeno dieci anni.

Per quanto concerne il settore energetico dell’Etiopia, sono diversi i progetti portati avanti dal governo etiope, che punta a quintuplicare entro il 2015 la capacità di produzione di energia pulita e si propone di diventare un paese con zero emissioni di CO2 entro il 2025. “Stiamo lavorando su più livelli. Stiamo provando a massimizzare l’utilizzo di energie rinnovabili. Per questo stiamo costruendo la diga che dovrebbe arrivare a produrre circa 6 mila megawattora l’anno, ma stiamo costruendo anche altri impianti per la produzione di energia solare”, ha aggiunto l’ambasciatore, il quale ha incoraggiato le aziende italiani ad investire di più nel settore, “poiché hanno conoscenze e know how”. “Stiamo inoltre incentivando la riforestazione, con l’obiettivo di piantare almeno un miliardo di acri di foreste, e stiamo incoraggiando tutti i nostri cittadini a piantare almeno un albero all’anno, in particolare nelle aree montuose e aride del paese. Siamo inoltre impegnati - ha concluso Gessese - in attività di conservazione del suolo e delle falde acquifere per raggiungere l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2025”. (Marco Malvestuto)