Mezzaluna
08.10.2014 - 19:04
Analisi
 
Yemen: presidente Hadi nomina Bin Mubarak nuovo premier, contrari i ribelli sciiti
8 ott 2014 19:04 - (Agenzia Nova) - Il presidente yemenita, Abde Rabbo Mansur Hadi, ha nominato nella giornata di ieri, Ahmed Awd Bin Mubarak, nuovo primo ministro del futuro esecutivo unitario del paese. La decisione, giunta dopo una lunga riunione tra Hadi ed i suoi consiglieri, è finalizzata a far uscire lo Yemen dalla crisi e dallo stallo istituzionale e politico che si è venuto a creare dopo la conquista di Sana’a da parte dei ribelli sciiti. Tuttavia, potrebbe non avere alcun effetto immediato. I ribelli sciiti, che fanno capo all'Imam Abdel Malik al Houthi, infatti, hanno respinto la decisione di Hadi. Il gruppo ribelle, che da settimane occupa la capitale Sana'a, ha definito la nomina di Mubarak "un'ingerenza straniera".

In particolare, il dirigente sciita Ali al Bakhiti ha dichiarato al sito d’informazione "Yemen Agency", che "la decisione di nominare Bin Mubarak come nuovo primo ministro rappresenta una violazione degli accordi di pace firmati a fine settembre a Sana'a che si basavano sulla compartecipazione e sul rispetto della volontà popolare. Ci troviamo ancora di fronte alla politica del fatto compiuto portata avanti da sempre dal governo che è responsabile delle guerre precedenti". Anche il partito del Congresso, guidato dal deposto presidente, Ali Abdullah Saleh, si è detto contrario alla nomina di Mubarak come nuovo premier yemenita.

Secondo una fonte del partito di Saleh "la presenza del capo dello stato e del capo del governo nelle regioni del sud del paese rende ancor più insicura la popolazione delle aree densamente abitate, controllate dagli sciiti". Per il portavoce del partito del Congresso, Abdo Jundi, invece, "la nomina del consigliere di Hadi alla guida del futuro esecutivo unitario dello Yemen, non è espressione della volontà di riconciliazione. Si ripetono gli errori del passati”. Per l'agenzia di stampa ufficiale yemenita "Saba", la scelta di Mubarak è stata una decisione "presa dal presidente in applicazione degli accordi di compartecipazione del potere firmati da tutte le parti politiche il 22 settembre scorso a Sana'a".

Bin Mubarak è nato nel 1968 nella città di Aden, nel sud dello Yemen. Ha conseguito un dottorato in amministrazione d'azienda nell'università di Baghdad ed è stato nominato membro della Commissione che doveva controllare il processo di transizione politico in Yemen nel 2012. Nel 2013 era stato nominato segretario generale della Conferenza per il dialogo nazionale mentre nel 2014 ha fatto parte della commissione per la definizione dei confini delle nuove province e macro aree regionali. E' stato poi nominato inviato speciale del presidente Hadi presso l'Onu e il Consiglio di Cooperazione del Golfo. La crisi che ha portato alla sua nomina è iniziata il 21 settembre scorso, quando i ribelli sciiti di al Houthi hanno occupato la capitale Sana'a, con il consenso delle istituzioni locali che hanno ordinato ai militari di non opporre resistenza.

I ribelli sciiti hanno dunque preso possesso delle sedi ministeriali e delle caserme, dalle quali hanno rubato ogni genere di armi e attrezzature. I seguaci di al Houthi controllano ora anche la sede dell'emittente televisiva di stato e la radio nazionale. Il loro arrivo a Sana'a era stato preceduto da settimane di manifestazioni di protesta pacifiche contro la decisione del governo di aumentare il prezzo della benzina. Sotto la minaccia della presenza militare degli sciiti a Sana'a, Hadi ha firmato con loro un trattato di pace per la formazione di un governo di unità nazionale che prevedeva anche il ritiro delle milizie da Sana'a. Tuttavia, nessuno dei punti presenti nell’accordo è stato finora rispettato.

I ribelli sembrano infatti non aver alcuna intenzione né di ritirarsi dalla capitale né di fermare la loro avanzata per la conquista del paese. Dopo aver preso il controllo di Sana’a si apprestano infatti a occupare il porto di Hodeidah, terza città per importanza dello Yemen. Secondo quanto riferiscono fonti locali citate dall’emittente satellitare “al Arabiya”, i seguaci dell’imam al Houthi sarebbero ormai giunti alle porte della città che si affaccia sul Mar Rosso e sarebbero pronti per entrare al suo interno. I miliziani sciiti prevedono di assumerne il controllo senza incontrare resistenze, come avvenuto a Sana’a, per poi occupare tutta la fascia costiera che si affaccia sul Mar Rosso ed avere libero accesso al mare. Prima ancora una parte delle milizie sciite si era diretta verso Mareb, per occupare i pozzi petroliferi della zona.

Con il controllo dei pozzi di petrolio e di tutta la fascia costiera dello Yemen sul Mar Rosso, al Houthi controlla, insieme alla capitale, tutti i punti strategici del paese o quantomeno dello Yemen del nord. Con l'accesso al mare al Houthi può controllare i traffici marittimi e ottenere così più facilmente armi dall'Iran. Con il controllo di Mareb, invece, i ribelli sciiti non solo controllano i giacimenti di petrolio più importanti del paese, ma anche i siti gasieri e la centrale elettrica che rifornisce Sana'a e buona parte del nord dello Yemen. L'unico ostacolo in grado di arrestare l’avanzata dei ribelli nel paese sembra essere rappresentata dagli uomini di al Qaeda.

I miliziani sono infatti gli unici che si oppongono al piano degli sciiti e sferrano violenti attacchi contro gli uomini di al Houthi. Oggi il gruppo jihadista di Ansar al Sharia, legato ad al Qaeda nella penisola arabica, ha annunciato di aver compiuto un attacco terroristico conto un gruppo di ribelli sciiti nella città di al Baydha. In una nota diffusa via Twitter, i terroristi islamisti sostengono che i loro uomini "hanno fatto esplodere un’autobomba nei pressi di un campo utilizzato dai ribelli sciiti ad al Baydha". I terroristi di al Qaeda hanno anche attaccato una sede delle forze di sicurezza locali occupate dai seguaci dell'imam Abdel Malik al Houthi". La scorsa settimana invece analoghi attentati sono stati compiuti contro obiettivi sciiti a Mareb e nella roccaforte del gruppo a Sada, nel nord del paese.