Mezzaluna
01.10.2014 - 17:22
ANALISI
 
Yemen: appello ai Fratelli musulmani per evitare scontri con i ribelli sciiti, solo al Qaeda contro gli uomini di al Houthi
1 ott 2014 17:22 - (Agenzia Nova) - Nonostante siano obiettivo di attacchi da parte dei ribelli sciiti, i dirigenti del partito yemenita di al Islah, che fa capo ai Fratelli musulmani, hanno deciso di chiedere ai propri sostenitori di evitare scontri a fuoco con gli uomini dell'imam Abdel Malik al Houthi. In una nota diffusa alla stampa, il partito yemenita ha chiesto a coloro che hanno subito aggressioni di "evitare lo scontro". I Fratelli musulmani ribadiscono di voler "applicare pienamente l'accordo di pace firmato tra i ribelli sciiti e il presidente, Abde Rabbo Mansur Hadi, il 21 settembre a Sana'a "chiedendo a tutti di collaborare "con spirito di fratellanza, rispettando l'intesa".

L’appello per evitare ulteriori violenze è stato lanciato dopo che i ribelli sciiti yemeniti hanno assaltato ieri l'università islamica "al Iman", a Sana'a, fondata dal leader locale dei Fratelli musulmani ed ex vicepresidente yemenita, Abdel Majid Zindani. Secondo quanto riferiscono i media locali, i miliziani sciiti hanno fatto irruzione nel campus universitario e si sono appropriati di quanto fosse custodito all'interno per poi trasportarlo nella zona nord del paese, roccaforte del gruppo. Già a metà settembre i ribelli sciiti avevano ingaggiato violenti scontri a fuoco nella zona dell'università, culminati con un accordo che prevedeva la consegna dell'ateneo alla polizia militare.

L'università islamica yemenita conta su più di 5 mila studenti che vivono all'interno del campus dell'ateneo ed è considerata il santuario dei Fratelli musulmani, gruppo che ha iniziato la sua lotta contro la setta sciita anni fa nella città di Sada nel nord del paese. La scelta del presidente yemenita Hadi di lasciar entrare i ribelli sciiti a Sana’a e consentire loro di occupare le sedi governative senza opporre resistenza aveva l’obiettivo di evitare ulteriori spargimenti di sangue in città. E’ di 274 morti e 470 feriti il bilancio delle vittime degli scontri registrati a Sana’a nelle ultime due settimane. Gli scontri sono diventati frequenti da quando sono arrivate in città le milizie ribelli sciite dell’imam al Houthi, che hanno occupato i palazzi del potere e le basi militari.

Intanto quest’oggi si è svolta a Sana'a una nuova manifestazione di piazza per chiedere l'espulsione dei ribelli sciiti Houthi dalla città. Secondo quanto riporta il sito informativo yemenita "al Masdar", si tratta della seconda manifestazione di questo tipo organizzata nell'arco di una settimana. I manifestanti hanno tenuto un sit-in in via al Zubeir, una delle strade più trafficate della città, durante la quale hanno chiesto con cartelli e striscioni al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi di "cacciare al più presto i ribelli sciiti e di ripristinare la sovranità dello Stato in tutto il paese". Eppure i ribelli sciiti continuano ad assaltare le sedi delle istituzioni pubbliche della capitale yemenita. In particolare ieri sono state attaccate diverse caserme, uffici pubblici e la sede di una Ong che si batte per la difesa dei diritti delle donne.

Nei giorni scorsi gli uomini dell'imam Abdel Malik al Houthi hanno attaccato anche le moschee sunnite imponendo la presenza dei loro Imam all’interno. Secondo quanto riferiscono testimonianze locali, le milizie tribali sciite stanno saccheggiando le caserme dell'esercito e stanno utilizzando i cortili di alcune scuole della capitale come depositi per i mezzi militari sequestrati. L’Unicef ha chiesto alle autorità di lasciare libere le scuole al più presto per permettere ai bambini di tornare in classe. Dopo aver esteso il loro controllo sulla quasi totalità della capitale yemenita, i ribelli delle tribù sciite Houhti stanno marciando verso il porto di Hodeidah, terza città per importanza del paese. Ed è proprio in vista di questa avanzata verso sud che si prevedono violenti scontri, non con l'esercito, ma con i terroristi di al Qaeda.

La formazione jihadista islamica è infatti l'unica ad aver annunciato guerra aperta agli uomini di al Houthi. Secondo gli analisti yemeniti, citati dall'emittente satellitare "al Jazeera", il prossimo fronte di scontro in Yemen sarà proprio quello tra gli sciiti e gli uomini di al Qaeda. L'arrivo dei seguaci di al Houthi a Sana'a "ha dato il via libera ad al Qaeda di lanciare una guerra aperta contro di loro". Al Qaeda ha infatti già rivendicato diversi attentati nelle ultime settimane nel nord del paese e in particolare a Mareb e al Baydha. In una nota diffusa in internet i terroristi islamici hanno promesso di "eliminare gli sciiti dallo Yemen che rappresentano la lunga mano dell'Iran nel paese".

Secondo lo scrittore e analista Salman al Amara "con gli attentati contro gli sciiti al Qaeda si porrà come controparte sunnita nel paese attirando la simpatia di molti sunniti". L'analista teme però che "questa situazione porterà il paese alla guerra civile". Secondo il ricercatore ed esperto di terrorismo islamico, Said Abud al Jamhi, invece, "al Qaeda ha diffuso un appello nel quale ha chiesto ai sunniti di imbracciare le armi contro gli sciiti che sono entrati a Sana'a, accusandoli di essere a capo della guerra condotta dagli iraniani nella regione". Secondo le previsioni "al Qaeda potrebbe condurre dunque una guerra globale contro gli sciiti sia nella capitale che nel resto dello Yemen", ha precisato Jamhi.