Mezzaluna
10.09.2014 - 17:25
 
 
ANALISI
 
Siria: duro colpo all'opposizione, le forze del regime uccidono capo brigate islamiste Ahrar al Sham
10 set 2014 17:25 - (Agenzia Nova) - Il capo delle milizie salafite Ahrar al Sham, Hisan Abud, è stato ucciso ieri in un attentato in un villaggio fuori Idlib, nel nord della Siria. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Jazeera", la morte di Sham rappresenta un duro colpo per i ribelli e un vantaggio per il regime di Bashar al Assad. Nell'attentato, compiuto con un ordigno esplosivo posto all'interno di un'auto, hanno perso la vita anche altri 45 uomini del gruppo, attivo tra le fila dei ribelli siriani. La deflagrazione ha colpito infatti un tunnel in cui si stava svolgendo una riunione dei vertici della formazione armata e l'esplosivo sarebbe stato collegato a un gas velenoso che avrebbe ucciso per soffocamento quasi tutti gli individui presenti. Resta, in ogni caso, un alone di mistero sulle modalità dell'attentato, dietro il quale potrebbe esserci lo stesso regime di Damasco.

Intervistato dall’emittente televisiva “Sky Arabia”, il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha spiegato che al summit di ieri erano presenti “tra i 40 e i 50 dirigenti di Ahrar al Sham. Leader di prima e di seconda fascia. A morire sono stati tutti i presenti, o per gli effetti della deflagrazione o per asfissia". Si tratta di un durissimo colpo per una delle più forti formazioni armate schierate contro Assad. Il gruppo era nato nel 2011 e aveva finito con lo schierarsi sia contro le forze del regime che contro quelle qaediste dello Stato islamico.

Mentre alcune versioni accreditano l'ipotesi dell'ordigno piazzato nei pressi del covo sotterraneo dove era in corso la riunione del gruppo dirigente di Ahrar al Sham, altre sostengono invece che ci sia stato un attentato kamikaze, forse eseguito con un autobomba. E' mistero anche sull'uso del gas velenoso. Secondo l'emittente "al Jazeera", l'ordigno esploso era collegato ad agenti chimici che avrebbero provocato la morte per asfissia di tutti i presenti alla riunione, mentre per altre emittenti arabe sarebbe stato l'incendio provocato dall'esplosione a soffocare parte dei dirigenti di Ahrar al Sham morti ieri sera.

E' mistero anche sul mandante dell'attentato. L'opposizione siriana, che ha ufficializzato la morte di Abud con un comunicato diffuso via Twitter, sostiene che dietro ci sia il regime di Assad, contro il quale era da sempre schierato il leader sunnita. Effettivamente, ieri sera l'emittente televisiva di Stato siriana "al Ekhbariya" ha interrotto i programmi mostrando un banner di colore rosso recante la notizia della morte di Abud. Il leader di Ahrar al Sham, tuttavia, era anche un nemico giurato dello Stato islamico. Solo la settimana scorsa il suo gruppo aveva diffuso un video nel quale chiedeva a tutte le milizie dell'opposizione e della guerriglia siriana di evitare atti di brutalità e violazioni dei diritti umani al fine di salvaguardare l'immagine della causa rivoluzionaria anti-Assad.

Non a caso, oggi lo Stato islamico ed i suoi militanti stanno festeggiando la morte di Abud. Con l'ashtag su Twitter "Morto il cane apostata Hisan Abud", decine di seguaci del gruppo di Abu Bakr al Baghdadi postano commenti entusiasti. In tanti fanno riferimento a una video-intervista rilasciata da Abud ad un'emittente satellitare araba nella quale il leader ribelle ammetteva di aver attaccato per primo le milizie dello Stato islamico, provocando una frattura tra il suo gruppo e quello di al Baghdadi. In ogni caso, lo Stato islamico non ha rivendicato l'attentato, facendo pensare che l'attacco quindi sia opera del regime di Damasco.

Intanto, il nuovo gruppo dirigente di "Ahrar al Sham", sorto dalle ceneri di quello eliminato nell'attentato di Idlib, ha annunciato di aver dato vita ad un Consiglio di emergenza. "Il peggio è passato - si legge in una nota - ma ci siamo dovuti riorganizzare per evitare lo scioglimento del gruppo o la nascita di scissioni interne". Il gruppo armato siriano ha già nominato il suo nuovo leader. Si tratta di Hashem Sheikh, detto Abu Jaber, che diventa così l’emiro del movimento armato di stampo salafita della guerriglia siriana. Il nuovo capo militare del gruppo è Abu Abdullah al Hamuri, noto anche come Abu Saleh al Tahani. Abu Jaber ha fatto la propria prima apparizione pubblica questo pomeriggio con un video messaggio della durata di tre minuti su Youtube. Nel filmato, oltre a commemorare la figura di Abud, annuncia che le attività di Ahrar al Sham proseguono, invitando tutti i militanti a portare avanti la lotta contro il regime di Damasco.

Il precedente leader di Ahrar al Sham, Abu Khaled al Suri, era stato ucciso da un attentato kamikaze lo scorso gennaio. Al Suri era noto per essere un esponente storico della casa madre di al Qaeda, avendo combattuto in passato in Afghanistan al fianco di Osama Bin Laden e Ayman al Zawahiri. Per questo le brigate Ahrar al Sham erano considerate quelle più vicine ad al Qaeda in Siria dopo il Fronte al Nusra, pur rimanendo politicamente autonome. Lo scorso autunno, il gruppo ha deciso di prendere le distanze dallo Stato islamico entrando nelle fila del Fronte islamico, coalizione di una cinquantina di milizie finanziata dall'Arabia Saudita proprio per arginare la crescita della formazione di al Baghdadi. (h.b.)
 
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