Corno d'Africa
04.09.2014 - 14:30
 
 
ANALISI
 
Eritrea-Yemen: le controversie sulla pesca nel Mar Rosso riaccendono le dispute territoriali tra Asmara e Sana’a
4 set 2014 14:30 - (Agenzia Nova) - Un recente articolo pubblicato dallo “Yemeni Times” ha sollevato il caso delle dispute tra Yemen ed Eritrea sulle attività di pesca nel Mar Rosso. Secondo il quotidiano yemenita, 863 barche da pesca sono state confiscate dagli eritrei dal 2006 ad oggi, con il conseguente arresto di 420 pescatori accusati di aver violato le acque territoriali di Asmara. Grazie ad una rinnovata capacità negoziale bilaterale, nel gennaio del 2014 sono stati rilasciati dalle autorità eritree 135 pescatori yemeniti, seguiti da altri 154 a maggio, attraverso una procedura che lascia intravedere spiragli nelle relazioni tra i due paesi. Le associazioni di categoria dei pescatori yemeniti, tuttavia, lamentano la mancata riconsegna dei natanti, che in tal modo impedisce alla gran parte di questi di riprendere la attività, con gravi conseguenze sul piano economico.

Senza le loro barche, i pescatori liberati che tornano nello Yemen si trovano in una situazione finanziaria disastrosa, perché manca l'attrezzatura necessaria per continuare il loro lavoro. In una dichiarazione rilasciata di recente all’agenzia di stampa yemenita “Saba”, il segretario generale dell’Unione delle cooperative dei pescatori yemeniti, Ali Hassan Buhaidr, ha spiegato che i pescatori yemeniti nel Mar Rosso continuano a correre il rischio di essere arrestati dai paesi limitrofi, in particolare nel Corno d'Africa. “L'Unione dei pescatori yemeniti sta tentando di liberare i pescatori detenuti”, ha detto Buhaidr, invitando il governo di Sana’a a proteggere i pescatori yemeniti cercando di raggiungere un accordo bilaterale con l'Eritrea per risolvere le controversie in corso tra i due paesi. L’Eritrea ha replicato alle richieste dei pescatori yemeniti affermando il proprio diritto a sequestrare mezzi impiegati nella pesca di frodo e denunciando la sistematica violazione delle proprie acque territoriali da parte delle imbarcazioni dei paesi rivieraschi.

Nonostante le caute smentite del governo di Sana’a, numerosi esponenti delle organizzazioni dei pescatori yemeniti hanno ammesso di operare spesso anche nelle acque dell’Eritrea, addebitando tuttavia la causa di queste violazioni ad errori di navigazione da parte degli equipaggi e alla mancanza di strumentazioni idonee a rilevare la propria posizione. Un arbitrato internazionale, avviato nel 2008, ha regolato progressivamente le dispute territoriali tra i due stati, soprattutto con riferimento ad alcune piccole isole, delineando lentamente una mappatura certa e reciprocamente riconosciuta delle linee di confine marittimo tra i due stati. Le relazioni tra Yemen ed Eritrea risentono ancora degli strascichi della storica disputa territoriale riguardante le isole Hanish, un arcipelago del Mar Rosso situato esattamente a metà strada tra le coste dell'Eritrea e dello Yemen, in prossimità dello stretto di Bab el Mandeb.

Con l'indipendenza del 1993, l'Eritrea rivendicò la sovranità sulle isole ormai in mano yemenita. I due paesi avviarono quindi dei negoziati circa lo status dell'arcipelago, senza tuttavia trovare un accordo, e nel 1995 lo Yemen iniziò la costruzione di infrastrutture turistiche sull'isola di Hanish al Kabir, la seconda dell'arcipelago e la più vicina alle coste africane. Nella disputa furono rilevanti anche questioni relative alla possibilità di sfruttamento delle risorse petrolifere in mare nella zona. In risposta a quella che fu considerata come una provocazione, l'11 novembre 1995 il governo eritreo inviò un ultimatum allo Yemen intimando che l'isola fosse abbandonata dai civili e dalle truppe yemenite presenti a protezione dei lavori. Nel dicembre del 1995, col fallimento dei negoziati, le truppe eritree invasero Hanish el Chebir, innescando un conflitto che durò pochi giorni, tra il 15 e il 17 dicembre 1995, ma che provocò diverse vittime da ambo le parti, mentre circa duecento yemeniti furono fatti prigionieri.

Nel tentativo di risolvere la disputa intervenne dunque la Corte permanente di arbitrato dell'Aia, che il 9 ottobre 1998 depositò la sua decisione secondo cui tutte le isole dell'arcipelago furono assegnate alla sovranità yemenita. La Corte dispose anche che nella zona fossero mantenute le tradizioni dell'attività della pesca, garantendo l'accesso alla zona sia ai pescatori eritrei che a quelli yemeniti. Con una seconda decisione del 17 dicembre 1999 la Corte stabilì i confini marittimi tra i due stati e il primo novembre 1998 l'Eritrea riconsegnò ufficialmente allo Yemen le isole precedentemente occupate. (Marco Malvestuto)
 
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