Corno d'Africa
17.07.2014 - 15:43
Analisi
 
Etiopia: Addis Abeba si conferma paese leader per investimenti stranieri in Africa orientale
17 lug 2014 15:43 - (Agenzia Nova) - Negli ultimi cinque anni l’Etiopia è stato il paese dell’Africa orientale ad aver attratto il maggior volume di investimenti diretti esteri (Ide), che dal 2010 hanno riguardato un totale di circa tremila progetti per un ammontare complessivo di 11,5 miliardi di birr, pari a circa 431 milioni di euro. Le stime, fornite dall'Agenzia etiope per gli investimenti, prendono in considerazione gli anni successivi all’entrata in vigore del Growth and Transformation Plan (Gtp), il piano quinquennale di sviluppo lanciato dal governo di Addis Abeba alla fine del 2010 e che succede al quinquennale Plan for Accelerated and Sustainable Development to End Poverty, riferito al periodo 2005-2010. Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto dell'Agenzia, illustrato alla stampa questa settimana dal capo dell’Agenzia, Getahun Negash, negli ultimi cinque anni i progetti hanno creato oltre 31 mila posti di lavoro e 561 di essi sono stati approvati nel corso di quest'anno, di cui 166 hanno già avviato la produzione.

Più della metà dei progetti approvati quest’anno (272) riguardano il settore manifatturiero e hanno interessato per lo più aziende cinesi, indiane, sudanesi, statunitensi, britanniche e israeliane. Si tratta di numeri che confermano il trend positivo dell’economia etiope, che nell’ultimo anno è cresciuta del 9,7 per cento - il quattro per cento in più rispetto alla media dei paesi dell’Africa sub-sahariana - confermandosi una delle economie a più rapida crescita del mondo. Il piano Gtp, varato dal governo di Addis Abeba con l’ambizione di far entrare l’Etiopia nel novero delle economie a reddito medio, grazie ad un sistema agricolo moderno e ad un settore industriale trainante, ha contribuito in maniera significativa a creare delle condizioni favorevoli agli investimenti stranieri nel paese.

Tra gli ambiziosi obiettivi per il periodo di riferimento, che includono il mantenimento della crescita annua su valori pari compresi tra l’11 ed il 14 per cento, il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Osm) e la costruzione di uno stabile stato democratico ed orientato ad uno sviluppo sostenibile, il Piano prevede infatti investimenti in campo agricolo ed industriale, oltre al consolidamento delle infrastrutture (in particolare nei settori dei trasporti e dell’energia), all’aumento della disponibilità e qualità dei servizi di base - nei campi dell’istruzione e della salute - e al miglioramento del sistema dell’amministrazione pubblica. È innegabile che dal 1992 l'Etiopia abbia compiuto notevoli progressi per effetto dell'attuazione di politiche e strategie favorevoli alla crescita economica e all’attrazione degli investimenti diretti esteri.

Negli ultimi cinque anni, in particolare, il volume degli Ide è aumentato dagli 0,2 miliardi di dollari del 2009 agli 0,8 miliardi di dollari del 2013 e, per quanto riguarda l’incidenza sul prodotto interno lordo (Pil), dallo 0,3 all’oltre il due per cento del Pil. Ad alimentare una tale impennata nel settore degli investimenti hanno contribuito senza dubbio le politiche di sviluppo rurale e industriale portate avanti dal governo, che hanno impresso un nuova spinta verso la creazione di un quadro favorevole allo sviluppo economico e agli investimenti. Il governo etiope ha inoltre attribuito una crescente importanza al ruolo del settore privato dell'economia, rivedendo per ben quattro volte la normativa sugli investimenti negli ultimi 21 anni, al fine di per renderla più trasparente, attraente e competitiva. Grazie al clima favorevole agli investimenti nel paese, la quota di investimenti diretti esteri è stata pari in media al 15,8 per cento sul totale degli investimenti approvati nel periodo compreso tra il 1992 e il 2012.

Per quanto riguarda i principali paesi investitori, al primo posto figura la Cina, seguita da India, Sudan, Germania, Italia, Turchia, Arabia Saudita, Yemen, Regno Unito, Israele, Canada e Stati Uniti. Per incentivare gli investimenti privati e promuovere l'afflusso di capitali e tecnologie straniere in Etiopia, il governo ha di recente introdotto una serie di esenzioni dai dazi doganali nel settore manifatturiero, agricolo, agroindustriale, energetico, delle telecomunicazioni e nel settore del turismo alberghiero, mentre delle esenzioni non fiscali sono previste anche per le esportazioni nei settori dei macchinari e delle attrezzature. Anche l’ambizioso programma di privatizzazioni adottato dal governo offrirà grosse opportunità sia per gli investitori privati stranieri che per quelli etiopi, in particolare nel settore agricolo, della produzione e del turismo alberghiero. Il tutto nell’ottica di far uscire l’Etiopia dal novero dei paesi in via di sviluppo nell’arco dei prossimi dieci anni. (Marco Malvestuto)