Mezzaluna
02.07.2014 - 18:06
ANALISI
 
Terrorismo: al Baghdadi fa appello ai musulmani, unitevi e vi porterò fino a Roma
2 lug 2014 18:06 - (Agenzia Nova) - Nel suo primo messaggio audio dopo la proclamazione del califfato sui territori che vanno da Aleppo al governatorato , il leader delle milizie qaediste dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, si rivolge a tutti i musulmani del mondo, dall'Indonesia al Nord Africa, e chiosa: "Se seguirete le mie indicazioni, arriveremo anche a Roma". Il messaggio, diffuso sul web, dura 19 minuti. Il leader qaedista iracheno spiega che "è un dovere religioso per tutti i musulmani riunirsi nel califfato islamico" e promette che il suo nuovo stato “reagirà all’oppressione subita dai musulmani nel mondo”. Il terrorista elenca quindi le ingiustizie subite dai musulmani nel mondo: dalla questione israelo-palestinese alle violenze in Africa Centrale, passando per Maynamar. “Non è forse questo il vero terrorismo?, si chiede al Baghdadi. L'uomo incita quindi i suoi a non fermarsi dopo le “vittorie conseguite in Siria e in Iraq". "Superate le divergenze e rimanete uniti: se seguirete le mie indicazioni, vi porterò alla conquista di Roma".

Ieri, oltre a chiedere l'unità dei jihadisti sotto le bandiere nere della sua organizzazione, al Baghdadi ha ordinato la liberazione di 100 detenuti rinchiusi nel carcere siriano di al Bab, nella provincia di Aleppo. Il leader jihadista ha voluto in questo modo “graziare” un gruppo di combattenti rivali arrestati dai suoi uomini in occasione dell’annuncio della nascita del califfato islamico. Fonti dalle province di Aleppo e al Raqqa, si legge sul quotidiano arabo “al Hayat”, hanno riferito all’Osservatorio siriano per i diritti umani che si prevede entro breve tempo la liberazione di centinaia di detenuti dalle carceri dello Stato islamico: è il tentativo, da parte di al Baghdadi, di conquistarsi la simpatia delle popolazioni dei territori controllati. Una mossa simile a quella con cui, il nove giugno scorso, il presidente siriano Bashar al Assad ha emanato un decreto di grazia per festeggiare la vittoria alle elezioni presidenziali.

Per le milizie dello Stato islamico, le tribù di al Raqqa sono di particolare importanza per dare sostanza all'idea del califfato. Il gruppo sta cercando negli ultimi tempi di arrivare ad autofinanziarsi, soprattutto mediante lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha rivelato al quotidiano "Asharq al Awsat" che i miliziani dello Stato islamico riescono a esportare il petrolio di al Raqqa all'estero per finanziare il proprio movimento attraverso dei mediatori locali. "Il greggio viene venduto a prezzi molto bassi per battere la concorrenza - ha spiegato Abdel Rahman - e chi ne trae il vantaggio è soprattutto la Turchia, che riesce così a soddisfare la domanda interna di petrolio. Le esportazioni avvengono tramite autocisterne che trasportano il greggio fino al confine con la Turchia. A portarlo qui, però, sono dei mediatori".

Resta tuttavia difficile, per al Baghdadi, riuscire a guadagnarsi il favore delle tribù sunnite nelle province di Siria e Iraq conquistate dal gruppo. Ampie sono, infatti, le sacche di resistenza, anche tra i leader religiosi. A Baghdad, ad esempio, il Consiglio degli ulema sunniti, guidato dallo sceicco Hareth al Dari, ha chiesto al leader jihadista di fare marcia indietro sulla questione del califfato. Secondo i vertici del clero sunnita, "la nascita di un califfato non è negli interessi dei sunniti iracheni, perché non farà altro che dividere il paese in base alla componente settaria”. Gli imam sottolineano in una nota come “questo califfato dovrebbe sorgere in zone nelle quali si combatte ancora e per garantire sicurezza alla popolazione”.

Anche in Giordania al Baghdadi riscontra difficoltà nel trovare consensi. Mentre la corrente salafita ufficiale non si è ancora pronunciata sul nuovo califfato, il leader della corrente salafita-jihadista Isam al Barqawi, noto come Abu Mohammed al Maqdisi, ha criticato l'annuncio della nascita del califfato. In una lettera pubblicata su un forum jihadista su internet, il padre del jihadismo arabo e maestro di Abu Musab al Zarqawi (ex leader di al Qaeda in Iraq) ha criticato "il cosiddetto califfato" e invitato i jihadisti ad abbandonare lo Stato islamico e "ad assumersi la responsabilità per le uccisioni commesse contro i miliziani del Fronte al Nusra". (h.b.)