Mezzaluna
04.06.2014 - 18:11
ANALISI
 
Libia: attacco contro Haftar in vista della sentenza della Corte costituzionale sulla nomina del premier Maiteeq
4 giu 2014 18:11 - (Agenzia Nova) - Per la prima volta dall’inizio dell’operazione Karama contro le milizie di Ansar al Sharia, a Bengasi, in Libia, si sono verificati attacchi terroristici. Un attentato kamikaze è stato compiuto all’alba di oggi nella zona di Ghut Sultan, 45 chilometri a sud di Bengasi, dove si trova l’edificio utilizzato come base dal generale golpista Khalifa Haftar e come avamposto militare dai suoi uomini. Secondo quanto reso noto al sito libico “al Wasat” dal portavoce di Haftar, Mohammed al Hijazi, l’attacco è stato condotto da un attentatore suicida mediante un’autobomba.

Al momento dell'esplosione, Haftar si trovava all'interno dell'abitazione ma è rimasto illeso. Tre invece i morti tra i suoi uomini. L'esplosione, secondo al Hijazi, è avvenuta a un chilometro esatto dall'abitazione di Haftar: il kamikaze sarebbe infatti stato costretto ad anticipare il momento dell'esplosione perché scoperto e fermato dalle guardie all'entrata dell’edificio. "Siamo certi che dietro l'attacco ci siano gli estremisti islamici. E' il loro marchio di fabbrica", ha concluso il portavoce del generale Haftar. Si tratta di un’evoluzione della crisi libica che sta portando il paese sempre più verso la guerra civile, con i gruppi islamici armati che escono allo scoperto. Ci si attende quindi una risposta militare molto forte da parte del generale libico Haftar il quale ha promesso di “rispondere con forza agli attacchi dei miliziani fino alla loro eliminazione”.

Nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente televisiva “Sky Arabia”, la prima dal tentativo di omicidio al quale è sfuggito oggi, Haftar ha assicurato che “allargheremo la nostra battaglia contro le milizie islamiche a tutto il paese” ed ha aggiunto che “ci baseremo solo sulle forze dell’esercito libico”. Poco prima il suo portavoce, Mohammed al Hijazi, ha confermato all’emittente “al Arabiya” che Haftar è sfuggito ad un attentato nel quale hanno perso la vita tre militari. “L’attacco è stato compiuto alle 6 di questa mattina – ha spiegato al Hijazi – l’auto era imbottita con 5 tonnellate di esplosivo e la deflagrazione è stata molto forte. Il veicolo è però esploso a 500 metri di distanza dalla sede del comando dell’operazione Karama e lontano da dove si trovava Haftar”.

Prima di Haftar ad essere stato preso di mira dalle milizie avversarie è stato un altro protagonista della scena politica libica, Ahmed Maiteeq. E’ stato condotto nella notte un attacco armato contro la sede del governo libico a Tripoli. Secondo quanto riferisce l’emittente televisiva “al Arabiya”, sono state udite dopo la mezzanotte diverse esplosioni intorno alla sede dell’esecutivo. Miliziani hanno lanciato almeno due razzi Rpg che hanno colpito anche le case circostanti provocando diversi feriti. L’attacco è avvenuto a 24 ore di distanza dalla decisione del neo premier Maiteeq di occupare con la forza, e con l’aiuto delle milizie di Misurata, la sede del governo dopo il rifiuto del premier uscente Abdullah al Thani di riconoscere la validità del nuovo esecutivo e del voto del parlamento.

Non è un caso che questi due attacchi eclatanti siano avvenuti proprio nelle ultime ore. Ci troviamo infatti alla vigilia di un momento importante. E’ atteso per domani il pronunciamento della Corte costituzionale circa la validità del governo di Maiteeq, contestata dall’esecutivo uscente di al Thani. E’ stato quest’ultimo infatti a chiedere un parere della Corte in merito, considerando che in questo momento il paese è governato da due governi: uno sostenuto dai Fratelli musulmani e dal presidente del parlamento, Nuri Abu Sahimin e l’altro sostenuto dai laici e liberali e da parte dei militari guidato da al Thani.

Secondo gli analisti libici, il generale Haftar dovrebbe approfittare di questa situazione di stallo istituzionale per rilanciare la sua operazione Karama (Dignità) contro le milizie islamiche e prendere definitivamente il potere sconfiggendo le milizie islamiche. Per fare questo ci si aspetta anche il sostegno di Egitto e Algeria, al punto che lo stesso Haftar oggi si è detto “non contrario a eventuali raid aerei di Algeria e Egitto contro i terroristi in Libia”. In aiuto del suo piano potrebbe venire l’elezione di Abdel Fattah al Sisi a presidente dell’Egitto, considerato il punto di riferimento di Haftar.

Haftar dovrebbe quindi fare leva sul fatto che il parlamento libico è al momento diviso in due tronconi: i deputati di ispirazione islamista, che appoggiano il presidente Abu Sahimin e il neo-premier Maiteeq, e i laici e liberali che, invece, sostengono la legittimità del precedente governo di al Thani e l'operazione Karama. Secondo quanto riferisce il sito d'informazione locale "Libya Herald", una sessantina di deputati islamisti si sono riuniti ieri a Tripoli con Abu Sahimin e hanno definito "golpe" l'azione militare di Haftar a Bengasi. Dall'altra parte, invece, i deputati laici sono volati in delegazione ieri nella città di Baydha per incontrare i membri dell’Assemblea costituente. Secondo quanto riferisce il sito libico “al Wasat”, i deputati pro-Haftar hanno avuto una serie di colloqui con i membri dell’Assemblea, incaricata lo scorso febbraio di redigere la nuova Costituzione libica, circa la proposta di rimuovere l’immunità parlamentare al presidente del parlamento in virtù di uno scandalo a sfondo sessuale scoppiato nei mesi scorsi. (h.b.)