Mezzaluna
30.04.2014 - 17:26
ANALISI
 
Yemen: al via offensiva contro al Qaeda dopo fuga compagnie petrolifere dal paese
30 apr 2014 17:26 - (Agenzia Nova) - Dopo la fuga di numerose compagnie energetiche straniere a causa della precaria situazione di sicurezza nel paese, le autorità yemenite hanno deciso di dare il via ad un'operazione di vasta portata contro il terrorismo di matrice qaedista. La scorsa settimana è stata lanciata una prima offensiva, condotta soprattutto mediante attacchi aerei; ieri, poi, le truppe di terra hanno iniziato ad avanzare verso le basi dei terroristi nelle zone centrali e meridionali del paese. Sono 34 le compagnie petrolifere internazionali che hanno lasciato di recente lo Yemen a causa del terrorismo. E' quanto ha rivelato il presidente yemenita, Abde Rabbo Mansur Hadi, ripreso dall'agenzia di stampa governativa "Saba".

Parlando ieri con i membri del governo, Hadi ha spiegato che "il terrorismo e al Qaeda stanno distruggendo il paese, provocando danni economici grandissimi. Subiamo perdite enormi in termini di investimenti e di interscambio commerciale. Per questo, l'establishment politico e religioso del paese deve restare unito al fianco delle forze armate impegnate in questi giorni nella lotta al terrorismo". Hadi ha aggiunto inoltre che "il 70 per cento dei membri di al Qaeda presenti in Yemen è di origine yemenita". "E' dunque gente che non ha scrupoli nel distruggere il paese. E nonostante ciò vedo che i giornali hanno difficoltà anche a definire martiri i soldati che muoiono negli scontri con i terroristi. Vediamo che la nostra capitale, Sana'a, è teatro di continui attentati e di sequestri, ma non riusciamo ad affrontare efficacemente il problema". Queste dure parole del presidente yemenita sono state pronunciati nel corso di una festa di fine corso nell'accademia di polizia di Sana'a.

Ai cadetti appena laureati, Hadi ha spiegato che "dobbiamo unire tutte le forze contro i terroristi di al Qaeda. Dobbiamo coinvolgere i capi tribù e le personalità più importanti della zona di Abyen e Shabwa. L'obiettivo di questa nuova operazione militare che ci accingiamo a sferrare è di riportare la sicurezza nel paese per poter rilanciare lo sviluppo economico della regione". Hadi ha così colto l'occasione per chiedere "ai capi tribù e ai Comitati popolari di stare al nostro fianco, partecipando congiuntamente all'operazione per riportare stabilità nel sud del paese". In precedenza, erano stati molti i capi tribù che avevano chiesto aiuto al governo di Sana'a perché venissero ripristinati i servizi statali in alcune zone delle regioni di Abyen e Shabwa occupate dai terroristi di al Qaeda nella Penisola arabica (Aqap). Gli stessi clan hanno promesso di impegnarsi al fianco dell'esercito contro i miliziani islamisti nella nuova campagna lanciata dall'esercito.

Finora, il bilancio di questa seconda offensiva militare contro Aqap è stato di 27 morti, secondo quanto riferito da fonti del governatorato di Shabwa al quotidiano "Asharq al Awsat". Tra le 27 persone uccise si conterebbero almeno 15 militari dell'esercito. Altri 15 militari sarebbero stati catturati dai terroristi, e tre di questi, secondo i media locali, sono stati trovati morti quest'oggi. A rinvenire i corpi dei tre militari, che presentano "evidenti segni di tortura", sono stati abitanti della provincia di Shabwa. Le autorità yemenite sono ancora in apprensione per la sorte degli altri dieci militari rapiti.

Nonostante l'esercito sia sostenuto dalle forze aeree e dai miliziani tribali dei Comitati popolari, Aqap sembra al momento riuscire a resistere all'avanzata delle truppe grazie alla presenza di centinaia di suoi combattenti nella zona. L'operazione militare, chiamata "Insieme per lo Yemen libero dal terrorismo", si è sviluppata su tre direttive: la prima verso il villaggio di Ahur, la seconda verso la zona di al Mahfad e la terza a Mudia, nella provincia di Abyen. Un attacco è stato sferrato anche contro la roccaforte di al Qaeda di Belhaf, nella provincia di Shabwa, dove è presente un terminal per l'esportazione di gas.

Tra i terroristi uccisi in questa nuova offensiva nel sud dell'esercito yemenita risultano esserci anche esponenti di spicco di al Qaeda nella Penisola arabica. Secondo fonti del governo yemenita, citate dal giornale "al Quds al Arabi", avrebbe perso la vita uno dei dirigenti massimi del gruppo, noto col nome di battaglia di Abu al Qaaqa. L'offensiva della scorsa settimana, condotta con l'ausilio dei droni statunitensi, aveva provocato invece l'uccisione di 65 terroristi, tra cui ci sarebbe anche il saudita Hussein al Asiri, noto per essere il responsabile di Aqap per la fabbricazione di ordigni esplosivi e autobombe.

Secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza di Sana’a al giornale “Asharq al Awsat”, la sua uccisione è stata possibile grazie ad un blitz delle forze speciali dell’anti-terrorismo dell’esercito yemenita messo a segno nella provincia meridionale di Shabwa. Il blitz è stato eseguito con l’ausilio degli elicotteri da combattimento. Le autorità yemenite hanno immediatamente informato dell'accaduto quelle saudite, le quali hanno confermato che al Asiri risulta tra i ricercati di Riad per terrorismo, senza però poter confermarne il decesso. L'esame del Dna sul corpo dell'uomo non è infatti ancora terminato. La morte di al Asiri era stata già annunciata più volte nel corso degli scorsi anni.

Nel corso dell'offensiva, le forze armate yemenite hanno preso di mira anche i campi di addestramento di Aqap nei quali, due settimane fa, aveva avuto luogo una maxi-riunione del gruppo terrorista alla presenza del leader Nasir al Wuhayshi. Le immagini dell'evento erano state pubblicate in un filmato diffuso dall'emittente statunitense "Cnn" che mostra centinaia di uomini di Aqap riunirsi e girare liberamente per la provincia di Shabwa. Le immagini hanno riportato l'attenzione internazionale sulla situazione di sicurezza nello Yemen, definita "insostenibile" dal presidente Hadi.

Al punto che nella stessa Sana'a la situazione non appare migliore. La scorsa settimana, per la prima volta, un uomo è riuscito a sfuggire nella capitale a un tentativo di sequestro, riuscendo ad uccidere i propri rapitori. Si tratta, secondo i media yemeniti, di un cittadino russo impiegato in Yemen come consulente nel settore petrolifero e in possesso di un'arma. L'uomo ha subito il tentativo di rapimento mentre usciva da un negozio del quartiere di al Hadda, zona commerciale della città, dove si trovano le ambasciate straniere. La vittima del tentato sequestro ha aperto il fuoco contro i suoi aggressori uccidendo due miliziani e mettendo in fuga gli altri, che si trovavano a bordo di un'auto. Sono numerosi i rapimenti di stranieri registrati in Yemen negli ultimi anni, terminati quasi tutti con un lieto fine.

L'altroieri, invece, un diplomatico tedesco è rimasto ferito per sfuggire ad un altro tentativo di sequestro a Sana'a. Secondo quanto riportano i media locali, il diplomatico si trovava a bordo della propria auto con un altro collega quando alcuni uomini armati hanno cercato di fermarli nello stesso quartiere di al Hadda. Il diplomatico è riuscito però a fuggire con la propria auto, sebbene i rapitori siano riusciti a ferirlo di striscio aprendo il fuoco. (h.b.)