Mezzaluna
27.03.2014 - 15:11
ANALISI
 
Lega Araba: il vertice in Kuwait conferma le divisioni, nulla di fatto su assegnazione seggio siriano
27 mar 2014 15:11 - (Agenzia Nova) - Il 25mo vertice della Lega araba, concluso il 26 marzo in Kuwait, è stato caratterizzato, secondo gli osservatori arabi, dalle divisioni tra i paesi membri e dal mancato accordo sull'assegnazione del seggio spettante alla Siria alla Coalizione nazionale dell'opposizione siriana. La riunione conclusiva ha visto l'intervento del presidente egiziano, Adly Mansour, il cui paese ospiterà il 26 marzo del 2015 il prossimo vertice della Lega. Mansourr ha ringraziato "gli Emirati Arabi Uniti (paese cui spettava l'organizzazione del prossimo summit, ndr) per aver fatto un passo indietro dando fiducia al nostro paese in un momento così difficile". E' stata data infine lettura del documento finale del vertice, denominato "Carta del Kuwait", nel quale viene dato ampio spazio alla crisi siriana.

La commissione formata per discutere della posizione da prendere sulla guerra in Siria non è riuscita a trovare un accordo sul punto che ha suscitato maggiori divisioni durante il vertice: l'assegnazione del seggio siriano alla Coalizione nazionale dell'opposizione. Il documento finale, dunque, ignora la questione del seggio ma ribadisce il riconoscimento della Coalizione quale legittimo rappresentante del popolo siriano. Si parla inoltre della "necessità di lavorare per trovare una soluzione politica alla crisi". Il secondo tema in ordine di importanza affrontato nel vertice arabo riguarda la questione palestinese. Il documento finale "nega in modo assoluto qualsiasi riconoscimento di Israele come stato ebraico".

Si tratta di una questione centrale nell'ambito dei colloqui tra israeliani e palestinesi: il rifiuto dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) a riconoscere Israele come stato ebraico rischia infatti di far deragliare i negoziati ripresi nello scorso luglio con la mediazione degli Stati Uniti. Proprio questi ultimi, secondo fonti diplomatiche arabe, avevano spinto alla vigilia del vertice perché la dichiarazione sul riconoscimento non venisse inserita nel documento finale, richiesta infine disattesa dai paesi arabi. Sempre sulla questione palestinese, è stata ribadita la volontà di sostenere la soluzione "due stati per due popoli", con la nascita di uno stato palestinese entro i confini precedenti il 1967.

I capi di stato arabi, nelle loro riunioni, hanno auspicato inoltre un miglioramento nella cooperazione tra i paesi membri e hanno ribadito il loro sostegno ai processi di transizione politica in corso in Libano, Libia, Yemen e Somalia. Sul Libano è stato chiesto di salvaguardare l'unità nazionale del paese. Nei discorsi, e in particolare in quello del re giordano Abdullah II, è stata tuttavia protagonista la crisi siriana. Il monarca hashemita ha chiesto accoratamente che si trovi una soluzione rapida alla crisi, anche in considerazione del fatto che la Giordania ospita più di un milione e 300 mila profughi siriani. Una richiesta di aiuto in questo senso è arrivata anche dal presidente libanese, Michel Suleiman, essendo il suo paese parimenti afflitto dall'afflusso dei profughi siriani e dagli scontri interni prodotti dalle ripercussioni del conflitto.

Per i media arabi, l'unico tema degno di nota di un vertice caratterizzato dal basso livello dei rappresentanti inviati dai paesi membri riguarda la guerra in Siria e lo scontro sull'assegnazione del seggio siriano all'opposizione. Tre paesi (Libano, Iraq e Algeria) avevano minacciato di ritirarsi dal vertice in caso di assegnazione alla Coalizione del seggio che era del regime di Bashar al Assad. Nonostante non sia stato trovato un accordo tra i capi di stato arabi su questo punto, la commissione che ha redatto il comunicato finale del summit, secondo un'indiscrezione dell'emittente satellitare "al Jazeera", avrebbe chiesto di assegnare il seggio alla Coalizione, ma il segretario della Lega araba, Nabil al Arabi, ha chiarito che "ciò non è avvenuto per ragioni di tipo giuridico e tecnico". Al Arabi ha ricordato come in ogni caso il fatto che il leader della Coalizione, Ahmed Jarba, sia stato invitato a intervenire nel corso della sessione plenaria "rappresenta un evento eccezionale".

Al Arabi ha ribadito inoltre che "è necessario arrivare a una soluzione politica della crisi siriana che si basi sui principi di Ginevra 1". La Lega araba chiede però "al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di muoversi in sostegno dei profughi siriani e di approvare una risoluzione che obblighi le parti ad un cessate il fuoco". I capi di Stato arabi, oltre alla fine delle ostilità, chiedono "la liberazione dei detenuti politici e l'avvio di vere riforme in Siria". Per quanto riguarda gli altri temi discussi durante il vertice, "il Bahrein ha proposto la nascita di un tribunale arabi per i diritti umani", ha riferito il segretario generale della Lega araba. "Continueremo a discuterne e una commissione presenterà un progetto su questo argomento", ha concluso al Arabi. (h.b.)