Mezzaluna
20.03.2014 - 18:35
Analisi
 
Algeria: ex presidente Zeroual rompe il silenzio e attacca Bouteflika, si allarga il fronte del "no" a sua ricandidatura
20 mar 2014 18:35 - (Agenzia Nova) - L'ex presidente della Repubblica algerina Liamine Zeroual, è uscito da un lungo silenzio che lo ha visto per anni fuori dalla vita politica, in vista delle elezioni presidenziali del 17 aprile. In una lettera aperta pubblicata questa mattina dal quotidiano algerino "el Khabar", Zeroual ha duramente criticato la decisione del presidente uscente, Abdelaziz Bouteflika, di candidarsi per un quarto mandato. "Vuol continuare a restare al potere - si legge nella missiva - invece di favorire un normale ricambio. Le elezioni presidenziali sono una cosa importante in ogni paese, ma per svolgersi in modo completo bisogna rispettare delle condizioni di trasparenza previste dalla Costituzione". Per questo l'ex presidente chiede che vengano rispettate le regole di trasparenza e democrazia e chiede precise garanzie per le prossime elezioni.

Nato nel distretto di Batna, a 500 chilometri da Algeri, nella stessa regione montuosa da cui partì nel 1954 la guerra d’indipendenza, a 16 anni Zeroual entrò nell’esercito di liberazione che combatteva contro i francesi. A 21 anni era già ufficiale e alla fine della guerra era un personaggio in vista. Dopo aver ricevuto la formazione militare al Cairo, poi all’accademia di Mosca e alla scuola di guerra di Parigi, tornò in patria nel 1975 per poi diventare comandante della regione militare di Tamanrasset e ancora dopo di Costantina. Nel 1988 diventò generale e nel 1989 capo di stato maggiore delle forze terrestri.

Nel 1990 fu mandato a Bucarest come ambasciatore dal presidente Chadli Benjedid del quale non condivideva le linee politiche. Infine nel 1993 tornò in patria come ministro della Difesa e venne eletto presidente due anni dopo. L'ex capo dello stato algerino ha quindi deciso di lasciare il segno in questa campagna elettorale con l'invio di una lettera di tre pagine alla stampa di Algeri. Zeroual si è rivolto al popolo algerino alla vigilia delle elezioni presidenziali del prossimo aprile, spiegando, in primo luogo, i motivi del suo silenzio passato, legato alla volontà di rispettare l'obbligo di riservatezza, ma anche il perché abbia deciso di parlare proprio ora, motivato dalla sua preoccupazione e dalla volontà “di condividere i miei sentimenti e le mie preoccupazioni con gli algerini”.

Zeroual elenca nella sua missiva una serie di eventi e di dichiarazioni che hanno segnato il dibattito politico nazionale degli ultimi mesi. Zeroual evoca l'esistenza di una minaccia alla sovranità e l'unità nazionale e sottolinea l'importanza della prossime elezioni. Nella lettera pubblicata dal quotidiano "el Khabar", condanna fermamente le critiche politiche recenti che hanno colpito i militari e alcune delle sue strutture, che egli definisce "angoscianti", aggiungendo che il loro unico obiettivo è quello di "indebolire il sistema nazionale di difesa e di sicurezza di nuovo e aprire la porta a tanti pericoli in Algeria. L'esercito è stato oggetto di un attacco doloroso il cui unico scopo è quello di indebolire il sistema di difesa aprendo la porta a nuovi pericoli". Zeroual condanna quindi gli attacchi all'esercito "che ha combattuto il terrorismo e rimane l'ultimo baluardo contro qualsiasi tentativo di indebolire l'Algeria" ed effettua una revisione critica della Costituzione del 2008, attaccando in particolare 'abolizione dell'articolo 74 della carta costituzionale algerina che imponeva dei limiti al mandato presidenziale.

Per Zeroual l'abolizione di questa norma costituzionale "ha sconvolto il passaggio qualitativo di un sistema democratico che richiede un cambiamento di potere". A proposito delle prossime elezioni algerine, l'ex presidente ha invitato comunque gli algerini a partecipare in massa all'appuntamento elettorale , sottolineando la sua importanza e ricordando con assoluta obiettività che "il voto è il mezzo costituzionale più pacifico e unico che i cittadini possono utilizzare per esprimere la loro scelta". Zeroual dice che questa "è l'occasione per imporre un cambio di governo e per mettere l'Algeria sulla strada di un reale cambiamento". Nello stesso contesto l'ex capo dello Stato ritiene che "il periodo post 17 ​​aprile dovrà coinvolgere tutti gli algerini per consentire l'avvio di progetti di grandi dimensioni. Riferendosi alle critiche rivolte a Bouteflika, per la sua età, spiega che è erroneo pensare che questo cambiamento "può essere realizzato per volontà di un solo uomo, qualunque sia il suo genio o per mezzo di un partito unico, indipendentemente dall'età del presidente".

Ritiene infine che il prossimo mandato presidenziale "rappresenta l'ultima possibilità per mettere l'Algeria sulla strada di un reale cambiamento. Tutte le indicazioni evidenziano la necessità di avviare un programma per realizzare questo progetto, che deve coinvolgere tutti gli algerini". Il suo intervento di questa mattina non è stato un fulmine a ciel sereno per il mondo della politica algerina. Già ieri sera fonti ben informate avevano riferito che l'ex presidente algerino avrebbe potuto rilasciare una dichiarazione importante, alla vigilia della campagna elettorale per le consultazioni presidenziali. Anche se l'ex presidente non ha voluto parlare pubblicamente, una delegazione di politici lo avrebbe convinto a dire qualche parola sulla candidatura al quarto mandato del presidente Bouteflika.

L’annuncio, come previsto, è infatti arrivato tramite una lettera pubblicata su tre quotidiani a diffusione nazionale. Intanto si allarga di giorno in giorno il fronte dei partiti e dei movimenti contrari al quarto mandato del presidente algerino Bouteflika nel paese. Si svolgono manifestazioni in questo senso, secondo quanto si legge in un editoriale apparso oggi sul quotidiano algerino "el Khabar", ormai "in tutte le province del paese. Sono sempre di più i gruppi, come il coordinamento studentesco, che chiedono l'adesione al movimento 'Barakat', anche se è stato formato un nuovo gruppo ostile alla ricandidatura di Bouteflika che si chiama 'Rafad' (in arabo rifiuto).

L'altro ieri si è tenuto il direttivo del movimento 'Barakat', il primo che ha manifestato ad Algeri contro Bouteflika, per valutare l'ingresso di nuove forze sociali, al fine di coordinare in futuro nuove manifestazioni nazionali con altre forze". Dopo quindi l'ultima dichiarazione pubblica di Zeroual contro Bouteflika si prevede un'escalation di manifestazione, anche alla luce dell'avvicinarsi dell'appuntamento del 23 marzo, giorno di inizio della campagna elettorale per le presidenziali. Ha aderito al fronte della protesta anche l’ex presidente della Lega algerina per la difesa dei diritti umani, Mostefa Bouchachi, il quale ha presentato ieri le proprie dimissioni da deputato al presidente dell’Assemblea popolare nazionale (Apn), Larbi Ould Khelifa, a causa del “completo asservimento dei parlamentari al potere del governo”.

Bouchachi ha spiegato di essersi dimesso “per rispetto della fiducia accordatagli dagli elettori e per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e l’indipendenza dell’Algeria”. Secondo il deputato dimissionario, i parlamentari sarebbero a tal punto assoggettati al potere dei vertici politici “da non poter più proporre interrogazioni a membri del governo qualora lo ritengano necessario”. Bouchachi, eletto nelle liste del Fronte delle forze socialiste (Ffs) nel maggio del 2012, ha riferito inoltre di aver assistito a numerose irregolarità nei lavori dell’Assemblea, tra cui il rifiuto sistematico di tutti i progetti di legge proposti dai parlamentari e la mancata presentazione della dichiarazione politica annuale da parte dell’esecutivo. (h.b.)