Mezzaluna
14.03.2014 - 14:55
Analisi
 
Algeria: si allarga il fronte dell'opposizione alla candidatura di Bouteflika per un quarto mandato presidenziale
14 mar 2014 14:55 - (Agenzia Nova) - La campagna elettorale che, a partire dal 15 marzo, il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika si appresta ad avviare in vista delle elezioni presidenziali del 17 aprile sarà la più difficile della sua esperienza politica. A differenza delle tre precedenti campagne per le presidenziali condotte tra il 1999 ed oggi, quella in procinto di partire appare irta di ostacoli, soprattutto a causa delle tante polemiche levatesi da più parti contro la decisione di Bouteflika di ricandidarsi nonostante un ictus lo abbia colpito meno di un anno fa. Tutti gli osservatori, nondimeno, danno per certa la vittoria del presidente uscente, anche alla luce della modestia degli sfidanti, alcuni dei quali già in passato sconfitti da Bouteflika. A preoccupare l'Algeria, tuttavia, è soprattutto la possibilità che il voto possa indebolire e dividere ulteriormente il paese. Evitarlo è compito non facile per l'attuale capo dello Stato, anche in considerazione delle precarie condizioni fisiche.

Per questo, secondo il sito algerino di informazione "Tsa-Algerie", l'entourage di Bouteflika, vistosi in difficoltà, ha richiamato a collaborare l’ex primo ministro Ahmed Ouyahia. Nonostante fosse uscito dalla scena politica da più di un anno, l'ex premier è stato costretto a tornare in campo per condurre la campagna elettorale del presidente. Come primo atto, Ouhajia ha però dovuto ammettere, nel corso di un’intervista per l'emittente televisiva “Ennahar”, che il capo dello Stato è malato e non dispone più del vigore fisico che aveva del 1999, anno nel quale arrivò al potere. Tuttavia, Ouyahia ha sottolineato che Bouteflika resta "molto intelligente e lucido". L’ex premier ha detto di aver incontrato il presidente due volte, il 27 febbraio e 6 marzo, verificando il suo stato di salute. “Ho parlato con lui per 90 minuti durante il primo incontro e 60 minuti durante il secondo. Vi posso assicurare che le sue capacità intellettive e di analisi sono intatte", ha aggiunto Ouyahia.

Al momento, l'unico vero avversario di Bouteflika per queste elezioni è l'ex premier Ali Benflis. Bouteflika non era inizialmente intenzionato a ricandidarsi alle elezioni presidenziali, ma ha deciso di correre per un quarto mandato sperando in un ritiro di Benflis, storico rivale del clan presidenziale e ritenuto il più forte degli sfidanti alle elezioni del prossimo 17 aprile. A riferirlo sono fonti attendibili citate dalla stampa algerina, secondo le quali l’obiettivo reale di Bouteflika era quello di cedere il passo all’attuale premier Abdelmalek Sellal una volta eliminato Benflis dalla competizione elettorale.

La situazione sembra stia sfuggendo di mano all'entourage di Bouteflika, e i segnali sono tanti in questo senso. Il primo è quello della repressione condotta nei confronti del neonato movimento Barakat e dei partiti di opposizione. L'ultima riguarda un sit-in di protesta contro la candidatura del presidente algerino che ieri è stato fermato dalle forze di polizia algerine nei pressi del Monumento ai martiri, ad Algeri. La manifestazione era stata convocata dai partiti dell’opposizione che si sono schierati contro la ricandidatura di Bouteflika: il Movimento della società per la pace (Msp), il Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd), il Fronte per la giustizia e lo sviluppo (Fjd), Ennahda, Nuova generazione (Jil Jadid) e il movimento indipendente del candidato Ahmed Banbitour. Ai leader di alcuni dei partiti coinvolti è stato impedito di recarsi sul luogo della protesta e di tenere un discorso davanti ai manifestanti. Si tratta di Sofiane Djilali, presidente di Nuova generazione, del leader dell’Rcd Mohcene Belabbes e del presidente dell’Msp Abderrazak Mokri. Nel contempo, ai 300 dimostranti scesi in strada è stato vietato di raccogliersi nel complesso del Monumento ai martiri.

L'episodio più preoccupante è però quello dell'11 marzo, quando la polizia algerina ha fatto irruzione nella sede dell'emittente televisiva "al Atlas" di Algeri, che fa capo all'opposizione. Gli agenti hanno sequestrato le telecamere e impedito agli operatori di continuare con la registrazione dei programmi. Gli uffici dell'emittente sono stati circondati ed è stato intimato ai giornalisti di lasciare i locali su ordine del tribunale di Algeri. Il direttore della tv, Hisham Beloush, si è detto sorpreso e ha protestato contro le autorità accusandole di "violare la libertà di stampa nel paese". Secondo il candidato Benflis invece, queste azioni pongono seri sospetti circa la trasparenza e la correttezza delle prossime elezioni presidenziali. Inoltre, l’ex premier richiede impegno costante per preservare i diritti del popolo algerino.

L'ultimo segnale preoccupante per l'entourage del capo dello Stato riguarda le organizzazioni sociali e culturali nazionali, che in passato hanno sempre sostenuto Bouteflika nelle sue campagne elettorali e che oggi sono profondamente divise al loro interno in vista delle prossime elezioni. L’Organizzazione nazionale dei mujaheddin, veterani della guerra d’indipendenza, ha ritirato il proprio sostegno alla candidatura del presidente algerino, dopo che metà degli iscritti ha annunciato di voler sostenere Benflis. L'organizzazione ha semplicemente invitato gli algerini a compiere il loro dovere elettorale durante la prossima tornata elettorale. Posizioni analoghe sono state assunte dalla Federazione dei figli dei martiri, dai reduci di guerra e da molte altre associazioni legati a vari settori della società civile.

Una spaccatura sostanziale si è registrata anche tra le file degli imprenditori. Alla fine di un lungo dibattito in seno all'assemblea generale del Forum degli imprenditori ad Algeri, l'associazione ha annunciato oggi che darà il suo sostegno alla candidatura del presidente algerino uscente Bouteflika. Tuttavia, a prender parte alla riunione sono stati solo 40 membri su 350 iscritti. Un assenteismo da leggere alla luce delle polemiche circolate nelle ore precedenti l'assemblea, sulla quale le autorità avrebbero esercitato forti pressioni, secondo la stampa araba, perché venisse concesso l'appoggio a Bouteflika. I dissidenti contestano il fatto che l'organizzazione degli imprenditori algerini era sorta come apolitica, e che invece "è stata convocata una riunione proprio ora perché essa assumesse una posizione a sostegno di Bouteflika". Di recente era saltata la convocazione di un'assemblea analoga proprio per il mancato accordo sull'appoggio al capo dello Stato uscente.

In una nota ufficiale, l'Fce ha spiegato al termine dell'assemblea che l'Algeria "entra in una nuova fase nella sua ricerca di sviluppo economica e sociale, nel quadro di una situazione internazionale ricca di tensioni". Per questo motivo, gli imprenditori algerini ritengono che la candidatura di Bouteflika "vada sostenuta per consolidare l'azione del governo e le politiche volte a rafforzare il settore produttivo, lo sviluppo degli investimenti e la nascita di nuove imprese". Il Forum "esprime la volontà di rimanere a fianco del governo, come ha fatto finora, per contribuire a un'economia prospera e solidale".

Ha destato infine scalpore nei giorni scorsi in Algeria l'annuncio di Ali Haddad, magnate della compagnia Erthb, leader nella costruzione di infrastrutture stradali e ferroviarie, di voler sostenere economicamente la campagna elettorale del presidente Bouteflika. Haddad ha annunciato che donerà due milioni di euro per la campagna elettorale del presidente uscente e, secondo il sito informativo "Tsa-Algerie", "si tratta di una cifra sproposita, considerato che Bouteflika non ha bisogno di questi soldi, avendo alle spalle due importanti partiti di governo, come l'Fln (Fronte di liberazione nazionale) e l'Rnd (Raggruppamento democratico nazionale), che godono di finanziamenti pubblici".(h.b.)