Mezzaluna
12.02.2014 - 17:48
Analisi
 
Algeria: Bouteflika scarica Saadani, il disastro aereo di Costantina ricompatta i vertici del paese
12 feb 2014 17:48 - (Agenzia Nova) - Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, ha preso le distanze dal segretario del Fronte di Liberazione nazionale (Fln), Amar Saadani, chiedendogli di porre fine alle polemiche scatenate in questi giorni a difesa della sua candidatura alle prossime elezioni e contro una parte dell'apparato dello stato. Cogliendo l'occasione della sciagura aerea di ieri di Costantina, Bouteflika ha inviato una missiva di cordoglio per le vittime dell'incidente, indirizzata al vice ministro della Difesa Ahmed Saleh, nella quale pur non citandolo direttamente si rivolge a Saadani chiedendo di porre fine alle critiche rivolte ai vertici dello stato, e prendendone quindi di fatto le distanze.

La diatriba tra sostenitori e oppositori di Bouteflika si è trasferita all’interno dello stesso partito del presidente, l’Fln. Protagonista delle polemiche nei giorni scorsi è stato il segretario generale del partito, Amar Saadani, che alla fine della scorsa settimana ha accusato il generale Mohammed Mediene di “essersi messo di traverso” alla candidatura di Bouteflika per le prossime presidenziali. Parole che hanno profondamente diviso il partito, con la formazione di due fronti opposti. Uno a difesa di Saadani, l’altro a favore di Mediene.

Nello scontro politico in atto in Algeria, in vista delle elezioni presidenziali del 17 aprile, il presidente algerino Bouteflika, "ha di fatto scaricato il segretario del Fln e suo sostenitore Amar Saadani". E' quanto si legge in un editoriale apparso oggi sul quotidiano algerino "Echourouk" a commento del messaggio di cordoglio inviato ieri dal capo di stato algerino per la sciagura aerea di Costantina, nel quale si trova un riferimento alla polemica in corso in Algeria in un passaggio nel quale afferma che "nessuno può attaccare l'esercito". Secondo gli analisti algerini questo passaggio rappresenta una presa di distanze dal leader del Fronte di Liberazione nazionale, Amar Saadani, tra i più accesi sostenitori della necessità di una ricandidatura di Bouteflika per un quarto mandato presidenziale, che aveva criticato i vertici dell'esercito accusandoli di non volere questa ricandidatura.

"Con il messaggio di cordoglio per le vittime - si legge nell'editoriale - il presidente è uscito ieri dal silenzio intervenendo nello scontro politico in atto nel paese. Si è trattato di un chiaro messaggio rivolto a Saadani, anche se non veniva citato direttamente, soprattutto quando parla di uno scontro mai registrato ai vertici dello stato dall'indipendenza a oggi, questo perché Saadani aveva accusato i servizi segreti di immischiarsi nell'attività dei partiti politici. In molti si chiedono se questa uscita inaspettata di Bouteflika sia il risultato di un accordo raggiunto con gli apparati dello stato, sul destino della sua ricandidatura alle presidenziali".

Ma cosa dice esattamente il messaggio di Bouteflika e qual è il passaggio incriminato che riguarda Saadani? Nella sua missiva il presidente algerino ha scritto:“siamo abituati a vivere in un clima che va al di la' delle regole, ma questa volta siamo arrivati al limite, ad un punto al quale non eravamo mai arrivati prima da quando il paese ha ottenuto l'indipendenza. Abbiamo assistito ad un tentativo di minare l'unità dell'esercito nazionale e popolare, volto a destabilizzare il paese e la sua capitale agli occhi del mondo. Ribadisco che nessuno ha il diritto, a prescindere dalla responsabilità e dall'incarico che ricopre, di mettere l'esercito nazionale popolare e le istituzioni costituzionali l'una contro l'altra”. In concomitanza con il messaggio di cordoglio la presidenza algerina ha annunciato tre giorni di lutto nazionale per le vittime della tragedia aerea avvenuta ieri a Costantina, nell'est dell'Algeria.

Il primo a commentare l'intervento del capo di stato per dirimere la faccenda è stato proprio il diretto interessato, il segretario del Fronte di Liberazione nazionale algerino, Amar Saadani, il quale si è difeso dalle accuse di essere stato criticato da Bouteflika. Intervistato dal quotidiano algerino "Ennahar", Saadani ha detto che nel suo messaggio Bouteflika non si riferiva solo a lui, "ma ha chiesto a tutti senza eccezione di non mettere in pericolo l'esercito, a tutti i livelli". Nella sua prima reazione Saadani ha aggiunto che "quanto contenuto nel messaggio del presidente era diretto a tutti i funzionari dello stato perché Bouteflika vuole dare il via a una nuova fase della vita dell'esercito e si riferiva ai pericoli che vengono dall'interno e dall'estero del paese contro l'esercito che ha ancora un ruolo importante per la stabilità e la sicurezza in Algeria".

Inaspettatamente in difesa di Saadani è sceso in campo anche il leader islamico algerino Abdallah Djaballah, presidente del partito islamico di Ennahda. Intervistato dal sito algerino “Tsa-Algerie”, Djaballah ha affermato, riferendosi alle accuse rivolte da Saadani al generale Mohammed Medani, detto generale Tawfiq, che impedirebbe la ricandidatura alle presidenziali del presidente Bouteflika, che “quanto ha affermato è vero ed è ciò che sta accadendo nel paese”. Secondo il leader islamico “le dichiarazioni di Saadani non sono un segreto per il pubblico algerino. Il sistema in vigore in Algeria ha sempre violato i diritti e le libertà dei cittadini. In Algeria non c'è né il sistema giudiziario né quello esecutivo indipendente. Tutti i poteri sono accentrati presso il capo dello stato, che non lascia spazio alla democrazia e promuove l'ingiustizia e la corruzione”.

Per Djaballah è prova della mancanza di democrazia in cui versa l'Algeria il fatto che “in ogni amministrazione ci sia almeno un esponente dell’intelligence. Sono dappertutto, interferiscono negli affari di tutto il paese. Essi non sono gli unici responsabili di tali eccessi, ma il sistema persiste indipendentemente dalla persona che guida il paese”. Per quanto riguarda la reazione della classe politica e dei media alla ricandidatura di Bouteflika “essa riflette solo la loro tendenza ad approvare quanto deciso al livello più alto del paese, avallando quindi tutte le forme di dittatura e di corruzione, che impediscono all'elitè di prendere una posizione. I politici non hanno il coraggio di esprimere le proprie opinioni e questo ritarda solo il cambiamento e lo sviluppo dell’Algeria”. Per Djaballa le dichiarazioni di Saadani “sono probabilmente la finestra di conflitto che esiste nella parte superiore dello Stato in vista delle prossime elezioni presidenziali”. (h.b.)