Mezzaluna
08.01.2014 - 18:50
 
 
ANALISI
 
Siria: è scontro tra milizie dei ribelli nel nord, salta la tregua ad Aleppo tra gruppi jihadisti rivali
8 gen 2014 18:50 - (Agenzia Nova) - E' scontro aperto nel nord della Siria tra le diverse fazioni ribelli che combattono conto il regime di Bashar al Assad, il quale trae giovamento da queste divisioni sorte all'interno dell'opposizione per consolidare le sue posizioni in vista della Conferenza di pace denominata "Ginevra 2", prevista il 22 gennaio prossimo. Proprio per questo il Fronte di Salvezza siriano, formazione jihadista vicina ad al Qaeda, ha avviato una mediazione tra lo Stato islamico di Iraq e Siria, altro gruppo vicino ad al Qaeda più oltranzista, e l'Esercito siriano libero composto da gruppi laici e islamici, per arrivare ad un cessate il fuoco. Le due formazioni ribelli siriane combattono infatti da venerdì scorso nel nord della Siria, provocando 300 morti. Il capo del Fronte di Salvezza, Abu Mohammed al Golani, ha lanciato ieri un appello alla tregua, sostenendo che la "prosecuzione dei combattimenti non fa che rafforzare il regime di Assad".

Per la prima volta ieri il leader del Fronte di Salvezza ha ammesso che sono in corso scontri tra il suo gruppo e lo Stato islamico, in passato alleati, lanciando una proposta di tregua tra le parti. L'offerta di tregua è stata però respinta dagli uomini dello Stato islamico. In una registrazione audio diffusa via Twitter dal portavoce della formazione jihadista, Abu Mohammed al Adnani, viene lanciato un duro attacco nei confronti dell'opposizione siriana e in particolare della Coalizione nazionale siriana. L'esponente jihadista ha formulato una vera e propria fatwa annunciando che "per noi i dirigenti della Coalizione nazionale siriana sono un obiettivo legittimo da colpire", dando così il via libera ai miliziani jihadisti in Siria per uccidere i capi dell'opposizione.

"Lo Stato islamico - ha affermato al Adnani - annuncia che la Coalizione nazionale e il suo esercito sono miscredenti e apostati e quindi possono essere colpiti". Il Fronte di Salvezza, pur essendo un gruppo jihadista, partecipa agli scontri contro lo Stato islamico al fianco dei ribelli dell'Esercito libero divisi a sua volta in tre gruppi: Il Fronte islamico, nuova sigla finanziata dall'Arabia Saudita in contrapposizione ad al Qaeda, l'Esercito dei mujahidin e il Fronte dei rivoluzionari siriani, per il controllo delle aree in mano all'opposizione del nord del paese. La spaccatura tra il Fronte di Salvezza e lo Stato islamico è sorta lo scorso novembre quando in un documento il leader di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, ha dichiarato illegittimo lo Stato islamico riconoscendo solo il Fronte di Salvezza come sua emanazione ufficiale in Siria.

Intanto i miliziani dello Stato islamico di Iraq e Siria iniziano a subire le prime sconfitte e per questo ieri si sono ritirati ieri dalla zona di Dier ez Zour, nella parte orientale della Siria, in modo volontario per evitare nuovi scontri con gli altri gruppi ribelli. Secondo l'emittente televisiva "al Jazeera", gli uomini dell'Esercito siriano libero dell'opposizione hanno preso il controllo della zona, mentre si registra una calma temporanea nella zona di al Raqqa dove si è combattuto fino a ieri. Si combatte ancora invece ad Aleppo, dove ieri un ragazzo di 16 anni si è fatto saltare in aria uccidendo un miliziano del Fronte islamico, gruppo ribelle avversario di al Qaeda e finanziato dall'Arabia Saudita.

Sempre ad Aleppo, il gruppo dello Stato islamico in Iraq e Siria ha ucciso ieri decine di detenuti rinchiusi nel carcere della città di Aleppo, nel nord della Siria. Le vittime, secondo il quotidiano arabo "al Quds al Arabi", sono state fucilate in un garage dell’ospedale pediatrico della città che si trova nel quartiere di Al Qadi Askar; tra loro ci sono quattro attivisti e giornalisti vicini all'opposizione siriana laica. Altri 12 corpi senza vita di civili sono stati trovati in una sede del gruppi jihadista, l'organizzazione islamista che i ribelli laici accusano di essere sostenuti dal regime del presidente siriano, Assad. L'Esercito siriano libero ha conquistato invece oggi la base dello Stato islamico di Iraq e Siria ad Aleppo.

Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Arabiya", i miliziani ribelli hanno liberato decine di prigionieri detenuti al suo interno. Tra i ribelli che combattono in Siria contro il regime di Assad c'è anche un membro della casa reale del Bahrein. A rivelalo è l'emittente televisiva "al Maiadin", secondo la quale in Siria si trova l'emiro Salman Bin Ibrahim Al Khalifa. Negli ambienti arabi non ha stupito la sua presenza in Siria se si considera che è stato detenuto già nel carcere di Guantanamo per poi essere liberato nel 2005. La sua partecipazione alla guerra in Siria era stata annunciata a fine dicembre dal quotidiano del Bahrein "Mara al Bahrein".

Al suo ritorno a Manama da Guantanamo, l'emiro jihadista era stato riaccolto con avversione nella famiglia reale e questo lo ha spinto a lasciare il suo paese ritornando a militare nelle fila dei salafiti jihadisti. Il principe Salman era partito per l'Afghanistan nel 2001 ed era stato arrestato dai militari statunitensi nel 2002. Ha studiato presso l'Università saudita di Qasim, considerata una roccaforte degli estremisti islamici salafiti, ed è entrato nel gruppo salafita del Bahrein. (h.b.)
 
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