Mezzaluna
11.12.2013 - 17:39
ANALISI
 
Medio Oriente: si è chiuso il summit dei paesi del Golfo in Kuwait, restano le divisioni tra i paesi aderenti
11 dic 2013 17:39 - (Agenzia Nova) - Il 34mo summit dei capi di stato del Consiglio di cooperazione del Golfo si è concluso oggi a Kuwait City con un accordo sulla nascita di un comando militare unificato regionale. E' questo il risultato più importante raggiunto nella due giorni di lavori in Kuwait, venuto fuori nonostante le forti divisioni esistenti tra i sei paesi membri su temi delicati quali il futuro dello stesso Consiglio, i rapporti con l'Egitto, con l'Iran e la guerra in Siria. Per quanto riguarda il programma nucleare iraniano, il Consiglio ha accolto favorevolmente l'accordo tra Teheran e le grandi potenze di Ginevra ed ha apprezzato "il nuovo approccio dimostrato dall'Iran nella sua politica estera dopo l'elezione di Hasan Rohani come presidente".

Il tema internazionale più discusso è stato quello della crisi siriana, considerata la partecipazione del leader della Coalizione nazionale dell'opposizione, Ahmed Jerba, che ieri ha preso la parola davanti ai capi di stato regionali. Per questo i paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno ribadito di "lavorare per la riuscita del vertice di Ginevra 2 sulla Siria". E' quanto ha affermato il vice premier e ministro degli Esteri del Kuwait, Sabah Khaled al Ahmed al Sabah. Il capo della diplomazia kuwaitiana ha spiegato ai giornalisti arabi che "chiediamo a tutti i paesi donatori e amici della Siria di partecipare in modo fattivo alla prossima conferenza che si terrà in Kuwait in sostegno al popolo siriano. Siamo preoccupati per la crisi umanitaria che si registra in quel paese".

Per al Sabah "la conferenza Ginevra 2 sarà un completamento di quella di Ginevra 1 e vedrà la nascita di un governo transitorio con piene deleghe. Sono le ingerenze straniere in Siria a rendere difficile un accordo". Riguardo la crisi siriana, il Ccg ritiene "indispensabile la partecipazione alla Conferenza Ginevra 2 e la creazione di un governo transitorio per far uscire il paese dalla guerra". Per questo nel "condannare quanto fatto da Bashar al Assad" ha lanciato una appello affinché "tutte le forze straniere lascino il paese" riferendosi alle milizie sciite libanesi Hezbollah e a quelle irachene. Sull'Egitto il Ccg ha dichiarato di essere al fianco del Cairo "in modo che possa ritornare a giocare il suo ruolo nella regione". E' stato inoltre nominato come segretario generale del Ccg, Abdel Latif al Ziani.

Per quanto riguarda invece la questione iraniana, il rappresentante del consiglio del Golfo ha auspicato che "l'accordo di Ginevra sul nucleare di Teheran da parziale diventi definitivo e rappresenti una soluzione per la sicurezza della regione. Noi ora diamo il benvenuto alla nuova linea seguita dall'Iran in politica estera,volta a collaborare con noi". Per quanto riguarda il futuro del Ccg si conferma che "le trattative sono ancora in corso per arrivare all'Unione dei paesi del Golfo. Vediamo come l'accelerazione degli eventi a livello internazionale nella regione ci chiami ad avere una visione strategica comune". Il vertice iniziato ieri pomeriggio a Kuwait City, però, non ha risolto i punti di divergenza esistenti tra i paesi membri.

Nella prima giornata di lavori, secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Jazeera", le diplomazie della regione hanno deciso di non concentrare la discussione sui punti di divergenza esistenti tra i paesi del Golfo, come la questione del progetto di Unione dei paesi del Golfo e il futuro delle relazioni con l'Iran. Nonostante nel suo discorso di apertura l'emiro del Kuwait, Jaber al Sabah, abbia dato il benvenuto all'accordo di Ginevra sul nucleare con l'Iran, resta questo uno dei punti caldi della discussione. L’emiro del Kuwait è stato impegnato in un lavoro volto a impedire il fallimento del summit dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, tentando di avvicinare le posizioni degli Stati del Golfo, in contrasto tra loro su molti temi: oltre la questione dell'Unione, che non trova d'accordo il Sultanato di Oman e neanche gli Emirati Arabi Uniti, si devono aggiungere le divergenze tra Arabia Saudita e Qatar in particolare rispetto la crisi siriana e la situazione in Egitto.

Secondo il quotidiano “al Quds al Arabi”, il Qatar e l’Oman hanno espresso ieri le loro riserve al sostegno del regime dei militari in Egitto, mentre l'Arabia Saudita minaccia di tagliare gli aiuti del Ccg ad Oman. Intanto oggi il ministero degli Esteri iraniano, Muhammad Zafir, ha respinto le richieste di Qatar e Arabia Saudita, secondo le quali gli Stati arabi del Golfo avrebbero dovuto avere un posto di rilievo nei colloqui sul nucleare tra Teheran e le sei grandi potenze (cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu più la Germania, noto anche come il gruppo dei 5+1).

Teheran, infatti, ha raggiunto a novembre un accordo provvisorio con il Gruppo dei 5+1 che prevede il congelamento, per un periodo di 6 mesi, di alcune attività nucleari dell'Iran in cambio dell'alleggerimento delle sanzioni imposte sulla sua economia. Accordo che ha provocato le preoccupazioni dell'Arabia Saudita che teme un'espansione delle ambizioni regionali di Teheran. In un'intervista il ministro degli Esteri del Qatar, Khaled al Attiyah, ha detto che il Consiglio di cooperazione del Golfo Persico (Gcc) (Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Bahrain, Oman e gli Emirati Arabi Uniti) meritava un ruolo di primo piano nei colloqui, in quanto partner essenziale nella stabilità regionale. (h.b.)