Mezzaluna
04.12.2013 - 14:44
ANALISI
 
Egitto: consegnato testo nuova costituzione, referendum entro un mese
4 dic 2013 14:44 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Commissione costituzionale egiziana, Amr Moussa, ha consegnato al capo dello Stato egiziano, Adli Mansour, la bozza a della nuova costituzione, approvata nell'ultima seduta della commissione composta da 50 membri. Secondo quanto riferisce il quotidiano egiziano "al Ahram", il presidente chiamerà i cittadini egiziani ad approvare il testo mediante un referendum. Parlando con i giornalisti al termine dell'incontro, Moussa ha reso noto che Mansour annuncerà la data del referendum entro pochi giorni ed ha chiesto agli elettori di votare per il "sì". La nuova costituzione ha completamente riformato il testo approvato un anno fa dai Fratelli musulmani e il voto per la sua approvazione è previsto tra un mese.

Secondo quanto rilevano gli osservatori egiziani, la cosa più importante in questo momento non è il referendum, ma la data delle prossime elezioni. L'articolo 32 della nuova carta costituzionale permette un cambio di rotta nella "road map" fissata dai militari, consentendo di anticipare le elezioni presidenziali rispetto a quelle parlamentari, cosa che in molti propongono di fare. La commissione costituzionale ha redatto un testo che ha di fatto stravolto quello scritto sotto il deposto presidente Mohammed Morsi. L'adozione della nuova carta sarà un passo importante per l'attuazione della tabella di marcia annunciata dal capo dei militari, Abdel Fattah al Sisi, quando ha rovesciato Morsi il 3 luglio scorso. I prossimi passi saranno le elezioni parlamentari e presidenziali nella primavera e nell'estate del 2014.

L'ultima costituzione, quella dei Fratelli musulmani, è stata approvata da circa il 64 per cento degli elettori, ma con un tasso di affluenza alle urne del 30 per cento. L'approvazione del nuovo testo con una percentuale più elevata rappresenterà un voto di fiducia per il programma dell'esercito. La commissione, nominata dal presidente "ad interim" Mansour sostenuto dai militari, era dominata da figure laiche ma comprendeva diversi islamisti, tra cui uno di un partito ultraconservatore salafita, e rappresentanti dell'università islamica di al Azhar e dai rappresentanti delle chiese cristiane. Presenti anche attivisti di Tamarrod, un movimento giovanile che ha radunato milioni di egiziani chiedendo che Morsi si dimettesse prima del colpo di stato di luglio. La commissione ha tenuto le sue ultime votazioni ieri mattina in privato, mentre quelle che si ritenevano dovessero essere le ultime, ma che non lo sono state per la mancanza di un accordo finale su alcuni articoli che riguardano i militari, sono avvenuti in diretta televisiva sabato e domenica scorsa.

Alcuni osservatori egiziani hanno ipotizzato che la difficoltà di approvare il testo costituzionale domenica, costringendo i membri della commissione a lavorare fino a ieri mattina, fosse dovuta alle forti pressioni esercitate dalle strutture militari e di sicurezza per assicurare che un presidente "forte" possa salire al potere prima delle elezioni parlamentari. Altrimenti, secondo molti analisti, se dovesse essere confermata la scelta di andare prima ad elezioni politiche e poi a quelle presidenziali, il paese potrebbe trovarsi di fronte ad un parlamento fortemente frammentato e instabile.

In molti stanno portando avanti una raccolta di firme per chiedere al generale al Sisi, che ha destituito Morsi dando vita alla road map per il futuro in Egitto, di candidarsi alle prossime elezioni. Uno dei possibili candidati alle presidenziali, l'ex candidato islamico fuoriuscito dai Fratelli musulmani, Abdel Muniam Abul Futuh, ha già fatto sapere che "pur intendendo presentarmi alle prossime elezioni, attendo le mosse di al Sisi, perché nel caso in cui lui si dovesse candidare io rinuncerei, in quanto diventerebbe lui l'uomo forte del paese". Il politico islamico ha aggiunto di credere che El Sisissi "non lo farà e io stesso gli sconsiglio di candidarsi, perché in quel caso lo accuserebbero di aver deposto Morsi allo scopo di diventare presidente".

La nuova costituzione richiede ai presidenti di dichiarare le loro attività finanziarie ogni anno e autorizza i legislatori a sfiduciare un presidente eletto con una maggioranza dei due terzi. Vieta la fondazione di partiti fondati sulla religione o sulla divisione settaria e stabilisce inequivocabilmente l'uguaglianza tra uomini e donne, cosa che non avveniva nel testo precedente. Per questo i Fratelli musulmani hanno subito respinto la nuova costituzione, definendola un "documento in bianco su misura per migliorare gli interessi della giunta militare". Pur essendo molto più garantista e liberale della versione del 2012, la nuova carta costituzionale consente, come la precedente, che si svolgano processi militari per i civili. Questo ha deluso i giovani attivisti rivoluzionari e sostenitori dei diritti umani.

Il nuovo testo permette ai militari, che gestiscono una parte importante del bilancio, di continuare a evitare il controllo delle loro spese, inserendo come voce unica la spesa effettuata all'interno del bilancio dello stato. Il cambiamento più significativo per quanto riguarda i militari è quello in base al quale, nel corso dei prossimi otto anni, l'equivalente di due mandati presidenziali, un Consiglio dei migliori generali dovrà approvare la scelta del ministro della Difesa, in modo da garantire all'esercito la possibilità di avere un ministro di proprio gradimento. Gruppi liberali e di sinistra che hanno sostenuto il colpo di stato contro Morsi sperano che la nuova costituzione sarà approvata in un prossimo referendum con una maggioranza più grande della precedente.

Mentre il paese attende di approvare la nuova costituzione, restano i problemi relativi alla mancanza di sicurezza nel paese. Oltre alle continue manifestazioni dei Fratelli musulmani contro il governo, aumenta il pericolo del terrorismo. Le forze di sicurezza egiziane hanno scoperto e disinnescato un ordigno altamente esplosivo collocato all'interno di un'auto rubata e parcheggiata nei pressi di una stazione di rifornimento sulla strada che collega Il Cairo a Suez. La notizia è stata diffusa in una nota dal ministero degli Esteri del Cairo. Una fonte della sicurezza locale ha riferito che alcuni operai della stazione hanno visto tre persone parcheggiare il mezzo sul bordo della strada prima di fuggire. Gli inquirenti ritengono che l'obiettivo scelto dai terroristi potrebbe essere stato quello di colpire un convoglio delle forze della sicurezza che doveva passare da quel punto. Secondo gli analisti egiziani si tratterebbe di un'evoluzione pericolosa del terrorismo in Egitto, che porterebbe all'organizzazione di attentati sullo stile di quelli che vengono compiuti in Iraq, e che hanno come bersaglio le forze armate locali. (h.b.)