Mezzaluna
21.11.2013 - 15:25
ANALISI
 
Medio Oriente: scontro tra Arabia Saudita e Qatar su Egitto compromette Consiglio cooperazione Golfo
21 nov 2013 15:25 - (Agenzia Nova) - Le divergenze tra Arabia Saudita e Qatar rispetto alla situazione in Egitto rischiano di compromettere la stabilità del Consiglio di cooperazione dei paesi arabi del Golfo Persico (Ccg). E' quanto hanno rivelato fonti kuwaitiane al quotidiano "al Quds al Arabi", a margine delle riunioni del summit afro-arabo in corso nella capitale del Kuwait. Secondo queste stesse fonti, che hanno parlato in condizioni di anonimato, sarebbe proprio il Kuwait che si sta adoperando per alleggerire le tensioni sorte da questi contrasti tra Riad e Doha.

A quanto si è appreso, sembra che tra gli Stati membri del Ccg, gli Emirati arabi uniti (Uae) abbiano una posizione vicina a quella saudita, mentre il Sultanato di Oman è al fianco di quella del Qatar. Gli stati aderenti all'organismo regionale arabo si trovano di fronte a una situazione difficile nelle relazioni a causa di una serie di dossier caldi, in particolare riferiti agli sviluppi della situazione in Siria ed Egitto e all'avvicinamento tra Stati Uniti e Iran e anche tra Teheran e Ankara. A questo bisogna aggiungere il peggioramento delle relazioni tra Turchia e Arabia saudita e con l'Uae, la quale ha ritirato i suoi investimenti che si aggirano introno ai 12 miliardi di dollari dalla Turchia.

I rapporti tra Riad e Doha si sono incrinati quando l'Arabia Saudita ha annunciato di voler sostenere il nuovo corso egiziano e i militari che hanno dimissionato il presidente Mohammed Morsi. L'Arabia Saudita ha promesso al Cairo l'invio di aiuti in modo da compensare il sostegno economico che l'Egitto ha perso dall'occidente e proprio dal Qatar per il cambio di governo. Riad è il più grande dei paesi arabi del Golfo ad aver offerto aiuti per 12 miliardi di dollari da quando è caduto Morsi. Molti analisti arabi ritengono che questo tipo di ingerenze dell'Arabia Saudita negli affari egiziani sono considerati molto pericolosi dagli altri paesi della regione e rischiano di provocare una frattura insanabile all'interno del Ccg.

I rapporti si sono già incrinati con Qatar e Turchia che sostengono i Fratelli musulmani e rischiano di rovinarsi anche con gli Stati Uniti, ed è ciò che sta avvenendo a causa del riavvicinamento tra Washington e Teheran. Una conseguenza di questo riavvicinamento è la decisione di Riad di rifiutare il seggio a rotazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, al cui posto andrà la Giordania. Intanto si è concluso oggi il vertice arabo africano di Kuwait City che ha visto la partecipazione di emiri, re e capi di stato delle due regioni. Il primo vertice di questo tipo è stato convocato nel 1977 al Cairo e il secondo nel 2010 a Sirte. I paesi partecipanti hanno deciso di tenerlo ogni tre anni a turno in una capitale diversa.

A margine si sono tenuti importanti incontri istituzionali come quello tra il presidente egiziano, Adli Mansur, e quello etiope, Hailè Mariàm Desalegn, per discutere della questione della Diga sul Nilo Azzurro che Adis Abeba sta costruendo, nonostante le proteste del Cairo. Anche la Libia ha partecipato al vertice, rappresentata dal presidente del parlamento, Samir Abu Sahimin. Il suo intervento è stato molto duro tanto da accusare "alcuni paesi della regione di finanziare le forze che vogliono portate l'oscurantismo nel paese".

Il discorso di apertura è stato tenuto dall'emiro del Kuwait, Sheikh Sabah al Ahmed al Jaber al Sabah, il quale ha lanciato ieri tre nuove iniziative in ambito economico, in concomitanza con l'avvio dei lavori del terzo vertice arabo-africano che si tiene nel suo paese. Secondo quanto riporta il quotidiano "Asharq al Awsat", durante i lavori l'emiro kuwaitiano ha presentato delle iniziative economiche per il valore di un miliardo di dollari sotto forma di prestiti da erogare nei prossimi cinque anni ai paesi africani, oltre che investimenti per un altro milione di dollari e un'iniziativa di cooperazione e coordinamento internazionale tra le istituzioni internazionali.

L'emiro ha infine promosso l'istituzione di un premio annuale di un milione di dollari per lo sviluppo, dedicato al defunto magnate kuwaitiano, Abdel Rahman al Musit. A margine del vertice, l'Arabia Saudita ha invece sottoscritto ieri sette accordi del valore totale di 136 milioni di dollari con Uganda, Etiopia, Burkina Faso, Ciad, Sierra Leone, Mauritania e Mozambico. Il ministro del Tesoro saudita, Ibrahim Abdel Aziz al Isaf, ha spiegato che si tratta di accordi sottoscritti nel quadro degli sforzi del re Abdullah Bin Abdel Aziz per sostenere lo sviluppo dell'Africa. Nel suo intervento di apertura del vertice, l'emiro del Kuwait ha anche lanciato un appello in favore della Siria. (h.b.)