Mezzaluna
13.11.2013 - 17:52
Analisi
 
Egitto: ministri russi Lavrov e Shojgu al Cairo, egiziani guardano a Mosca come alternativa a Washington
Roma, 13 nov 2013 17:52 - (Agenzia Nova) - Sono attesi oggi al Cairo per una visita ufficiale i ministri di Esteri e Difesa russi, rispettivamente Sergej Lavrov e Sergej Shojgu, che, secondo quanto riferiscono i media egiziani, terranno incontri separati con il ministro degli Esteri egiziano, Nabil Fahmi, e quello della Difesa Abdel Fattah al Sisi per discutere dello sviluppo della relazioni bilaterali tra i due paesi. Lavrov incontrerà Fahmi domani mattina alle 8:00 ora italiana per poi tenere una conferenza stampa alle 9:00.

La notizia del loro arrivo in Egitto è stata preceduta dalla diffusione della notizia di una commessa di armi russe che l’Egitto intende siglare per il proprio esercito del valore di 4 miliardi di dollari, che comprende anche una fornitura al paese arabo di caccia moderni e di missili per la difesa aerea. Fonti russe hanno spiegato all’emittente televisiva “al Arabiya”, che Mosca è pronta a rifornire l’Egitto delle proprie armi, anche se resta il problema di come il Cairo possa pagare questa commessa. Oltre alla cooperazione politica e militare tra i due paesi, l’incontro servirà anche a discutere sulla situazione in Medio Oriente e in particolare sulla crisi siriana, rispetto alla quale Il Cairo sta cambiando posizione in particolare da quando, negli ultimi mesi del suo governo, il deposto presidente Mohammed Morsi aveva sostenuto apertamente i ribelli siriani.

Il capo della diplomazia egiziana, Fahmi, aveva spiegato nei giorni scorsi che l’incontro 2+2 previsto al Cairo tra i due ministri russi e i loro omologhi egiziani prevedeva il dibattito su alcune questioni politiche, economiche, militari e di sicurezza. Nelle scorse settimane a Mosca erano arrivate due delegazioni diplomatiche egiziane per preparare questa visita, che a sua volta sarà propedeutica per preparare un futuro viaggio del presidente russo, Vladimir Putin, al Cairo. L’Egitto aveva in passato stretti rapporti con l’Unione Sovietica prima che il defunto presidente egiziano, Anwar Sadat, firmasse gli accordi di pace con Israele nel 1979, grazie ai quali il Cairo ha ottenuto gli aiuti militari da parte degli Stati Uniti per un valore di 1,3 miliardi di dollari all’anno, andati avanti per decenni, e sospesi di recente, in particolare dopo che i militari hanno deposto Morsi e il governo dei Fratelli musulmani.

L’arrivo di Lavrov al Cairo è stato preceduto da un’intervista rilasciata al quotidiano nazionale egiziano “al Ahram”. Il capo della diplomazia russa ha affermato che "la Russia non si intromette negli affari interni degli altri paesi ed è attenta a rispettare la volontà dei popoli di scegliere la libertà". Lavrov ha parlato della primavera araba sostenendo che "senza dubbio quanto accaduto in Medio Oriente e Nord Africa rappresenta la volontà dei popoli di procedere verso il cambiamento e verso maggiori diritti e libertà. I popoli della regione vogliono una situazione economica che dia maggiori garanzie al cittadino. Non possiamo che essere d'accordo in linea di principio con il cambiamento. Noi vogliamo solo che ciò avvenga attraverso una via pacifica e in modo graduale senza violenze e sulla base del dialogo". Il capo della diplomazia russa ha aggiunto che i rapporti fra Egitto e Russia possono tornare come "all'epoca d'oro" degli anni Cinquanta e Sessanta e i due popoli "attendono la visita del presidente russo Vladimir Putin in Egitto per ritornare a quei livelli".

L'avvicinamento dell'Egitto alla Russia, sancito dalla visita di Lavrov, avrà conseguenze per tutta la regione mediorientale. Ne sono convinti gli ospiti che ieri sera hanno discusso di questo tema nella trasmissione di approfondimento dell'emittente televisiva "al Jazeera": lo scrittore egiziano Wail Qandil e il vicepresidente del partito nasseriano, Ahmed Abdel Hafiz. Per quest'ultimo "il governo egiziano si sta sforzando di avvicinarsi alla Russia per ottenere quello che non ha potuto avere dagli Stati Uniti, accusati di sostenere il vecchio governo dei Fratelli musulmani". A suo giudizio "la posizione degli Usa di sostegno ai Fratelli musulmani ha spinto il Cairo a cercare un'alternativa di peso nei rapporti diplomatici. I rapporti tra Egitto e Stati Uniti sono ora in crisi, considerato che Washington non ha scongelato il blocco al rifornimento di armi al Cairo".

Secondo invece Qandil sono stati gli Stati Uniti a ideare il golpe contro i Fratelli musulmani. “Il riavvicinamento dell'Egitto alla Russia è il frutto della crisi di rapporti tra il Cairo e la Comunità internazionale a causa del colpo di stato. La Russia di oggi non è l'Unione Sovietica di una volta e non rappresenta l'alternativa agli Usa. L'Egitto si vuole riavvicinare alla Russia sul cadavere della rivoluzione siriana che sarà la prima vittima di questo riavvicinamento", ha aggiunto Qandil.

Il forte interesse che si registra intorno a questa visita è determinato dal fatto che il governo egiziano è pronto a fare "un passo importante verso la Russia per rafforzare le relazioni bilaterali". E' quanto ha rivelato il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Badr Abdel Ati, nel corso di un'intervista al quotidiano arabo "Asharq al Awsat". In occasione della visita in Egitto dei ministri degli Esteri e della Difesa russi, il diplomatico egiziano ha spiegato che "c’è la volontà reale di rafforzare i rapporti con Mosca ma non a spese di quelli con altri paesi", riferendosi in particolare agli Stati Uniti.

Ad attendere i due ministri russi al Cairo ci sono militari, che intendono avviare un'importante commessa di armi dalla Russia, ma anche gli industriali e i commercianti che vogliono sviluppare il loro business con Mosca. "Non vogliamo cambiare la nostra natura dei rapporti con gli Usa – ha aggiunto Abdel Ati – ma certamente vogliamo nuovi partner e nuovi amici. Vogliamo mantenere i nostri rapporti storici con gli Stati Uniti, ma al contempo però siamo intenzionati ad avviare rapporti di collaborazione non solo con la Russia ma anche con la Cina e il Brasile". Per quanto riguarda la visita di Lavrov e Shojgu al Cairo, gli incontri più importanti sono previsti tra domani e dopodomani. Oltre alla commessa di armi russe la visita servirà anche ad ottenere un investimento russo per lo sviluppo di una centrale elettrica nel complesso della diga di Assuan. (h.b.)