Mezzaluna
11.09.2013 - 14:41
 
 
ANALISI
 
Siria: portavoce ribelli di al Ghouta, dopo proposta russa poche le possibilità per raid Usa
11 set 2013 14:41 - (Agenzia Nova) - Le possibilità di un attacco aereo statunitense in Siria si sono molto ridotte dopo la proposta avanzata dalla Russia di consegnare l'arsenale chimico siriano nelle mani della comunità internazionale. E’ quanto dichiarato dal portavoce dei ribelli siriani di al Ghouta, vicino Damasco, Abdullah al Shami. Intervistato da "Nova" sulla situazione nel suo paese, al Shami ha spiegato che "con la proposta russa volta a proteggere il regime di Bashar al Assad, la comunità internazionale sta cercando delle vie di uscita per salvare questo regime. Le possibilità di un attacco sono ai minimi termini in questo momento, ma noi andremo avanti in tutti i casi perché lottiamo per il bene del nostro paese”.

Secondo il leader dei ribelli di al Ghouta, città colpita dal presunto attacco chimico delle truppe di Assad, "era necessario intervenire contro il regime molto tempo fa, per fermare tutti i massacri avvenuti in Siria, ma purtroppo sinora i paesi occidentali non ci hanno aiutato. A questo punto per i ribelli la lotta continua a prescindere dall'attacco, perché l'obiettivo resta far cadere Assad". In caso di attacchi aerei Usa, ha proseguito al Shami, "il nostro lavoro sarà certamente facilitato e potremo conquistare velocemente Damasco dando vita ad un governo di transizione per portare la pace nel paese e fermare questo bagno di sangue".

I ribelli siriani accusano la comunità internazionale di "non aver anteposto gli interessi dei bambini e dei civili che vengono uccisi a quelli dei singoli stati". Riguardo invece ai raid aerei sulla Siria, al Shami ha spiegato che "i caccia statunitensi non potranno iniziare senza colpire i sistemi anti-aerei di Damasco, inoltre devono attaccare i principali aeroporti militari. Già facendo così le autorità Damasco non potranno utilizzare i caccia. Vanno colpiti gli aeroporti di Damasco e di al Mezza, in modo da poter attaccare senza subire la contraerea. Vanno colpite anche la basi dei missili terra-terra che il regime usa per lanciare attacchi con le armi chimiche".

Nonostante si parli da settimane di un possibile attacco alla Siria, "Assad ha trasferito solo i suoi uomini e le armi ma non può certamente spostare gli aeroporti né le basi dei missili o quelle dove si trovano le armi chimiche". A proposito delle notizie secondo cui sarebbero stati i ribelli di al Ghouta a utilizzare le armi chimiche e non il regime siriano, al Shami ritiene che "sia assurdo perché nessuno al mondo compirebbe un attacco contro se stesso, figuriamoci noi che viviamo in una zona dove non si trova da mangiare e in una situazione cosi difficile come ad al Ghouta. Da noi non c'è gasolio o energia elettrica, come potremmo avere armi chimiche? Comunque l'utilizzo di queste armi da parte del regime il 21 agosto scorso è documentato".

Per quanto riguardo invece l'accusa dell'utilizzo di scudi umani da parte del regime di Assad, al Shami ritiene che "più che per proteggere i missili e le armi, Assad ha spostato in queste settimane i propri uomini più fedeli nelle aree densamente abitate da civili in modo da proteggerli da eventuali attacchi aerei". Per quanto riguarda invece la presenza di milizie di al Qaeda in Siria, per l'esponente dei ribelli siriani, le cui posizioni sono vicine a quelle dei Fratelli musulmani, "il Fronte di Salvezza si trova soprattutto nel nord del paese e non ad esempio a Malula, il villaggio cristiano da poco occupato dall'Esercito libero. Abbiamo un video nel quale si mostra come sia stato il regime a bombardare la chiesa della zona".

Al Shami infine ha negato la presenza di istruttori militari di paesi occidentali tra le file del suo gruppo. "Abbiamo solo contatti con i servizi segreti occidentali tramite i nostri generali presenti in Turchia e in Giordania", ha detto l’esponente dei ribelli, smentendo che in questi mesi il regime di Damasco sia riuscito ad avanzare nelle zone sotto il controllo dei ribelli. "Non sono riusciti ad avanzare, magari riescono a guadagnare terreno in alcune zone e lo perdono subito dopo come succede anche a noi, ma in generale il regime ha perso sempre più terreno ultimamente. In quella parte del paese vicina ai villaggi che sostengono Assad hanno conquistato posizioni, ma in generale vicino Damasco, al nord, in Qalamun e nel resto della Siria, soprattutto vicino Latakia, perdono sempre di più terreno". (h.b.)
 
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