Mezzaluna
01.08.2013 - 12:41
ANALISI
 
Medio Oriente: preoccupazione in Turchia e Iran in vista del Congresso curdo di Erbil
Roma, 1 ago 2013 12:41 - (Agenzia Nova) - Le autorità di Turchia e Iran sono molto preoccupate in vista del primo Congresso delle formazioni curde che si terrà il 19 agosto ad Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. All’evento parteciperanno tutte le formazioni dei quattro paesi nei quali sono presenti comunità curde. Si tratta di un avvenimento storico per i curdi che per la prima volta potrebbero avere una guida politica unitaria e a gettare le basi per la nascita di uno stato curdo. Per questo motivo, il premier del governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani, si è recato in visita ad Ankara dove ha incontrato il premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Secondo quanto riferisce il quotidiano "Asharq al Awsat", si tratta di una visita a sorpresa organizzata per discutere di due temi: il Congresso di Erbil per l’appunto e la nascita di un'amministrazione delle regioni curde in Siria.

Fonti locali riferiscono che la visita è stata organizzata dal console turco ad Erbil e ha previsto anche un incontro con il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu. Per quanto riguarda il Congresso regionale di Erbil, la Turchia ha posto come condizione per la convocazione di questa conferenza che a guidare i lavori sia il presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani. Il timore di Ankara, che guarda questo Congresso come un organismo che servirà a riunire tutti i curdi della regione, sé che i lavori del forum possano essere guidati dai delegati turchi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk). Su questo tema è intervenuto un dirigente del Pkk, il quale non si è detto contrario al fatto che Barzani presieda il Congresso, a patto che si tratti di una presidenza di turno e che in futuro possa essere affidata anche agli altri partiti curdi. Al Congresso, oltre ai partiti curdi iracheni e al Pkk turco, parteciperanno anche i curdi iraniani del Pejak e quelli siriani del Pyd.

Il regime iraniano, invece, starebbe esercitando forti pressioni per tentare di far fallire il congresso. Il dirigente del Pkk ha affermato: "L'Iran sta compiendo sforzi importanti per ostacolare la convocazione di questo incontro, sin dall'inizio ha tentato di fermare un'iniziativa che va contro la sua agenda ma senza riuscirci. Teheran ha tentato anche di dividere i partiti che vi parteciperanno e di far nascere contrasti tra loro ma senza successo. Il Pejak quindi avrà dei suoi seggi e non riusciranno a dividerci". Secondo il dirigente del Pkk, "si tratta di un Congresso nazionale dei curdi che avrà una grande importanza". Vi parteciperanno oltre 500 personalità provenienti da tutte le parti del mondo. L'obiettivo è delineare il percorso futuro dei curdi, divisi fra quattro paesi mediorientali, e trovare una guida politica comune in modo da realizzare gli obiettivi prefissati.

Con la convocazione del Congresso di Erbil si realizza quello che è stato da sempre il sogno del leader del Pkk, Abdullah Ocalan. Il politico curdo, Mohammed Amin Binjuini, ha riferito al quotidiano arabo “Asharq al Awsat” che l’idea di convocare in un congresso i rappresentanti di tutte le formazioni curde per avviare un percorso unitario era stata proposta da Ocalan negli anni Novanta, quando il leader curdo si trovava in Libano. “(Ocalan, ndr) si trovava nella valle della Bekaa quando aveva immaginato un Congresso del genere - ha spiegato Binjuini -, ma le forti divisioni esistenti all’epoca tra i gruppi curdi lo hanno reso irrealizzabile. Ocalan aveva visto come i palestinesi erano riusciti a riunirsi sotto un’unica direzione politica e voleva fare altrettanto. Il Pkk ha tentato già nel suo Congresso che si è tenuto nel 1998 a Bruxelles di avviare un percorso del genere senza riuscirvi”.

A proposito della Turchia, l’esponente curdo ha dichiarato: “In un primo momento le autorità di Ankara hanno cercato di ostacolare il cammino di questa conferenza, non vedendo di buon occhio il fatto che tutti i curdi si riunissero sotto un’unica direzione ma di recente, dopo l’accordo con il Pkk, è stata costretta a rivedere la sua posizione pur chiedendo delle garanzie”. Riguardo al fatto che la guida del Congresso potrebbe andare a Massoud Barzani, Binjuini ha dichiarato: “Al momento nulla gli vieta di guidare il Congresso. E’ lui il leader di una regione autonoma curda che ha decine di consolati stranieri e rapporti con stati e aziende. Se misuriamo i rapporti di forza è naturale che sia lui il leader”.

E’ verso questa prospettiva che potrebbero andare gli sforzi dei curdi in Siria, i quali stanno creando un’amministrazione autonoma dei loro villaggi e delle loro regioni, come hanno fatto i curdi iracheni. Per fare questo le unità di difesa popolare curde in Siria hanno proclamato una mobilitazione generale contro le formazioni jihadiste presenti nel paese. Secondo quanto riferisce il quotidiano "al Quds al Arabi", la mobilitazione è scattata in seguito all'uccisione di un leader curdo locale, Isa Hassu. In una nota diffusa dalle milizie curde si legge: "Proclamiamo la mobilitazione generale e chiediamo a tutti coloro i quali possano imbracciare le armi di unirsi a noi per fermare gli attacchi dei combattenti della formazione Stato islamico di Iraq e Siria e del Fronte di Salvezza". Le unità di difesa popolare curde fanno capo al Partito dell'Unione democratica curda, considerata come la sezione siriana del Pkk.