Mezzaluna
19.07.2013 - 10:14
Analisi
 
Egitto: fondi sovrani dei paesi arabi del Golfo pronti a massicci interventi sulla Borsa del Cairo
Roma, 19 lug 2013 10:14 - (Agenzia Nova) - I responsabili dei fondi sovrani dei paesi arabi del Golfo si stanno preparando per compiere un vero e proprio “raid” nella Borsa valori del Cairo per rastrellare i titoli delle aziende che hanno subito un tracollo durante quest'ultimo anno di governo dei Fratelli musulmani. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Arabiya", i responsabili dei fondi sovrani dei paesi del Golfo hanno iniziato a studiare il loro ritorno sul mercato egiziano ora che al potere non c'è più il presidente Mohammed Morsi, osteggiato in particolare dagli Emirati Arabi Uniti e in parte dall'Arabia Saudita. Il nuovo corso deciso dai militari egiziani offre anche maggiori garanzie a tutti gli investitori arabi per il ritorno della stabilità e della sicurezza nel paese.

Un primo segnale di cambiamento è stato il ritorno in positivo della Borsa del Cairo dopo la caduta di Morsi. Le quotazioni dei titoli infatti avevano toccato i minimi storici durante la presidenza Morsi e solo da pochi giorni hanno iniziato a riacquistare valore. Alcuni investitori hanno fatto sapere di voler attendere ancora qualche giorno per capire quale sarà il futuro del paese e se davvero ritornerà la stabilità, per rientrare nel mercato e fare nuovi investimenti. Marwuan Shirab, direttore di un fondo emiratino di investimenti, ha spiegato che "negli ultimi giorni sono arrivate domande da parte di investitori singoli e di società di investimento che ci chiedevano studi e informazioni sul mercato azionario egiziano. Dal canto nostro noi siamo ancora in attesa di avere conferme sul ritorno della stabilità nella politica e nell'economia del paese".

Un altro segnale di un ritorno alla normalità per gli investitori arabi è la rivalutazione della moneta egiziana. Il mercato valutario rappresenta il primo vero banco di prova, perché la lira egiziana nell'era Morsi ha subito pesanti contraccolpi ed un crollo vertiginoso rispetto al dollaro. Secondo Shirab, "l'uscita dei principali fondi sovrani e delle società d'investimento dei paesi del Golfo dal mercato egiziano non era legata all'ostilità nei confronti dei Fratelli musulmani quanto ad una mancanza di stabilità nel paese e alle continue tensioni che hanno avuto riflessi negativi sull'economia".

In questo momento i prezzi delle azioni delle società quotate nella Borsa del Cairo sono i più bassi della regione a causa dei continui crolli registrati nell'ultimo anno. Secondo Thamer Said, presidente di una società d'investimenti saudita, "molte compagnie sono uscite dal mercato egiziano per l'ascesa al potere dei Fratelli musulmani, non perché fossero ostili nei loro confronti ma perché avevano previsto che non sarebbero stati in grado di governare, e questo avrebbe portato problemi interni ed esterni che si sono poi verificati". Said parla di "accordi tra i paesi del Golfo per sostenere l'Egitto dopo la caduta di Morsi, che si sono concretizzati nell'offerta di miliardi di dollari di aiuti, come abbiamo visto nelle scorse settimane".

Tra i primi ad aver annunciato un ritorno in forze sul mercato egiziano dopo la caduta di Morsi c’è il magnate delle telecomunicazioni Naguib Sawiris. Intervistato dall'emittente televisiva "al Arabiya", Sawiris ha spiegato che "la mia famiglia investirà ora in Egitto con una forza senza precedenti". Suo padre Ansi e i fratelli Nasef e Samih hanno avuto molti problemi con il governo del premier Hesham Kandil in particolare per la richiesta del pagamento di tasse su una compravendita di una loro società.

La crisi tra i Fratelli musulmani e la famiglia Sawiris ha raggiunto la punta massima quando la procura ha emanato un divieto di espatrio per i fratelli. Ora, con la caduta di Mohammed Morsi la fiducia del magnate verso il suo paese è ritornata perché "gli investitori cercano democrazia, giustizia e trasparenza, valori che ritorneranno certamente in Egitto con questo nuovo governo che godrà della fiducia degli imprenditori".