Mezzaluna
05.06.2013 - 18:32
Analisi
 
Siria: le truppe di Assad riconquistano al Qusayr e bloccano i rifornimenti di armi ai ribelli dal Libano
Roma, 5 giu 2013 18:32 - (Agenzia Nova) - Dopo tre settimane di duri combattimenti, i miliziani dell'Esercito siriano libero dell'opposizione si sono ritirati questa mattina dalla città di al Qusayr, vicino alla costa siriana. Secondo quanto hanno annunciato i ribelli, i loro combattenti sono usciti dalla città. Da giorni le truppe fedeli al regime di Bashar al Assad, con il sostegno delle milizie sciite Hezbollah, sono riuscite a penetrare nella città, considerata un punto strategico perché collega la capitale Damasco con la costa. Le forze del regime hanno confermato la conquista della città. Secondo quanto riferiscono l'emittente televisiva di Damasco "al Ikhbariya" e quella libanese "al Manar", di proprietà delle milizie sciite Hezbollah, "le forze armate siriane hanno ripreso il controllo di al Qusayr nella provincia di Homs”.

“Il nostro esercito ha condotto un'operazione importante e ha ucciso numerosi terroristi, riportando la sicurezza in tutta la città", prosegue il comunicato diramato dalle due emittenti. L'annuncio dell'emittente del regime è stato confermato anche dai ribelli siriani. Un portavoce dell'Esercito siriano libero ha però aggiunto: "Prima di ritirarci ieri abbiamo ucciso 15 miliziani di Hezbollah". Si tratta di una vittoria importante per il regime dal punto di vista militare e strategico. Al Qusayr è infatti la zona dalla quale transitano le armi contrabbandate dai ribelli dal Libano verso la Siria.

Secondo quanto riferisce l'inviato dell'emittente televisiva libanese "al Maiadin", le truppe fedeli ad Assad hanno lanciato un attacco finale alle 4 del mattino ora locale (le 3 in Italia), costringendo i miliziani dell'Esercito libero, presenti nella parte nord della città, alla ritirata. Fonti dell'Esercito libero hanno invece spiegato all'emittente satellitare "al Arabiya": "Ci siamo ritirati da al Qusayr dopo una mattanza che ha visto la morte di centinaia di uomini". Intanto l'emittente di stato siriana "al Ikhbariya" celebra la riconquista della città sostenendo che "l'occupazione di al Qusayr dimostra come il regime controlli le zone più importanti del paese. Abbiamo fermato un nodo strategico per il contrabbando di armi ai ribelli".

L’emittente televisiva di stato siriana ha mostrato le prime immagini della città riconquistata dall’esercito, mostrando le moschee e la chiesa locale distrutte dai combattimenti. L'esercito siriano ha annunciato "di aver trovato ad al Qusayr una serie di documenti che provano i collegamenti tra alcuni paesi arabi e occidentali con i terroristi presenti in Siria". In un comunicato diffuso oggi dalle forze armate fedeli al presidente Assad, si legge che "le truppe siriane sono entrate ad al Qusayr e la controllano completamente avendo riportato la sicurezza in città". Il regime di Damasco ha quindi garantito che "la lotta al terrorismo continuerà. Chiediamo agli abitanti di al Qusayr di rientrare in città perché l'abbiamo ripulita dai terroristi armati".

I miliziani ribelli intanto si sono ritirati verso sud nella notte raggruppandosi nel villaggio di Juisa, dopo la sconfitta subita. Secondo quanto riferisce l'inviato dell'emittente televisiva libanese "al Maiadin", nel villaggio di Juisa, controllato dalle falangi al Tawhid, vicine ai Fratelli Musulmani, sono nate questa mattina risse e malumori tra gli stessi ribelli, in particolare tra quelli del gruppo Tawhid e i salafiti del Fronte di Salvezza, sulle responsabilità della sconfitta.

Eppure la rivoluzione in Siria "continua nonostante la sconfitta subita oggi ad al Qusayr". E' quanto si legge in un comunicato diffuso dalla Coalizione nazionale siriana dell'opposizione, per commentare la conquista della città di al Qusayr da parte delle truppe del regime di Assad e delle milizie di Hezbollah. "Coloro i quali hanno la ragione dalla loro parte – si legge nella nota – proseguono con tenacia contro la tirannia e la dittatura per difendere i figli della propria patria. Dopo giorni di battaglia ad al Qusayr, l'Esercito libero ha difeso i civili ma le forze del regime di Assad e le milizie filo-iraniane sono riuscite a penetrare e controllare la città". L'opposizione siriana pone "l'Onu e le potenze mondiali davanti alle proprie responsabilità. Devono intervenire subito per evitare nuove stragi". L'attacco ad al Qusayr è iniziato il 19 maggio scorso con l'arrivo dei miliziani di Hezbollah in appoggio alle truppe dell'esercito siriano.

Intanto la milizia sciita Hezbollah è arrivata alle porte di Aleppo. Secondo quanto riporta il quotidiano arabo “al Hayat”, dopo il fronte di al Qusayr la formazione armata libanese è impegnata anche sul fronte di Aleppo contro i ribelli siriani. Intanto il regime di Damasco recluta volontari per una grande offensiva nella provincia settentrionale del paese dopo aver riconquistato nella notte la strategica al Qusayr. Violenti combattimenti si registrano anche nella provincia di Damasco, in particolare nella zona di Moaddamiyah.

A causa della presenza di miliziani sciiti in Siria, l’emittente televisiva satellitare “al Arabiya” denuncia che “è in corso una guerra di religione tra sciiti e sunniti”. L'emittente di Dubai ha infatti mandato in onda il discorso pronunciato due giorni fa dal comandante delle operazioni militari dell'esercito regolare siriano ad Aleppo, il generale Mohammed Khaddour, ad un gruppo di soldati. Parlando all’interno di un teatro, Khaddour ha affermato: “Faremo sventolare sopra l'aeroporto militare Ming di Aleppo, assediato dai ribelli, la bandiera dell'imam Hassan”. Nel corso della riunione sono stati infatti scanditi slogan sciiti che facevano riferimento all’imam Hasan, nipote del profeta Maometto, ucciso in battaglia nel 680 d.C dagli Umayadi e per questo divenuto l'idolo dei musulmani diseredati e in particolare degli sciiti. Il generale siriano ha parlato ai suoi soldati e ad una folla di più di mille giovani volontari sciiti arrivati dalle città di Nabl e Zahara.