Mezzaluna
29.04.2013 - 17:11
 
 
ANALISI
 
Medio Oriente: presidente Anp Abbas ottimista su riconciliazione con Hamas ma non a breve
Roma, 29 apr 2013 17:11 - (Agenzia Nova) - Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, si dice ottimista circa la possibilità che si arrivi ad una riconciliazione tra il suo partito, quello di al Fatah e il movimento di Hamas. “Sono certo che arriveremo alla riconciliazione con Hamas, il problema è che questo non accadrà in tempi brevi”, ha detto Abbas in un’intervista a “Nova” al termine della sua visita a Napoli, dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco Luigi De Magistris. Il leader palestinese, che ieri ha ricevuto anche il premio della Fondazione Mediterraneo dal deputato del Pd Khalid Chaouki, prima di lasciare la città ha affermato che “per arrivare alla riconciliazione con Hamas è necessario dare vita ad un governo di unità nazionale", ha detto Abbas.

Ma prima di arrivare a questo, ha aggiunto, "a Ramallah abbiamo bisogno di portare a termine una serie di iniziative sulla quali stiamo lavorando proprio in questi giorni come la formazione di un governo transitorio che possa poi indire nuove elezioni”. A proposito della crisi interna al governo dell’Anp, che ha portato alle dimissioni del premier uscente Salman Fayyad, il leader palestinese ha spiegato che “da meno di una settimana sono state avviate le consultazioni con tutte le formazioni politiche palestinesi per dare vita al nuovo esecutivo. Si tratterà di un esecutivo composto da tecnici, dove quindi non ci saranno ministri provenienti dalla dirigenza di al Fatah, e questo proprio nell’ottica della riconciliazione”.

Una volta nato il governo, “cosa che potrebbe avvenire tra circa un mese, sono necessari 90 giorni per tenere nuove elezioni politiche e presidenziali e solo dopo potrebbe nascere un governo di unità nazionale con Hamas”. L’obiettivo del nuovo governo tecnico, che nascerà dalle ceneri di quello di Fayyad, sarà quello di eseguire le direttive degli accordi sottoscritti dai due partiti palestinesi a Doha nel dicembre del 2012. Le parole di Abbas confermano le notizie rivelate nei giorni scorsi da Azzam al Ahmad, dirigente di al Fatah, il quale ha reso noto che una delegazione del suo partito è in procinto di partire per il Cairo “per riprendere i negoziati con Hamas al fine di formare un governo di unità nazionale”.

Parlando all’emittente radiofonica "Voce della Palestina"Ahmad, il membro del comitato centrale dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) non ha escluso che con la delegazione attesa nella capitale egiziana nel corso del mese di maggio ci possa essere anche lo stesso presidente dell’Anp. “Vogliamo con forza la pace nella regione – ha detto Abbas riferendosi al processo di pace in Medio Oriente - e anche se la strada è lunga e difficile non ci rassegniamo e andiamo avanti perché la rassegnazione per noi sarebbe un fallimento che non possiamo accettare. Per questo abbiamo invitato i nostri vicini israeliani al dialogo per arrivare ad una pace che si basi sul rispetto delle risoluzioni internazionali. Noi non chiediamo niente di diverso da quello che dicono le risoluzioni internazionali. Chiediamo solo quanto già stabilito dagli accordi internazionali”.

Il leader palestinese ha ammesso la presenza anche tra le sue file di persone che “ritengono che non ci sia più speranza per una pace, ma noi non possiamo accettare questo discorso – ha detto ancora Abbas -. Per questo ci siamo sforzati per diffondere la cultura della pace tra le persone. Da noi c’è chi grida ad una terza intifada, invitando alla guerra, ma respingiamo questi appelli. Se il nostro vicino non vuole la pace adesso possiamo aspettare. Seguendo questa politica siamo riusciti a ottenere lo status di paese osservatore alle Nazioni Unite, grazie anche al sostegno di molti paesi tra cui l’Italia, nonché Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e altri. Ci sono stati paesi che si sono astenuti non volendo esprimersi in modo contrario e noi li ringraziamo ugualmente. Se siamo arrivati a questo punto è perché vogliamo proseguire il nostro percorso per la pace”.

Abbas ha infine ricordato la proposta avanzata al summit della Lega Araba di Beirut del 2002 dall’allora principe saudita Abdullah, nota come iniziativa di pace araba. “Da più di 10 anni – ha concluso Abbas – stiamo sostenendo questa iniziativa di pace che è molto semplice e ragionevole, perché chiede ad Israele di ritirarsi dai Territori palestinesi in cambio della normalizzazione dei rapporti con tutti i paesi arabi". Secondo il leader dell’Anp “si tratta di una soluzione ancora valida perché vorrebbe dire che tutti i paesi islamici, dall’Indonesia alla Mauritania, sarebbero disposti a riconoscere Israele e noi per questo diciamo agli israeliani di accettare questo piano così da poter vivere in pace con tutto il Medio Oriente, invece di rimanere isolati come adesso”.
 
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