Corno d'Africa
22.04.2013 - 20:28
 
 
ANALISI
 
Il Corno d’Africa, l’estero vicino e gli interessi strategici dell’Italia
Roma, 22 apr 2013 20:28 - (Agenzia Nova) - Quando un paese “pensa” una regione geopolitica del mondo e cerca di rappresentare su una mappa ideale quali possono essere i suoi interessi, le sue capacità, le sue responsabilità, i suoi alleati, i suoi competitori locali, il valore della posta in gioco su quello scenario, esso compie una valutazione strategica della propria presenza. In nessun paese del mondo tali processi di valutazione strategica vengono fatti costantemente, prendendo in considerazione ogni possibile quadrante geopolitico d’interesse del paese. Le analisi e le scelte strategiche vengono solitamente fatte o revisionate solo per alcune aree privilegiate o sensibili nelle relazioni internazionali, e spesso in momenti di cambiamento – come una crisi, un conflitto, un cambio di regime – o comunque in occasione di una modifica dello status quo, quando un sistema paese percepisce la necessità di un proprio riposizionamento strategico.

Gli ultimi due decenni hanno sicuramente rappresentato per il nostro paese un susseguirsi di eventi, di crisi, di processi, di cambiamenti che hanno radicalmente ridisegnato il concetto di estero che l’Italia aveva costruito dopo la Seconda guerra mondiale e, con esso, lo stesso concetto che l’Italia aveva di sé. Uno dei più interessanti processi – tra i molti avvenuti in questo arco di tempo – è la nuova flessibilità dei vecchi schemi geopolitici regionali, che possono essere espansi ed allargati senza andare a rompere un ordine internazionale non più rigido. Estremità di faglia di vecchie regioni geopolitiche possono essere ricomposte e nuove “regionabilità geopolitiche” possono essere pensate. Per l’Italia ciò equivale a ripensare i propri raggi d’azione internazionali, sviluppando nuovi concetti geopolitici per noi piuttosto estranei: quello di “estero vicino”, letto in controluce al resto del mondo, la cui parte significativa può per noi essere definita “estero rilevante”.

Nell’estero vicino fattori come la geografia, la cultura e la storia sono ancora delle motivazioni (in inglese driver) che alimentano la strategicità di un’area geografica e le conferiscono significato per sé. Al tempo stesso le sub regioni che fanno parte di un’area geopoliticamente privilegiata come l’estero vicino acquisiscono, in forza della visione regionale d’insieme, più valore e peso di quello che realmente potrebbe essere loro assegnato in virtù di altri parametri. L’estero vicino italiano è fortemente connesso con il sistema regionale mediterraneo, ed in particolare a quello del “Mediterraneo orientale allargato”, che si collega con l’Oceano Indiano attraverso il Mar Rosso. È un sistema che parte dall’Italia e si espande a sud est, congiungendo la dorsale Adriatico-Danubiana con quella rappresentata dal sistema di comunicazione Nilo-Mar Rosso.

L’estero vicino italiano è dunque rappresentato da un estremo nord-occidentale costituito dalla regione alpino-adriatica e da un estremo sud-orientale rappresentato proprio dal Corno d’Africa allargato, comprendente cioè non solo Somalia, Eritrea, Etiopia e Gibuti, ma anche Kenya, Uganda, Sud Sudan e Sudan. L’estero vicino italiano va, in altre parole, dal Golfo di Fiume a quello di Aden. Include la penisola balcanica, il sistema danubiano e parte dell’Africa settentrionale; fa perno sul Mediterraneo orientale, risale il corso del fiume Nilo verso la regione dei grandi laghi, discende verso l’Oceano Indiano attraverso il Mar Rosso. Il Corno d’Africa ne rappresenta uno dei limes, la punta avanzata più lontana dal territorio nazionale. Il Corno d’Africa fa parte dunque di quel Mediterraneo allargato che ancora resta il principale contesto geopolitico di riferimento italiano. Un livello di prossimità, in cui la dimensione “estera” assume un carattere differente rispetto al resto del mondo rilevante. Con la regione del Corno d’Africa “termina” l’estero vicino italiano. Oltre di esso, ed oltre il Golfo di Aden, si apre una differente dimensione internazionale.

Il Corno d’Africa, se visto nel contesto di continuità e di prossimità dell’estero vicino italiano, può rappresentare per noi una zona del mondo di rinnovato interesse strategico, in quanto cerniera tra quattro sistemi continentali, quello europeo, quello asiatico, quello africano e quello della Penisola Arabica, con formidabili e sottovalutate interazioni di tipo storico e culturale. Non a caso, esso rappresenta il luogo ove per la prima volta cristianesimo e islamismo sono entrati in contatto. Anche dal punto di vista della modernità e dell’anti-modernità globale, questa regione rappresenta un terreno di particolare interesse, essendo contemporaneamente interessata da fenomeni tanto di modernizzazione e sviluppo quanto di instabilità e involuzione, al punto da essere divenuta ormai un crogiolo globale di pre-modernità, modernità e post-modernità. Oltre a questi due esempi di particolare rilevanza, molti altri e noti sono i motivi d’importanza di questa regione per l’Italia e per l’Europa.

Purtroppo, in Italia sembra essersi perduto buona parte dell’interesse strategico per la regione del Corno d’Africa, per una serie di motivi che in questa sede non possono essere affrontati. Ogni tanto si assiste a rinnovati segnali d’interesse per questa regione o per un singolo paese di essa. Ma questo rinnovato interesse è destrutturato, privo di una strategia globale che consenta di dare continuità e significato alle tante e meritorie iniziative che il sistema Italia, sia pubblico che privato, continua a destinare a questa regione, pur in un momento non facile per il nostro paese. Ripensare il Corno d’Africa in un contesto di estero vicino può sicuramente essere parte di una strategia di riposizionamento di questa regione tra le priorità di politica estera dell’Italia. Il momento per farlo – sia in funzione degli importanti cambiamenti che si registrano nella regione che delle nuove opportunità strategiche che si creano per il nostro paese – è ora. (p.q.)
 
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