Mezzaluna
11.04.2013 - 17:49
 
 
ANALISI
 
Siria: imbarazzo degli occidentali per l’affiliazione del Fronte di salvezza ad al Qaeda
Roma, 11 apr 2013 17:49 - (Agenzia Nova) - E’ forte l’imbarazzo dei diplomatici di Regno Unito e altri paesi occidentali che sostengono il diritto di armare i ribelli in guerra contro il regime di Bashar al Assad in Siria. I dirigenti della Coalizione nazionale siriana, guidati da Moaz al Khatib, si trovano a Londra in occasione della riunione dei ministri degli Esteri del G8, dove è prevista la presenza anche del premier del governo della Coalizione nazionale siriana, Ghassan Hitto. I capi delle diplomazie dei paesi del G8 si trovano a discutere di importanti temi di carattere internazionale, tra cui la crisi in Siria. Fino a ieri, gli Stati Uniti sembravano seriamente disposti a rafforzare gli aiuti ai gruppi ribelli e a fare pressioni sull’Unione europea affinché revochi l’embargo all’invio di armi.

Anche Francia e Regno Unito sembravano disposte a seguire questa linea, alla vigilia dell’incontro tra il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ed alcuni rappresentanti dei ribelli siriani giunti nella capitale inglese per rinnovare le loro richieste: armi anticarro ed antiaeree. Hague ha in particolare incontrato ieri i due vicepresidenti della Coalizione nazionale siriana, George Sabra e Suhier al Attasi. Durante i colloqui, però, è arrivata dalla Siria una notizia che ha appunto messo in imbarazzo i diplomatici disposti ad armare i ribelli siriani. Lo Stato islamico iracheno, sigla dietro la quale si cela al Qaeda in Iraq, ha annunciato che il Fronte di Salvezza (Jibha al Nusra), gruppo jihadista attivo in Siria, è in realtà una sua diramazione.

Attraverso un messaggio audio della durata di 21 minuti diffuso sui forum jihadisti, l’emiro dello Stato islamico iracheno, Abu Bakr al Qureishi al Baghdadi, ha annunciato la nascita di un fronte unico tra al Qaeda in Iraq e il gruppo jihadista siriano per la creazione “di uno stato islamico in Iraq e Siria”. Questo annuncio non ha fatto altro che rafforzare i tentennamenti dell’occidente e degli Stati Uniti, causati proprio dal fatto che il Fronte di salvezza ha quindi ammesso di ricevere aiuto da al Qaeda in Iraq. Questo elemento, sommato al fatto che Iran e Russia sostengono ancora apertamente Assad, ha fatto cambiare la politica della Casa Bianca.

Tra dieci giorni ad Istanbul alcuni ministri degli Esteri occidentali ed i ribelli siriani si rivedranno per approfondire ancora la questione. Si ritiene, tuttavia, che a poco possa servire la precisazione arrivata ieri dal Fronte di Salvezza siriano, che ha smentito la sua affiliazione con al Qaeda in Iraq. Un altro messaggio audio diffuso su internet dal leader del Fronte, Abu Mohammed al Golani, ha smentito l'annuncio di al Qaeda in Iraq sulla nascita di un nuovo gruppo dal nome "Stato islamico di Iraq e Siria". "Ho ascoltato con stupore le parole del messaggio audio dell'emiro dello Stato islamico iracheno, Abu Bakr al Baghdadi, quando ha parlato di un'unione tra i nostri due gruppi e del fatto che noi avremmo rinunciato al nostro nome. In realtà questo non è vero: non ne sapevamo nulla e abbiamo appreso tutto ciò solo dai media", ha affermato al Golani nel suo intervento, confermando poi “il giuramento di fedeltà al leader supremo di al Qaeda, Ayman al Zawahiri".

Cresce dunque la preoccupazione sul fatto che al Qaeda stia prendendo il sopravvento sulle forze ribelli in Siria. Il simbolo di questo pericolo è rappresentato da quanto sta avvenendo nella zona di al Raqqa. Ad un mese dalla conquista da parte dei ribelli della città, nell’est del paese, gli abitanti della zona vivono sotto un regime islamico imposto dall'organizzazione islamica radicale di Ahrar el Sham, alleata del Fronte di Salvezza. Le milizie islamiche pattugliano quotidianamente le strade, dove non c’è traccia dell’esercito regolare. I militanti jihadisti hanno imposto un sistema di governo islamico, sostituendo l’amministrazione comunale con un tribunale religioso, mentre le minoranze (gli abitanti non appartenenti alla comunità sunnita) sono fuggite dalla città.

Si ritiene che la Brigate di Ahrare el Sham costituiscano la formazione meglio organizzata dell'opposizione siriana, avendo stretti legami con al Qaeda. Sono circa 1.500 i combattenti del Fronte di Salvezza attivi in Siria. E' quanto ha rivelato una fonte della corrente salafita giordana, che ha inviato 500 dei suoi combattenti tra le file del Fronte, all'emittente televisiva libanese "al Maiadin". La fonte ha precisato che "il nostro gruppo continuerà a sostenere i jihadisti in Siria contro il regime di Assad".

Secondo la stampa libanese, questa massiccia presenza di miliziani salafiti "renderà inevitabile la guerra tra l'Esercito siriano libero, che fa capo all'opposizione laica, e il Fronte di Salvezza”. A scriverlo è il quotidiano libanese "al Nahar", il quale sottolinea che "mentre la provincia di al Raqqa, lontana striscia di terra all'estremo nord-est siriano, sta precipitando rapidamente fuori dal controllo del regime di Damasco, un gran numero di siriani si preparano ad una nuova guerra che temono possa scoppiare tra i combattenti dell'Esercito siriano libero, che per primi hanno preso le armi contro Assad, e gli estremisti islamici che sono apparsi successivamente e che mostrano i muscoli per guidare la rivolta".

Quella di al Raqqa è considerata un'esperienza emblematica in Siria perché si tratta di una provincia ricca di petrolio che dista pochi chilometri dal confine iracheno sunnita, dove è forte la presenza di gruppi jihadisti che combattono contro il governo iracheno del premier sciita Nouri al Maliki, il quale invece sostiene il regime di Bashar al Assad. E’ per questo che viene considerata quasi “naturale” la collaborazione tra al Qaeda in Iraq e il Fronte di Salvezza in Siria.
 
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