Mezzaluna
03.04.2013 - 18:15
 
 
ANALISI
 
Marocco: la prima visita del presidente francese Hollande ha importanza strategica
Roma, 3 apr 2013 18:15 - (Agenzia Nova) - E' iniziata oggi pomeriggio a Casablanca la visita ufficiale del presidente francese, Francois Hollande, in Marocco. Il capo dello stato francese è arrivato nel paese nord africano alle 14 ora locale, le 16 in Italia. Si tratta del suo primo viaggio nel paese nord africano da quando si è insediato all’Eliseo ed è previsto un suo incontro con il re marocchino, Mohammed VI. Oltre che per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due paesi, la visita servirà anche ai due capi di stato per discutere delle questioni delicate che interessano la regione del Sahel e in particolare la situazione del nord del Mali dopo l’offensiva militare franco-maliana dello scorso gennaio. Si tratta di un vertice di particolare importanza per la regione perché avviene in contemporanea con la fine del tour del monarca marocchino nei paesi dell’Africa occidentale e in particolare in Senegal, Costa d’Avorio e Gabon.

Hollande arriva in Marocco su invito di Mohammed VI che ha organizzato questa sera una cena al palazzo reale di Casablanca. La visita di oggi del presidente francese, Francois Hollande, ha lo scopo di "rilanciare il partenariato strategico tra Marocco e Francia". Secondo alcuni analisti marocchini, intervistati dal sito informativo locale "Hespress", la crisi diplomatica di cui ha parlato la stampa lo scorso anno tra Rabat e Parigi sarebbe ormai acqua passata, soprattutto dopo la nomina di Chakib Benmousa ad ambasciatore marocchino in Francia. Questa nomina ha infatti accelerato i tempi della visita di Hollande a Rabat che durerà tre giorni.

Sono alte le aspettative in Marocco per questo avvenimento e si ritiene che durante il suo incontro con re Mohammed VI, Hollande oltre a discutere dei rapporti bilaterali incentrerà il colloquio sulla situazione in Mali e sulla questione del Sahara occidentale. Secondo l'analista Abdel Fattah al Fatihi, "questa visita di Hollande in Marocco, che fa seguito a quella effettuata nei mesi scorsi in Algeria, è certamente importante ma non può essere considerata da sola come un'indicazione del cambiamento della strategia della diplomazia francese che ha comunque sempre sostenuto il piano di autonomia del Sahara presentato da Mohammed VI. Non saranno toccati certamente gli investimenti della Francia nel settore dell'auto in Marocco".

A giudizio di Fatihi, dopo che per un anno l'ambasciata marocchina a Parigi è rimasta senza titolare, "il fatto di aver accettato come ambasciatore del Marocco solo Benmousa, che è stato presidente del Consiglio economico e sociale del Marocco, vuol dire che la Francia voleva come rappresentante di Rabat un uomo forte alla pari del suo predecessore, Moustafa al Sahil. Non possiamo certo dire che i problemi diplomatici tra i due paesi siano finiti, ma certamente questa nuova nomina ha permesso la visita di Hollande in Marocco dando il via ad una nuova stagione nei rapporti tra i due paesi".

L'importanza di questo avvenimento, secondo Fatihi, "sta nel fatto che cade a poche settimane dalla scadenza della missione Onu nel Sahara occidentale, perché vale fino al 30 aprile 2013 il mandato della Minurso nella regione, e avviene a pochi gironi dalla fine del tour di Mohammed VI in Africa occidentale, dove sono partiti numerosi progetti ed investimenti economici marocchini, e dopo pochi mesi dall'inizio dell'offensiva franco maliana nell'Azawad. La Francia è cosciente che non ci sarà mai sicurezza nella regione del Sahel africano se non saranno messi in sicurezza i confini del Marocco e la sua integrità territoriale".

L'analista ricorda infine come "la Francia abbia da sempre sostenuto il piano di autonomia regione del Sahara occidentale così come ha sostenuto all'interno del parlamento europeo gli accordi con Rabat sulla pesca e l'agricoltura. Oggi quindi il Marocco gioca per la Francia un ruolo politico strategicamente molto importante dopo il sostegno da esso ricevuto per la guerra in Mali e per l'apertura del suo spazio aereo ai caccia francesi ed è considerato un esempio per la lotta al terrorismo e ai gruppi estremisti islamici, a differenza della vicina Algeria che invece ha fallito su questo campo, come abbiamo visto con l'attacco all'impianto di In Amenas".

Diversa invece è l'opinione di un altro analista, Abdel Fattah al Balamshi, direttore del centro marocchino di studi diplomatici, secondo il quale "ci si aspetta che Hollande rinnovi il suo sostegno al cammino democratico del Marocco e che rafforzi i legami politici e diplomatici tra Marocco e Francia in diversi campi, in particolare per quanto riguarda la questione del Sahara e per la sicurezza nella regione del Sahel oltre che per la normalizzazione dei rapporti tra Marocco e Algeria e per l'accelerazione della costruzione di un Maghreb arabo unito e dell'Unione per il Mediterraneo. Siamo curiosi di sentire il discorso che Hollande terrà davanti al parlamento di Rabat – aggiunge l’esperto -. Questa sarà una buona occasione per mostrare la democrazia marocchina e rafforzare il percorso della difesa dei diritti umani nel paese".

Dopo l’incontro e la cena che Hollande terrà stasera a Casablanca con il monarca marocchino, l’appuntamento più atteso è l’incontro che domani terrà a Rabat con il premier, Abdel Ilah Benkirane. Successivamente si recherà in parlamento dove terrà un discorso a camere riunite. Il Marocco è un partner strategico per la Francia, non a caso Mohammed VI è stato il primo capo dello stato arabo ad essere ricevuto lo scorso 24 maggio all’Eliseo una settimana dopo l’elezione di Hollande. Eppure per il suo primo viaggio in Nord Africa lo scorso dicembre, il presidente francese aveva scelto l’Algeria. Fonti diplomatiche di Rabat affermano che “è stato in quel momento che è stata compresa la necessità di ricostruire forti relazioni diplomatiche con la Francia”.

Sul fronte economico, non ci si aspetta da questa visita grandi contratti, ma il sostegno ad una serie di progetti già in corso, in particolare nel settore dei trasporti su rotaia (tram, metropolitana, linea ad alta velocità), dell’agro-alimentare, del trattamento delle acque e dell’energia rinnovabile. Progetti avviati dopo la visita in Marocco del primo ministro francese Jean-Marc Ayrault avvenuta il 12 e 13 dicembre scorso. Hollande è accompagnato da otto ministri e sessanta imprenditori francesi per rafforzare i legami tra i due paesi. Circa 750 imprese francesi, di cui 36 quotate nella borsa di Parigi sono presenti in Marocco, e impiegano tra 80 e 100 mila persone. La Francia è il principale partner commerciale e il più grande investitore in Marocco, ma in un contesto di concorrenza internazionale, non è possibile adagiarsi su questi dati, se si considera che nel frattempo la Spagna ha superato la Francia come primo esportatore in Marocco nel 2012.

Il presidente francese inaugurerà una stazione di depurazione delle acque a Mediouna, a Casablanca, un progetto guidato da Lydec (Lyonnaise des Eaux de Casablanca, una filiale di Gdf Suez) e si incontrerà con gli imprenditori francesi e marocchini. Per quanto riguarda il suo discorso al parlamento marocchino, ci si attende che userà questo pulpito per trattare i temi dell’attualità internazionale e regionale, come la crisi in Mali e in Siria e la situazione dopo la primavera araba. Rabat si aspetta che Hollande riconosca la posizione del Marocco rispetto alla guerra in Mali, considerato che re Mohammed VI ha assunto posizioni molto chiare a favore dell'intervento francese. Per quanto riguarda il Sahara occidentale, la posizione della Francia rimane la stessa: Parigi sostiene il piano di autonomia del Marocco come "base seria e credibile" per la discussione e la valutazione di una "soluzione negoziata nel quadro delle Nazioni Unite”.

Durante il suo soggiorno, François Hollande incontrerà anche la comunità francese presso la scuola Lyautey a Casablanca. La città marocchina ospita 20 mila degli 80 mila residenti francesi in Marocco, la più grande comunità francese in Africa e nel mondo arabo. Il capo dello stato francese, che sarà accompagnato da Mohamed Moussaoui, presidente del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm), e Joel Mergui, presidente del Concistoro degli ebrei di Francia, visiterà anche la grande moschea di Hassan II a Casablanca. A Rabat invece interagirà con gli studenti dell'Università internazionale della città e incontrerà i rappresentanti della società civile, della biblioteca nazionale del regno del Marocco dove terrà una conferenza stampa.
 
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