Mezzaluna
09.01.2013 - 18:38
 
 
ANALISI
 
Yemen: al via la prima campagna del governo per distruggere le piantagioni di qat
Roma, 9 gen 2013 18:38 - (Agenzia Nova) - E' iniziata oggi nelle aree agricole dello Yemen la prima campagna sostenuta dal governo di Sana'a per contrastare la coltivazione della pianta del qat. La sostanza, largamente usata dalla popolazione yemenita nonostante sia stata classificata come droga dall'Organizzazione mondiale della sanità, penalizza da decenni l'agricoltura del paese. Masticare il qat ha sempre fatto parte della cultura nazionale nello Yemen. A causa della sua larga diffusione nella società, risulta più conveniente coltivare il qat piuttosto che la frutta e gli ortaggi. Una delle aree dove si trovano queste coltivazioni è quella della regione montuosa di Haraz, dove un gruppo di uomini ha iniziato oggi a scavare in profondità nel terreno, abbattendo le piante di qat. La zona situata tra Tihamah e la capitale Sana'a è nota per le coltivazioni del qat e del caffè.

Il consigliere locale Ahsan al Qadi ha spiegato che "è nostro dovere sradicare le piante di qat completamente, in modo che nei prossimi due o tre mesi non ce ne siano più nella nostra terra". Un gruppo di attivisti, infatti, sta portando avanti le operazioni di sradicamento di questa pianta, perché la sua produzione e commercio è nelle mani di leader tribali, ufficiali militari e politici e sta soffocando economicamente il potenziale dello Yemen, penalizzando le sue poche risorse naturali.

Un lavoratore yemenita su sette è impiegato nella produzione e nella distribuzione di qat, che rappresenta la principale fonte di reddito rurale e la seconda fonte di occupazione del paese, dopo il settore agricolo e della pastorizia, superando anche il settore pubblico. Molte delle famiglie più povere dello Yemen ammettono di spendere più della metà dei loro guadagni per questa pianta. Gli attivisti anti-qat, solo nell'ultima settimana, hanno sradicato dalla zona situata tra Tihamah e la capitale Sana'a circa 1500 piante. “In un’area vicina, hanno sradicato circa tremila piante", ha spiegato un abitante locale, Adnan al Halbaa, all’emittente satellitare "al Arabiya".

Classificata come una "droga il cui abuso può produrre dipendenza psicologica" da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità, i sintomi fisici del qat, un arbusto il cui nome scientifico è Catha edulis. possono includere pressione alta, carie, stipsi, emorroidi, allucinazioni e anche depressione. Indagini condotte da sociologi yemeniti indicano che l'80 per cento degli uomini, il 60 per cento delle donne e un numero crescente di bambini sotto i 10 anni trascorrono la maggior parte dei loro pomeriggi a masticare le foglie di questa pianta, in cui è presente il principio attivo, di natura anfetaminica. Il consumo produce un effetto psicotropo euforizzante, e reprime gli stimoli provocati da fame e fatica.

L'ultimo piano anti-qat è stato adottato dal governo yemenita il 12 aprile scorso, dopo mesi di pressioni da parte di una attivista, Hind al Iryani, che, utilizzando Twitter e Facebook, è riuscita a inserire la questione nell'agenda nazionale e ad ottenere un sostegno tra i giovani yemeniti in favore di un divieto totale di questa sostanza. L’attivista, insieme ad un gruppo di avvocati yemeniti, ha presentato un progetto di legge al governo che imporrebbe sanzioni a chi usa risorse pubbliche o consuma il qat negli uffici governativi.

La campagna di Hind al Iryani, che prosegue attraverso annunci sulle emittenti statali, la diffusione di volantini, poster e l'organizzazione di workshop, è il primo sforzo messo a punto da parte dello stato per affrontare il problema dell'uso di questa sostanza nell'ultimo decennio. L'attivista Mansour Haidar ha spiegato all’emittente "al Arabiya" che "invece del qat si cominceranno a piantare in serra mandorle, olive e piante di caffè che sostituiranno quelle colture". Nel paese, però, in molti sono convinti che questa campagna andrà incontro ad un fallimento, così come già altre campagne analoghe promosse in passato.

Nel 1972, l'allora primo ministro Mohsin al Aini aveva proibito di masticare qat ai funzionari pubblici durante l'orario di lavoro e ne aveva vietata la coltivazione nei terreni gestiti da enti religiosi o statali. A causa di queste imposizioni Aini ricevette minacce di morte dai capi tribù e dai proprietari delle aziende agricole di qat. Dopo tre mesi queste misure vennero rimosse. Uno degli ostacoli della battaglia anti-qat è l'instabilità politica ed economica del paese. L'ex presidente Ali Abdullah Saleh è stato costretto lo scorso anno a lasciare il potere dopo 30 anni, spinto dalle pressioni dei giovani rivoluzionari della primavera araba e dall'avanzata di al Qaeda nel sud del paese.

Oggi lo stato è vicino al collasso, la sua economia è stagnante, i militanti di al Qaeda stanno espandendo la loro presenza nel sud e i ribelli sciiti dell'imam Abdel Malik al Houthi hanno preso il sopravvento in un’aerea del nord del paese. Eppure uno dei problemi principali in Yemen è la continua diminuzione del suo approvvigionamento idrico. La città di Sana'a rischia di diventare presto la prima capitale al mondo a rimanere senza acqua, mentre le coltivazioni di qat, le meno tassate del paese e le più sovvenzionate dallo stato, continuano a crescere floride, consumando il 40 per cento delle risorse idriche nazionali. Per produrre il qat contenuto in una sola busta di plastica è necessario l'utilizzo di centinaia di litri d'acqua. (Irb)
 
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