Mezzaluna
05.12.2012 - 18:09
ANALISI
 
Marocco: al via progetto Nador West Med, Rabat finanzia apertura nuovi terminal portuali fino al 2030
Roma, 5 dic 2012 18:09 - (Agenzia Nova) - Il re del Marocco, Mohammed VI, ha firmato una serie di accordi relativi al finanziamento e alla gestione del futuro complesso portuale Nador West Med. Nel corso di una cerimonia che si è tenuta ieri nella cittadina di Laazanene, nella provincia settentrionale di Nador, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Aziz Rebbah, è stato presentato un documento sulla strategia dello sviluppo dei porti marocchini fino al 2030, per il quale è previsto un finanziamento di 600 milioni di euro che comprende le varie fasi di realizzazione del nuovo porto di Nador. In risposta a una richiesta dei partner economici del Marocco, la strategia di sviluppare le attività portuali del paese mira alla promozione del Marocco e gli consentirà di conquistare nuove quote di mercato del commercio internazionale marittimo tra il Mediterraneo, l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia.

Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa nazionale "Map", il Marocco ha realizzato diversi progetti strutturali in questo campo, che considera come una leva fondamentale per il rafforzamento della competitività dell'economia nazionale e non solo per sostenere la sua evoluzione, ma anche per cogliere le nuove opportunità disponibili per integrare ulteriormente il regno con l'economia mondiale. Il complesso portuale di Nador West Med sarà costruito sul suolo pubblico ed avrà una grandezza di 850 ettari. E’ prevista una grande piattaforma di stoccaggio di prodotti petroliferi per la fornitura non solo del Marocco, ma anche degli altri paesi della regione. Il Marocco ha una rete che comprende 13 porti aperti al commercio con l'estero, dieci porti per le attività di pesca a carattere regionale e sei a carattere locale.

Quello del complesso portuale di Nador West Med rientra in una serie di progetti di nuova generazione "che hanno l'obiettivo di sviluppare le attività portuali in Marocco a livello locale e internazionale", ha spiegato il commissario per le acque, le foreste e la lotta contro la desertificazione, Abdeladim Lhafi. Parlando all'agenzia di stampa marocchina, Lhafi ha sottolineato che questi progetti "di ultima generazione tengono conto di tutti gli indicatori economici e sono in grado di promuovere creazione di ricchezza, avendo un impatto sociale notevole e riuscendo a creare occupazione". Per quanto riguarda il tema dello sviluppo sostenibile, tanto a cuore del governo di Rabat, i progetti presentati rispettano l'equilibrio degli ecosistemi, in particolare per quanto riguarda la difesa della macchia mediterranea e delle aree forestali presenti lungo la costa del paese.

Il commissario ha aggiunto che "il progetto Nador West Med dà grande importanza alla tutela dell'ambiente, in quanto prevede il rimboschimento di un'area dieci volte più grande di quella interessata dai lavori". L'ambizione di questo progetto, spiega Nadia Laraki, direttore dell'Agenzia nazionale dei porti in Marocco, è quello di "portare la regione orientale del Marocco ad un livello internazionale nell'ambito dei collegamenti portuali. Questo progetto, che fa parte della visione strategica del settore portuale che si è dato il governo fino al 2030, è importante perché permetterà alla regione di Nador di posizionarsi a livello internazionale". Secondo Laraki, "ci proponiamo di accogliere le navi di grossa portata come le petroliere o quelle che trasportano greggio raffinato", aggiungendo che il porto "potrà contenere fino a quattro o cinque petroliere contemporaneamente".

Il futuro complesso portuale Nador West Med potrà anche consentire l'attracco a otto imbarcazioni di grosse dimensioni perché sarà progettato per attirare nuovo traffico portuale. E' previsto anche il trasferimento di buona parte del traffico dell'attuale porto di Nador a quello del nuovo complesso portuale che sorgerà nella baia di Betoya. Per la realizzazione della prima fase dei lavori è previsto uno stanziamento di 590 milioni di euro per permettere al nuovo porto di essere collegato a una nuova autostrada e a una rete ferroviaria.

Il governo marocchino ritiene che lo sviluppo delle infrastrutture portuali in un momento come questo è centrale per sostenere lo sviluppo economico del paese. Una fonte di Rabat spiega che "in un momento in cui la globalizzazione è richiesta come condizione per la crescita economica in tutto il mondo, il Marocco si impone, attraverso i suoi grandi progetti strutturali, dalle infrastrutture portuali a quelle ferroviarie e stradali, come un luogo imprescindibile nel commercio internazionale". Diversi progetti strutturali sono stati lanciati durante il regno di re Mohammed VI, che ha un interesse particolare per le infrastrutture portuali, per il ruolo che hanno nella promozione delle esportazioni marocchine e del turismo. In particolare il trasporto marittimo assicura il 98 percento del commercio estero del Marocco, paese che ha una linea costiera di oltre 3500 chilometri.

Tra questi grandi progetti c'è anche quello di Tangeri-Med, porto che offre agli investitori ed agli operatori una piattaforma multimodale grazie alla sua posizione strategica sullo stretto di Gibilterra, crocevia delle rotte marittime, attraverso le infrastrutture realizzate e le sue connessioni con le autostrade. Considerato come un circuito integrato di logistica internazionale, Tanger-Med è stato progettato per servire le zone produttive attuali e future e migliorare la competitività delle società che hanno sede in Marocco. Le attività portuali principali sono assegnate ad operatori di fama mondiale, nell'ambito di contratti di concessione, pronte ad investire in strutture portuali e di fornire servizi di qualità che soddisfano gli standard internazionali di sicurezza e di competitiva.

Con un investimento totale che si sta avvicinando ai 123 milioni di euro, questo progetto comprende anche l'infrastruttura di sostengo per permettere il collegamento con le città di Tangeri e Tetouan. Dopo l'entrata in servizio di Tanger-Med, il Marocco è riuscito in pochi anni a compiere un salto di qualità in termini di connettività marittime, passando dal 77esimo posto al mondo nel 2007 al 17esimo nel 2012. La firma da parte del re Mohammed VI della convenzione di finanziamento del complesso portuale Nador West Med rientra in questo progetto. Altri nuovi progetti hanno rafforzato l'infrastruttura portuale marocchina, come il nuovo terminal di Casablanca, inaugurato nel mese di aprile. Questo terminal dovrà affrontare e sostenere il crescente traffico veicolare e lo sviluppo del porto di Casablanca.

Lo sviluppo di questa strategia ha portato alla nascita di sei grandi poli portuali, ognuno con uno scopo ben determinato. Il polo della zona orientale è rivolto all'Europa e al Mediterraneo, incluso il Nord Africa, il polo del nord-ovest della zona Kenitra-Casablanca, che comprende i porti presenti tra Mohammedia e Casablanca, in un stesso agglomerato urbano. C'è anche il polo Abda Doukkala (con Jorf Lasfar e Safi), il polo del Souss-Tensift, il complesso porto di Agadir e il polo Sud, composto da tre unità: Tan-Tan, Laayoune e Dakhla. Queste strategie portuali, che mostrano come il Marocco non risparmi i suoi sforzi per lo sviluppo economico del paese, puntano a portare questo settore a livello internazionale, per sfruttare la posizione geostrategica del paese rafforzando la sua attrattività nei confronti degli investimenti internazionali.