Mezzaluna
14.11.2012 - 16:53
ANALISI
 
Siria: la nuova Coalizione cerca il riconoscimento internazionale
Roma, 14 nov 2012 16:53 - (Agenzia Nova) - La Coalizione nazionale siriana per le forze rivoluzionarie e di opposizione, la nuova alleanza nata a Doha nel fine settimana, ha iniziato le sue attività per ottenere il riconoscimento internazionale. E’ questo l’obiettivo che ha spinto il Consiglio nazionale siriano (Cns) ad unirsi alle altre formazioni opposte al regime del presidente Bashar al Assad. E a tale scopo il leader della nuova alleanza, il religioso Maath al Khatib, è giunto ieri al Cairo per chiedere il sostegno della Lega Araba e della comunità internazionale.

La Lega araba ha subito riconosciuto la nuova Coalizione dell’opposizione come unico rappresentante legittimo del popolo siriano. Secondo quanto riporta il quotidiano arabo “al Hayat”, la nuova coalizione siriana sarà anche l’unico riferimento politico con cui la Lega araba dialogherà. In una nota il Consiglio dei ministri dei paesi arabi ha chiesto a tutte le correnti dell’opposizione di entrare nella nuova alleanza ed ha invitato le organizzazioni regionali e internazionali a riconoscerla. Il ministro degli Esteri del Qatar, Hamd bin Jassem, ha annunciato al Cairo che la Lega araba sollecita tutte le organizzazioni regionali ed internazionali a riconoscere questo organismo, promettendo inoltre di fornire aiuti finanziari e politici al fronte unito dell’opposizione siriana.

Analogo riconoscimento è giunto anche dal Consiglio di cooperazione dei paesi del Golfo (Ccg). Il segretario generale del Ccg, Abdel Latif al Ziyani, ha promesso nel corso di un'intervista che "saranno dati alla nuova alleanza tutti gli aiuti necessari per realizzare i sogni e le speranze dei siriani confidando che sia questo un primo passo verso una transizione del potere e verso la fine dello spargimento di sangue". I paesi del Golfo chiedono quindi che si convochi una conferenza nazionale per dare vita ad un nuovo stato in Siria che si basi sullo stato di diritto. Il Ccg ha poi chiesto a tutti gli organismi internazionali di riconoscere la nuova alleanza dell'opposizione siriana.

Nel suo primo intervento pubblico il leader della nuova Coalizione, Khatib, ha lanciato un appello al presidente Assad affinché si dimetta e permetta l'avvio di una fase di transizione democratica in Siria. Parlando alla stampa araba dal Cairo, dove è arrivato per presentarsi alla Lega araba dove ha ottenuto il suo primo riconoscimento ufficiale, Khatib ha chiesto ad Assad di “armarsi di coraggio e lasciare il potere”. Khatib ha inoltre ribadito che “non vi sarà mai un dialogo o un negoziato con il regime siriano”.

La scelta di Khatib come leader di questa nuova alleanza non è casuale. Si tratta di un ex imam e predicatore della moschea degli Ommayyadi di Damasco. Nato a Damasco nel 1960, Khatib è noto alle cronache per essere stato arrestato più volte tra il 2011 e il 2012 durante le proteste contro il regime di Bashar al Assad. Khatib proviene da una famiglia di religiosi islamici siriani le cui origini si dica risalgano ai compagni di Maometto. Suo padre era un importante predicatore e per questo ha potuto sin da giovane frequentare tutti i più importanti giureconsulti islamici del paese. Khatib ha svolto l'attività di imam della più importante moschea di Damasco per 20 anni insegnando anche in diverse università della capitale. Ha viaggiato molto come predicatore e religioso tenendo sermoni in Nigeria, Bosnia, Regno Unito, Stati Uniti, Olanda e Turchia. Nonostante parlasse nei suoi discorsi di riforma e cambiamento, Khatib è sempre stato rispettato per la sua forte personalità dal regime siriano.

Come previsto sono arrivati anche gli attacchi da parte del regime di Assad nei confronti della nuova Coalizione nata a Doha. Per il viceministro degli Esteri siriano, Faysal al Miqdad, la Coalizione "risponde ad un piano del Qatar e degli Stati Uniti per consentire alle forze straniere di distruggere il paese". In un'intervista all'edizione araba della tv "Russia Today", Miqdad ha affermato che non si tratta di un’opposizione “siriana”, ma di un organismo “creato ad arte dal Qatar e dagli Stati Uniti". A suo giudizio, "queste forze che non operano all'interno della Siria rappresentano soltanto attività straniere che sfruttano la situazione per mettere in difficoltà il paese al fine di distruggerlo".

Un analogo giudizio era stato espresso dalla stampa del regime di Damasco, secondo la quale ci sarebbero il Qatar e gli Stati Uniti dietro la nuova alleanza dell'opposizione siriana. Secondo quanto si legge in un editoriale del quotidiano siriano "al Thawra" noto per essere vicino al regime di Assad, "il Consiglio di Istanbul (così viene chiamato il Consiglio nazionale siriano che ha sede in Turchia, ndr) sta lavorando per consolidarsi e per essere riconosciuto – si legge nell’editoriale –. Abbiamo visto a Doha una riunione degli estremisti islamici che, come fece all'epoca Osama Bin Laden, cercano di mettere in pratica quello che è un piano americano". Il quotidiano fa un parallelo con la storia del fondatore di al Qaeda che "da prodotto degli Stati Uniti è diventato un loro nemico" e cosi si legge che "a Doha gli estremisti islamici hanno creato una nuova Alleanza per mettere in pratica i piani statunitensi".

Per boicottare questa nuova iniziativa promossa da Doha, le autorità iraniane si stanno preparando ad ospitare a Teheran il primo round del dialogo tra il regime di Damasco e l'opposizione interna siriana. Secondo quanto riporta il quotidiano "al Quds al Arabi", l'incontro è stato preparato dall'ambasciata iraniana a Damasco e si terrà nei prossimi giorni e prevede la presenza di importanti personalità siriane che fanno capo a diverse correnti politiche e religiose. Tra loro ci saranno anche 30 parlamentari e i rappresentanti dei nuovi partiti politici che sono stati creati dopo la recente legge sul pluralismo politico. In tutto saranno oltre 70 i rappresentanti siriani che parteciperanno a questa prima iniziativa di dialogo i cui lavori dovrebbero iniziare il 18 novembre a pochi giorni dalla fine della conferenza di Doha, cui hanno preso parte il Consiglio nazionale siriano e le altre forze dell'opposizione. L’Alleanza nazionale siriana non sarà a Teheran perché non accetta di instaurare un dialogo con il regime del presidente Bashar al Assad.