Mezzaluna
07.11.2012 - 17:54
ANALISI
 
Arabia Saudita: Mohammed Bin Nayef nuovo ministro Interno, in prima linea nella lotta ad al Qaeda
Roma, 7 nov 2012 17:54 - (Agenzia Nova) - La nomina del nuovo ministro dell’Interno, decisa dal re saudita Abdullah bin Abdelaziz, che per l’incarico ha scelto il principe Mohammed bin Nayef, al posto del principe Ahmed bin Abdel Aziz, che aveva chiesto di essere rimosso dal ruolo, rappresenta un segnale di rinnovamento della classe politica del paese arabo. Il nuovo ministro è noto alle cronache saudite per essere stato da sempre impegnato in prima linea nella lotta contro il terrorismo islamico e contro al Qaeda. Nayef è figlio dell'ex ministro dell'Interno, Nayef bin Abdel Aziz, morto alcuni anni fa.

Laureatosi negli Stati Uniti nel 1981, Nayef ha preso parte ad una serie di attività e di corsi che riguardano la lotta al terrorismo all'estero e in patria. Nel 1999 era stato nominato viceministro dell'Interno. A renderlo famoso è stata un'iniziativa da lui avviata per convincere i terroristi sauditi a pentirsi e consegnarsi alle autorità di Riad. Il 27 agosto del 2009 è sfuggito ad un tentativo di omicidio condotto da un terrorista saudita ritornato dallo Yemen, il quale ha finto di pentirsi e consegnarsi alle autorità per potersi incontrare con lui e ucciderlo.

La nomina di Nayef è importante non solo per la sua competenza, ma soprattutto perché è il rappresentante delle seconde generazioni della famiglia reale, che scalpitano per raggiungere i posti di potere, ancora nelle mani dei loro padri. Secondo l'oppositore saudita, Fuad Ibrahim, la decisione di nominare il principe Nayef come nuovo ministro dell'Interno saudita "arriva su richiesta degli Stati Uniti". Intervistato a Londra dall'emittente iraniana "al Alam", Ibrahim ha spiegato che "la decisione presa ieri da re Abdullah ha come obiettivo quello di accontentare gli statunitensi, che vogliono l'inizio di un rinnovamento della classe dirigente del paese. Il nuovo ministro rappresenta, infatti, la seconda generazione, che nei prossimi anni si avvicinerà sempre di più al potere. “Attendiamo prossimamente la nomina di nuovi ministri di questa generazione", ha detto il rappresentante dell’opposizione saudita.

Per Ibrahim "la decisione di nominare Nayef per questo incarico è arrivata su indicazione del capo della Cia, David Petreus, durante la visita che questi ha compiuto alcuni mesi fa a Riad, nel corso di un incontro con il capo dei servizi segreti sauditi, Bandar bin Sultan". Ibrahim prevede che "ora la lotta per il potere all'interno della famiglia reale saudita diverrà molto aspra e non si limiterà solo ai principi più vicini al re, ma anche ai più giovani che fanno parte della terza generazione, i quali vogliono avere incarichi di potere nel governo". Secondo la stampa araba, la nomina di oggi apre di fatto la porta alla seconda generazione dei principi sauditi e questa dovrebbe prefigurare una volontà del sovrano di dare spazio alle nuove leve nel governo.

Non si tratta comunque della prima nomina di un principe appartenente alla seconda generazione della famiglia Abdelaziz: prima di Nayef era stato nominato il principe Bandar bin Sultan alla carica di ministro dei Servizi di intelligence, in concomitanza con le dimissioni dell’anziano principe Moqren Abdelaziz. Questa scelta, inoltre, avviene poche ore dopo che le forze di sicurezza saudite sono riuscite a bloccare il tentativo di un gruppo di integralisti armati di attraversare il confine con lo Yemen, dopo una sparatoria con una pattuglia della polizia di frontiera, alla quale un gruppo di miliziani aveva teso un'imboscata.

Nello scontro due guardie di frontiera sono rimaste uccise, mentre è stato arrestato l'intero gruppo degli assalitori: undici uomini, di cui dieci cittadini sauditi ed uno yemenita. Quattro di loro sono rimasti gravemente feriti nel corso del conflitto a fuoco. I sauditi arrestati erano stati fermati già tempo fa per le loro attività “terroristiche” nel regno, per poi essere successivamente rilasciati. Per questo, secondo l’emittente satellitare "al Arabiya", la nomina del principe Nayef a ministro dell'Interno dovrebbe rappresentare anche un segnale di una rinnovata volontà da parte di Riad di combattere il terrorismo. Secondo il direttore del giornale locale "Riad", Turki al Saidari, "si tratta della persona giusta al posto giusto per combattere al Qaeda. Non ci sono altre personalità con il suo curriculum nella lotta al terrorismo. Ha pagato, rischiando la sua vita con un fallito attentato, il prezzo di chi si occupa di questi temi".

E' d'accordo con la scelta del re saudita Abdullah anche il politologo saudita Abdulla al Askar, secondo il quale "il principe Nayef è senza dubbio una persona di provata esperienza ed efficienza. Il fatto che sia considerato della seconda generazione della casa reale della famiglia Abdel Aziz rende questa nomina positiva perché avrà dei riflessi importanti per tutto il governo e per il futuro del paese". Secondo l'esperto "la modernizzazione del paese è stata avviata e il nuovo ministro saprà guidarla certamente".