Mezzaluna
25.10.2012 - 17:24
ANALISI
 
Siria: fonti arabe, il piano di pace Brahimi prevede road map verso conferenza delle grandi potenze
Roma, 25 ott 2012 17:24 - (Agenzia Nova) - Tregua in Siria per la festività islamica del sacrificio dal 26 al 29 ottobre, annuncio dell'unificazione dell'opposizione, trattative "in un paese neutrale" tra il regime di Damasco e l'opposizione per concordare gli aspetti tecnici della transizione gestita da Assad ed infine una "conferenza" delle grandi potenze per "ratificare" la soluzione politica della crisi. Sono queste, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche arabe, le tappe della road map cui sta lavorando l'inviato dell'Onu e della Lega araba in Siria, Lakhdar Brahimi, per la fine della guerra civile nel paese. Secondo le fonti, i dettagli del piano sono stati discussi dallo stesso Brahimi con il segretario della Lega araba, Nabil al Arabi, durante la sua visita al Cairo conclusa ieri.

Del resto, è stato lo stesso inviato dell'Onu e della Lega araba a proporre la temporanea sospensione degli scontri, e ad avere definito la sua un'iniziativa "microscopica", ma che potrebbe aprire la strada a "un cessate il fuoco permanente, all'arresto dell'afflusso di armi dall'estero e ad un accordo per una soluzione politica". Pertanto la tregua che dovrebbe iniziare domani non sarebbe che la prima tappa di un processo e dovrebbe essere seguita dall’annuncio dell’unificazione dell'opposizione. Nella capitale del Qatar è in corso da giorni una riunione del Consiglio nazionale siriano (Cns), per rinnovare i vertici dell'organizzazione, che raggruppa i principali gruppi dell’opposizione.

Secondo le fonti, il punto principale del vertice sarà un ulteriore allargamento del Cns nel tentativo di unire l'opposizione siriana in un solo blocco, in modo da "contenere l'egemonia degli islamici", come sarebbe nei piani di Washington, preoccupata dall'invadenza sempre più marcata dei gruppi fondamentalisti vicini ad al Qaeda. Una volta unificata, l'opposizione dovrebbe, sempre secondo le fonti, intraprendere "trattative non annunciate in un paese neutrale", Danimarca o Svezia, oppure Svizzera, con una rappresentanza del regime di Damasco. Tali trattative dovrebbero giungere ad un "accordo sugli aspetti tecnici della transizione politica" del paese; transizione che, stando ai diplomatici arabi, dovrebbe essere "gestita in un primo periodo di almeno sei mesi" dallo stesso Bashar al Assad.

Proprio questo aspetto sarebbe il nodo più complicato da sciogliere: ma la "stanchezza" sia degli Stati Uniti che sostengono l'opposizione che della Russia che appoggia Damasco avrebbe convinto le due potenze ad "accettare un compromesso". Infine, tracciate le linee guida del processo di transizione, si passerebbe ad una "Conferenza internazionale" alla quale prenderebbero parte le cinque grandi potenze e la Lega araba per "rendere esecutivo" il piano di pace. Intanto, la prima tappa di questa probabile road map sembra vedere la luce. Damasco e gran parte della fazioni ribelli hanno aderito alla tregua per le festività dell’Eid al Adha che inizia domani. Manca solo l'annuncio ufficiale da parte del regime. La Turchia, in prima linea nel fronte che si oppone al presidente siriano Bashar al Assad, e l'Iran, sostenitore del regime, hanno entrambi detto di appoggiare la proposta di tregua di Brahimi. (Irb)