Mezzaluna
17.07.2012 - 17:47
Analisi
 
Siria: con la “battaglia di Damasco” il regime sembra ormai agli sgoccioli
Roma, 17 lug 2012 17:47 - (Agenzia Nova) - Sono tre gli sviluppi emersi negli ultimi giorni riguardo la crisi siriana che sembrano indicare come il regime di Bashar al Assad sia ormai agli sgoccioli. Il più significativo è stato la denuncia della Croce Rossa internazionale, secondo cui da almeno due giorni il conflitto nel paese appare ormai così diffuso da poter essere catalogato come guerra civile. Il secondo è rappresentato dalle sempre più numerose importanti defezioni in seno al regime; defezioni che hanno un forte impatto soprattutto dal punto di vista psicologico. Il terzo, non meno importante dei due precedenti, è che i combattimenti hanno ormai raggiunto il cuore della capitale Damasco, fino ad oggi rimasta sostanzialmente quasi immune da una rivolta popolare che dura da 16 mesi.

Il portavoce della Croce Rossa, Hicham Hassan, ha detto che la Siria è precipitata in “un conflitto armato non internazionale”, termine tecnico per indicare una guerra civile. In questo caso “il diritto umanitario internazionale” si applica “ovunque abbiano luogo le ostilità tra forze governative e di opposizione”, ha precisato il portavoce dell'organizzazione. Questo significa che “da adesso, tutti i combattenti in Siria sono ufficialmente soggetti alle leggi sulla guerra previste dalla Convenzione di Ginevra, e potrebbero finire davanti al Tribunale per i crimini di guerra se non le rispetteranno”. Va da sé che tale definizione, fatta del resto dall’unico organismo internazionale autorizzato al riguardo, apre le porte ad un intervento della comunità internazionale per proteggere i civili.

Per quanto riguarda le defezioni, che finora erano state per la verità molto scarse, questa volta hanno riguardato effettivamente esponenti che possono essere definiti di “primo piano” del regime. Le più “pesanti” sono quelle del generale Monaf Tlass, amico personale di Assad e figlio dell’ex ministro della Difesa, del generale Adnan Sillu, ex responsabile dell’arsenale chimico, e dell’ambasciatore in Iraq, Nawaf Fares. Anche se tali defezioni non sono decisive dal punto di vista militare, per il regime lo smacco è forte, ed ha avuto senza dubbio un forte impatto psicologico sulla popolazione siriana. Per alcuni osservatori, dietro queste ultime defezioni “eccellenti” ci sarebbe l’Occidente, che si sarebbe reso conto che con l’attuale opposizione interna ed esterna vi erano poche chance di scardinare il monolitico regime di Assad.

Infine, vi sono gli scontri che hanno raggiunto la capitale negli ultimi due giorni, e che i Fratelli Musulmani hanno subito battezzato “la battaglia decisiva di Damasco”. Ma è ancora da verificare se l’Esercito siriano libero dell’opposizione abbia raggiunto davvero una posizione di forza tale da dare inizio alla “battaglia finale”. Questo, perché a provocare gli scontri a quanto pare sono state le forze di sicurezza del regime, con estese retate nei quartieri “caldi” di Damasco effettuate per evitare una sollevazione armata. Fatto sta che la situazione attuale del regime appare ormai critica, nonostante l’appoggio di Russia e Iran. (irb)