Mezzaluna
16.05.2012 - 11:13
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Analisi
 
Algeria: si è fermata la marea islamica, ma il voto è difficile da analizzare
Roma, 16 mag 2012 11:13 - (Agenzia Nova) - Per molti osservatori la secca sconfitta degli islamici alle elezioni in Algeria ha segnato uno stop dell’inarrestabile cavalcata dei partiti islamici nel Nord Africa. Un’attenta analisi del voto suggerisce tuttavia ad alcuni esperti delle vicende del paese di non dare per scontata questa prospettiva e non escludere che il futuro possa riservare una brusca interruzione della relativa distensione sociale che ha conosciuto l’Algeria dopo la sanguinosa guerra civile a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo passato.

Gli algerini hanno confermato la loro fiducia nel Fronte di liberazione nazionale (Fln), che da 50 anni è ininterrottamente al potere, da quando cioè il paese ha conquistato la sua indipendenza. Alle consultazioni ha preso parte il 42,3 per cento degli aventi diritto, in un voto che gli islamici hanno contestato parlando di brogli su larga scala e attaccando in modo diretto il presidente Abdulaziz Bouteflika. Tuttavia la sconfitta degli islamici appare netta e di difficile contestazione, visto che sulle operazioni di voto hanno vigilato oltre 500 osservatori stranieri che non hanno rilevato irregolarità significative.

Pertanto, i partiti che hanno governato fino ad oggi rimangono al potere: il Fronte di liberazione con 220 seggi e il Raggruppamento nazionale democratico (Rnd) con 68 seggi nella nuova Assemblea nazionale. I due partiti hanno ottenuto complessivamente 288 seggi sui 462 dell’Assemblea, una maggioranza che lascia ben poco alle altre formazioni politiche. Gli islamici di “Alleanza verde”, infatti, hanno ottenuto solo 48 seggi, ben al di sotto delle loro previsioni ed è probabile che tale risultato ora apra una fase di confronto all’interno del gruppo politico, il cui segretario generale, Bouguerra Soltani, ha mostrato un “iperattivismo” poco gradito ai due partiti alleati.

In ogni caso, analizzare le motivazioni degli attuali risultati elettorali non è facile. Certo è che l’Fln e l’Rnd hanno temuto uno stravolgimento del quadro politico ed è una cosa di cui potranno tenere conto nel corso della nuova legislatura. Dal punto di vista strettamente politico, sulla vittoria dei due partiti ha inciso sicuramente il ruolo del presidente Abdelaziz Bouteflika e gli ultimi discorsi da lui pronunciati, come quello di Setif, in cui ha annunciato la sua futura uscita di scena, andando incontro alle richieste dell’elettorato.

Più concretamente, tuttavia, quale sia stata la ripartizione geografica del voti: c’è da interrogarsi come sia possibile che nella capitale sia andato a votare solo il 31 per cento degli aventi diritto. Lo stesso si può dire per una grande provincia come Tizi Ouzu, dove alle urne s'è recato solo un elettore su cinque. Inoltre è difficile dare una spiegazione plausibile all’oltre un milione e mezzo di schede annullate: “Questo significa che gli algerini che hanno espresso la loro preferenza sono appena un terzo degli aventi diritto”, fa notare el Hassan el Ashi, dell’istituto di ricerca algerino Garnichi. E mentre nei grandi centri urbani la disaffezione al voto è stata elevata, nelle lontane province del sud, la partecipazione è stata molto più alta rispetto al passato.

A offrire una spiegazione, è il direttore del quotidiano indipendente “El Fajr”, Roshdi Radwan, secondo cui “nel sud gli elettori sono andati alle urne perché sono più ricattabili da parte delle autorità locali”. Forse, come scrive il quotidiano arabo “Al Safir”, “la disomogenea distribuzione geografica del consenso, aggiunta alla scarsa partecipazione al voto, nasconde un diffuso malessere degli algerini”. Insomma, ci sarebbe da aspettarsi una ripresa di nuove proteste contro il governo da parte, soprattutto, degli islamici. In attesa delle elezioni presidenziali fissate per il 2014, i prossimi mesi diranno se davvero la marea islamica in Nord Africa si è fermata ad Algeri. (irb)