Mezzaluna
24.11.2010 - 13:48
Analisi
 
Arabia Saudita: il re e il suo erede anziani e malati, aperta la gara per la successione
Roma, 24 nov 2010 13:48 - (Agenzia Nova) - L’Arabia Saudita è alle prese, in questi giorni, con una complessa crisi istituzionale a causa delle malattie che affliggono il numero uno e il numero due del regno e dell’incertezza su chi è o sarà il terzo uomo nella gerarchia del potere. Comunque si risolva la gara per l’inevitabile e vicina successione, si aprono nuovi orizzonti per una nuova leva di principi che attendono l'occasione per prendere in mano le redini del paese e, magari, proseguire le riforme politiche timidamente avviate. Con una trasparenza inusuale per la monarchia saudita, le autorità hanno dato tempestivamente notizia della partenza del sovrano Abdullah bin Abdul Aziz per Washington, dove sarà ricoverato in un centro medico specializzato per curare uno “schiacciamento delle vertebre di cui soffre, che provoca un ematoma nel fondo schiena che gli procura un forte dolore per la pressione che esercita sui nervi”, come ha riportato l’agenzia di stampa ufficiale saudita.

Le condizioni di salute dell’anziano re pongono con forza l’ancora non definita questione della successione al trono. Tra i cosiddetti “grandi principi” - i figli del fondatore della monarchia, il defunto sovrano Abdul Aziz al Saud - non esiste concordia sul nome del principe Naif come designato a prendere le redini del paese in assenza dei due numeri uno: il re e il suo erede diretto, il fratello minore del monarca, Sultan bin Abdul Aziz. Naif, attuale ministro dell’Interno, è anche il secondo vice del Consiglio dei ministri e “uomo forte” del paese, considerato unanimemente il numero tre nella piramide del potere.

Forse proprio per evitare d’innescare anzitempo la gara alla successione, prima di prendere il volo per gli Stati Uniti il sovrano sofferente ha chiesto all’erede diretto al trono e primo vice del Consiglio dei ministri, il principe Sultan bin Abdul Aziz, di rientrare urgentemente in patria. A Sultan, che è anche ministro della Difesa, è stato conferito con decreto reale il compito di assumere la gestione degli affari dello stato in assenza del re. Il sovrano ha 87 anni e il suo erede Sultan ne ha quattro di meno, gli ultimi due dei quali passati tra cliniche di New York e Agadir (Marocco) dopo aver subìto un intervento chirurgico per rimuovere un “tumore maligno di natura mai specificata”, come insinua il quotidiano pan-arabo “al Quds al Arabi”.

Sembra inoltre che un altro principe, Salman, governatore della regione di Riad, sia uno dei più seri candidati a concorrere con Naif alla successione del trono. In assenza dei suoi due fratelli - re Abdullah e il principe ereditario Sultan - Salman si sente il più adatto a svolgere il ruolo di guida. Appartiene infatti all'ala dei “Sadriin”, il clan più potente della famiglia reale. Il 75enne Salman è molto vicino al fratello Sultan e gira voce che sia stato proprio il governatore di Riad ad aver donato il midollo osseo necessario per le cure del fratello erede al trono. Anche il fatto di essere volato a New York per riportare a casa Sultan è stato interpretato da molti come segno del forte legame tra i due fratelli, ma soprattutto di coesione nel potente clan dei “Sadriin”. Lo stesso Salman, tuttavia, ha subìto due mesi fa un intervento chirurgico alla schiena, dal quale però sembra uscito bene.

E’ opinione generale che la competizione tra “i grandi principi” sarà sempre più feroce. Proprio negli ultimi giorni il sovrano ha fatto alcune nomine significative. La settimana scorsa ha designato a capo delle Guardie nazionali e ministro di stato il suo primogenito, principe Mutaab, e riconfermato per altri quattro anni lo sceicco Abdul Aziz al Sheikh all’importante carica religiosa di Gran Muftì del regno. Il re ha fatto anche numerose altre nomine meno appariscenti, ma forse funzionali al fine di indicare il “numero tre” che poi, vista l’età e la salute dei numeri uno e due, sarà di fatto il futuro padrone del paese.

A nessuno è sfuggito che in occasione della festa del Sacrificio, al Adha, i messaggi d’auguri tradizionalmente pubblicati dai sudditi siano stati impaginati dai quotidiani sauditi in modo particolare: al terzo posto sono state sempre pubblicate le inserzioni a pagamento destinate a Salman, prima dunque di quelle dedicate al suo potenziale rivale, il principe Naif. Per “al Quds al Arabi”, Salman “è molto ambizioso e punta decisamente” a raggiungere il vertice della gerarchia del Regno. Ma aldilà di chi, tra Salman e Naif, vincerà la competizione, è evidente che la nuova generazione di principi si prepara a succedere a quella vecchia. Tra le cariche importanti che saranno presto vacanti c’è quella del dicastero degli Esteri, occupato dal principe Faisal bin al Saud, che a più riprese ha accennato al suo desiderio di lasciare “per stanchezza”.

Sta di fatto che l’incertezza sulla leadership del paese, il più grande produttore di petrolio al mondo, è destinata a creare nel prossimo futuro una situazione d’instabilità nel panorama politico di tutto il Medio Oriente. Oltre all’irrisolta questione palestinese, nessuno può ancora escludere un conflitto armato tra Israele e la Repubblica islamica iraniana, sospettata da tutta la comunità internazionale di voler produrre armi nucleari. Altissima anche la tensione in Libano, preso com’è da un pericoloso confronto tra le milizie sciite filo-iraniane Hezbollah e la maggioranza filo-occidentale. L’Arabia Saudita, assieme alla Siria, ha una grande influenza sulle vicende interne del Libano ed è ritenuta, a ragione, l’unico interlocutore in grado di evitare una nuova guerra civile in Libano, con tutte le conseguenze che essa potrebbe avere sulla regione. Il Regno che ha dato i natali al mandante della tragedia dell’11 settembre, Osama Bin Laden, è candidato a riservare molte sorprese. Di quale natura, lo dirà il prossimo futuro. (a.f.a.)