Mezzaluna
22.10.2010 - 11:55
ANALISI
 
Iraq: primo passo verso lo sfruttamento delle colossali riserve di gas
Roma, 22 ott 2010 11:55 - (Agenzia Nova) - Si è conclusa mercoledì 20 ottobre a Baghdad la terza gara d’appalto per la concessione di licenze per lo sviluppo dei giacimenti energetici iracheni. Il ministero del Petrolio ha assegnato i diritti di sfruttamento di tre giacimenti gassiferi: un consorzio guidato da Kuwait Energy e dalla turca Turkiye Petrolleri Anonim Ortaklıgı (Tpao) si è aggiudicato lo sfruttamento del giacimento “Siba”, a sud di Bassora, per una produzione giornaliera prevista in 2,8 milioni di metri cubi ed una remunerazione di 7,5 dollari a barile di petrolio equivalente. "Siamo felici di aver vinto la gara per il campo di Siba field con Kuwait Energy. Non abbiamo alcun timore per la sicurezza", ha detto il vicepresidente di Tpao, Besim Sisman, annunciando un miliardo d’investimenti.

La seconda gara d’appalto è stata vinta da un consorzio che raggruppa ancora la turca Tpao e la kuwaitiana Kuwait Energy, con l’aggiunta della sudcoreana Kogas. Si tratta del campo di “al Mansuriyah”, situato nell’irrequieta provincia sunnita di Diyala, in una regione al confine con l’Iran in cui è tuttora attiva al Qaeda. Il consorzio guidato da Tpao dovrebbe investire 2,5 miliardi di dollari per lo sviluppo del giacimento: un investimento che dovrebbe rientrare con una quota di 10 dollari al barile di petrolio equivalente in fase di produzione.

Ad aggiudicarsi il giacimento di “Akkas”, al confine con la Siria, è stato infine un consorzio composto dalla sudcoreana Kogas” e da KazMunaiGas Exploration & Production del Kazakhstan. “Ci aspettiamo di firmare il contratto entro due o tre settimane”, ha detto il vice presidente di Kogas, Kim Myeong Nam, evitando tuttavia d’indicare la cifra che il consorzio intende investire nello sviluppo del campo gassifero. Complessivamente, i tre giacimenti hanno riserve stimate in 311 miliardi di metri cubi di gas, pari a circa il 10 per cento del totale nazionale stimato, che è di 3.170 miliardi di metri cubi: una riserva che pone l’Iraq al terzo posto nella classifica mondiale delle riserve di gas.

Vale la pena di sottolineare che, nonostante le grandi attese che lo sfruttamento del gas iracheno suscita nei mercati mondiali, la gara non ha stimolato l’interesse delle grandi compagnie petrolifere. Proprio per attirarle il governo aveva rinviato la gara due volte, in modo da consentire alle compagnie straniere “studiare bene i termini” dei capitolati. Le aziende che hanno partecipato alla gara sono state 13, ma tra le grandi compagnie, erano presenti solo le italiane Eni e Edison, la norvegese StatOil e la russa Tnk-Bp.

Oltre alle condizioni di sicurezza ancora lontane dall’essere ideali, in particolare per i gasdotti che dovranno attraversare il deserto occidentale, lo scarso interesse delle grandi compagnie energetiche internazionali si può spiegare anche con la crescente opposizione che le autorità locali irachene mostrano nei confronti delle decisioni del governo di Baghdad. Proprio ieri il Consiglio regionale di al Ambar ha minacciato di ostacolare lo sfruttamento del giacimento di “Akkas”, a meno che la produzione di gas non assicuri benefici considerevoli alla popolazione locale.

Le compagnie che hanno vinto dovranno costruire le infrastrutture, generalmente inesistenti, e una rete di gasdotti che dovrà attraversare aree a rischio. Ciò nonostante, l’assegnazione delle concessioni rappresenta il primo passo verso lo sfruttamento di una delle più importanti riserve di gas del pianeta, fino ad oggi poco esplorata. Un’occasione che le grandi compagnie mondiali non potranno permettersi di ignorare ancora a lungo. (a.f.a.)