Mezzaluna
21.04.2010 - 19:22
ANALISI
 
Gli stati del Golfo si preparano a un'eventuale conflitto in Iran
Roma, 21 apr 2010 19:22 - (Agenzia Nova) - Nei giorni scorsi, mentre le immagini delle esercitazioni missilistiche di Teheran riempivano gli schermi, in occasione della giornata delle Forze armate iraniane, dando l’impressione di una minaccia incombente, pochi hanno fatto caso ad un’altra notizia: gli Stati Uniti stanno per circondare l’Iran con batterie di missili Patriot ed altri sofisticati sistemi d'arma, nel tentativo di neutralizzare ogni azione offensiva iraniana, nell’eventualità di uno scoppio di ostilità.

Contrariamente a quanto accade con l’azione diretta ad inasprire le sanzioni internazionali contro il regime di Teheran, per il suo controverso programma nucleare, l'amministrazione del presidente Barack Obama non pubblicizza i passi intrapresi per preparare quella che sarebbe la strategia militare statunitense nel caso di un fallimento della soluzione negoziale. Nella sensibile e ricca area dei paesi petroliferi del Golfo Persico, in particolare, il Pentagono ha stipulato negli ultimi tempi importanti accordi riguardanti forniture di armamenti.

Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi: ciascuno di questi paesi riceverà due batterie di sistemi anti-missile Patriot. Attualmente sono inoltre in corso negoziati con l’Oman "per integrare le capacità difensive comuni" con gli altri paesi del Golfo. Il Patriot è un missile "difensivo", ma il termine non deve trarre in inganno. Come ha affermato il generale David Petraeus, a capo del Comando centrale Usa (Centcom), "il sistema è concepito per rispondere ad eventuali rappresaglie iraniane in seguito ad un attacco che coinvolga la penisola arabica come corridoio aereo".

Sono pochi i dettagli forniti ai media sulle ultime commesse militari ai paesi del Golfo, ma da quel poco che è trapelato sulla stampa araba s’intuisce che, nonostante i timori di’intaccare la supremazia militare d’Israele nei confronti degli stati arabi, si tratta di un sforzo bellico e finanziario notevolissimo. Agli Emirati Arabi Uniti, per un costo complessiva di 9,437 miliardi di dollari, oltre alle due batterie Pac-3 sarà destinato anche un numero imprecisato degli aerei E-2C, conosciuti come “radar volanti” per la loro caratteristica di controllare e sorvegliare il territorio in permanenza.

Diverso il discorso per l'Arabia Saudita, un paese che, intimorito dai progetti atomici degli ayatollah di Teheran, guarda con particolare attenzione anche a quanto avviene nel nord dello Yemen, dove la ribellione sciita delle tribù Houthi ha dato modo agli iraniani di dar prova di forza. Teheran, infatti, è accusata di aver inviato rifornimenti - è stata bloccata anche una nave - e uomini, affidando la missione allo Hezbollah, il “Partito di Dio” sciita libanese. Secondo fonti giornalistiche arabe, un buon numero di miliziani libanesi sono scomparsi in circostanze misteriose proprio nello Yemen. Si tratterebbe di elementi di un reparto speciale Di Hezbollah, chiamato “Unità 1800”, specializzata nell'attività d’intelligence.

Riad ha i suoi principali giacimenti di greggio nella zona orientale della penisola arabica, una regione popolata in maggioranza dai sciiti, e si sente per questo maggiormente esposta. Oltre a adottare rigide misure di sicurezza attorno ai suoi impianti petroliferi, il governo saudita ha concordato con gli Stati Uniti le più importanti commesse militari dirette da Washington nel Golfo.

Riad ha infatti ammodernato la sua flotta di aerei radar Awacs, investendo 310 milioni di dollari, ha acquistato lo Sniper/Lantirn targeting pod, un sofisticato sistema di navigazione aerea a bassa quota e d’identificazione notturna dei bersagli a raggi infrarossi, costato 200 milioni di dollari. L'aeronautica militare del Regno sarà inoltre dotata di 900 bombe Joint Direct Attack Munition (Jdam), costosi ordigni guidati che utilizzano una piattaforma inerziale e il Gps per avere una elevata precisione sul bersaglio, e che sono state sperimentate con successo nel 2003, in occasione dell'ultima guerra in Iraq. Anche la Marina militare del saudita avrà la sua parte. Le navi da guerra saranno dotate infatti di missili Aim-9X sensibili al calore. (a.f.a.)