Finestra sul Mondo
14.12.2018 - 11:10
  
Italia-Ue, la marcia indietro dei populisti italiani sulla legge di stabilità
Vienna, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Con la riduzione del rapporto tra deficit e Pil dal 2,4 al 2,04 per cento nella legge di stabilità per il 2019, i populisti al governo in Italia hanno compiuto un'autentica “marcia indietro”. È questo il commento del quotidiano austriaco “Der Standard” alla proposta di taglio del rapporto tra deficit e Pil avanzata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nell'incontro tenuto a Bruxelles il 12 dicembre scorso. L'obiettivo è risolvere il confronto tra Italia e Ue sulla legge di stabilità e, soprattutto, evitare l'avvio di una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti del paese da parte della Commissione europea. Lega e Movimento 5 Stelle hanno, dunque, dovuto compiere una “marcia indietro” rispetto a quanto dichiarato dal vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, secondo cui il governo non sarebbe arretrato “neanche di un millimetro” dal rapporto tra deficit e Pil al 2,4 per cento originariamente previsto dalla legge di stabilità, bocciata dalla Commissione europea.
  
Italia-Ue, per Bruxelles la retromarcia di Roma non è abbastanza, ma i titoli di Stato italiani continuano a recuperare
Londra, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Le concessioni offerte dal governo dell'Italia all'Ue nella legge di stabilità vanno nella giusta direzione, ma non sono sufficienti a soddisfare le richieste della Commissione europea. Lo scrive oggi il quotidiano britannico "Financial Times", riportando il commento espresso ieri, 13 dicembre, dal commissario europeo agli Affari economici, se Pierre Moscovici, secondo cui "si tratta di un passo nella giusta direzione ma ancora non ci siamo, ci sono altri passi da fare, magari da entrambe le parti". L'esecutivo di Roma, ricorda il giornale della City di Londra, ha proposto di ridurre dal 2,4 al 2,04 per cento del Pil il deficit dell'Italia previsto per l'anno prossimo. Si tratta, sostiene il "Financial Times", di una significativa inversione di rotta per la coalizione populista nata il 1° giugno scorso dall'alleanza tra l'anti-sistema Movimento 5 stelle (m5s) e la Lega di estrema destra. La quale fino a pochissimi giorni fa aveva ripetutamente ribadito la sua "irremovibilità" sui numeri indicati nella sua Legge di stabilità per il 2019: numeri giudicati dalla Commissione europea come una "violazione senza precedenti" delle regole Ue sui conti pubblici; per questo Bruxelles aveva anche avviato una "procedura d'infrazione" che potrebbe comportare costosissime sanzioni all'Italia. Per rispettare il nuovo obbiettivo del deficit 2019, ed evitare così le minacciate sanzioni, il governo italiano sarà infatti costretto a sottrarre "alcuni miliardi" alle più rappresentative riforme introdotte con la Legge di stabilità dai due partiti che formano l'attuale coalizione populista al potere: risorse sottratte soprattutto al "reddito di cittadinanza" caro al M5s ed alla "quota 100" per le pensioni promessa dalla Lega. Nonostate la reazione parzialmente negativa di Bruxelles espressa da Moscovici tuttavia, riferisce il "Financial Times", ieri i titoli di Stato dell'Italia hanno reagito al cedimento del governo nei confronti delle richieste Ue continuando la ripresa avviata all'inizio di questa settimana: in particolare, ad essere più reattivi sul mercato sono state le obbligazioni statali a breve termine, i cui rendimenti sono scesi fino ad 11 punti-base. Ricordando che i rendimenti scendono quando il prezzo sale, il giornale della City di Londra riporta quindi che i quelli dei titoli a due anni sono calati allo 0,481 per cento, scendendo al livello più basso dallo scorso mese di maggio, appena prima quindi della formazione dell'attuale governo italiano; i rendimenti dei titoli a 10 anni, invece, sono scesi di 7,1 punti-base al 2,94 per cento: anche qi si tratta di un livello minimo, da due mesi e mezzo.
  
Germania, istituto ricerca Handelsblatt, crescita in ripresa significativa nel 2019 e nel 2020
Berlino, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Dopo la flessione subita nella secondo metà del 2018, l'economia della Germania sperimenterà una “ripresa significativa” nel 2019 e nel 2020, spinta sempre dalle esportazioni della che torneranno ad aumentare in particolare grazie alla recente tregua tra i presidenti di Stati Uniti e Cina, Donald Trump e Xi Jinping, nella guerra commerciale che oppone i loro paesi. È quanto sostiene l'istituto di ricerca Handelsblatt (Hri), che fa capo all'omonimo quotidiano tedesco. La tregua nel conflitto commerciale tra Usa e Cina è “un buon segnale per la Germania”, afferma l'Hri, perché l'economia del paese “dipende fortemente dalle esportazioni”. Per l'Hri, unite alla domanda interna in espansione, le esportazioni potrebbero portare l'economia tedesca a crescere del'1,6 per cento nel 2018. Il dato dovrebbe scendere all'1,5 per cento nella prima metà del 2019. Tuttavia, nei sei mesi successi, “l'economia della Germania riprenderà slancio, crescendo del 2 per cento nel 2020”. Tuttavia, nonostante i crescenti timori per una recessione imminente, l'andamento positivo non dovrebbe interessare esclusivamente il sistema economico tedesco, ma l'intera economia globale il direttore dell'Hri, Bert Ruerup, “sia l'economia tedesca sia quella mondiale sono abbastanza solide e la crisi dei mercati finanziari ci appare esagerata”. Per l'Hri, dunque, “nessuna recessione è in vista”.
  
Francia, ucciso l’attentatore di Strasburgo
Parigi, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Cherif Chekatt, il terrorista autore dell’attentato avvenuto l'11 dicembre scorso a Strasburgo, è stato ucciso nella serata di ieri, 13 dicembre, nella stessa città dalla polizia francese dopo una caccia all’uomo durata 48 ore. Lo riferisce la stampa francese, spiegando che Chekatt è stato individuato nel quartiere di Neudorf. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata una donna a segnalare la presenza di Chekatt, in seguito riconosciuto da tre poliziotti in una strada. Al momento del fermo, il terrorista ha sparato contro agenti, che hanno risposto al fuoco uccidendolo. Secondo alcuni giornalisti presenti sul posto, i poliziotti sono stati applauditi degli abitanti del quartiere. Le ricerche hanno impegnato circa 700 unità tra poliziotti e gendarmi. In un messaggio sulla propria pagina Twitter, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ringraziato “l’insieme dei servizi mobilitati” nell’operazione per la ricerca di Chekatt. Nell’attentato di Strasburgo, Chekatt ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre 13. Lo Stato islamico ha diffuso un comunicato attraverso la sua agenzia di propaganda "Amaq" in cui si afferma che Chekatt faceva parte dell'organizzazione terroristica e ha condotto l'attacco a Bruxelles in risposta all’appello del sedicente califfato di attaccare i cittadini dei paesi della coalizione internazionale impegnata in Siria e in Iraq contro il terrorismo. Chekatt era nato a Strasburgo ed era già noto alla giustizia visto che su di lui pesavano 27 condanne raccolte nel corso degli anni in Francia, Germania e Svizzera. L’attentatore era anche schedato come musulmano radicalizzato con la lettera “S”, assegnata dalle autorità francesi a tutti coloro che rappresentano una minaccia per la sicurezza.
  
Francia, i gilet gialli indecisi se continuare o meno la protesta
Parigi, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Dopo il discorso alla nazione tenuto dal presidente francese, Emmanuel Macron, il 10 dicembre scorso e l’attentato terroristico avvenuto a Strasburgo il giorno successivo, tra i gilet gialli c’è molta incertezza in merito alla manifestazione prevista per domani, 15 dicembre. Lo scrive il quotidiano francese “Le Monde”, spiegando che il movimento è spaccato tra chi vuole continuare la protesta e chi, invece, ha deciso di fermarsi. Secondo i“Le Monde”, quella di domani sarà una “giornata-test” per il governo e per i gilet gialli. Tra le misure annunciate da Macron, vi sono l’aumento di 100 euro del salario minimo e il blocco dei prelievi dalle pensioni inferiori ai duemila euro. Dopo l'attentato di Strasburgo, le autorità francesi hanno innalzato il livello del piano di sicurezza Vigipirate a “emergenza attentato”, ma non hanno vietato le manifestazioni. La presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen, e il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, hanno denunciato un tentativo di strumentalizzazione del movimento da parte del governo. Tuttavia, i gilet gialli devono confrontarsi anche con le fratture interne. La fatica comincia a farsi sentire e la violenza delle ultime manifestazioni ha convinto molti manifestanti a rimanere a casa.
  
Regno Unito, Partito laburista "pronto a tutto" per costringere premier May a far votare il parlamento sulla Brexit
Londra, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Il leader del Partito laburista britannico, Jeremy Corbyn, intende "fare di tutto" per costringere il governo guidato dal primo ministro Theresa May ed il suo Partito conservatore a smettere di perder tempo ed a sottoporre al voto del Parlamento l'accordo con l'Ue sulla Brexit. Lo riferisce oggi il quotidiano britannico "The Guardian", citando "autorevoli fonti" dell'opposizione laburista. Il giornale riporta che ieri ieri giovedì 13 il portavoce della premier May, parlando dell'obbligo di far votare al Parlamento l'accordo sulla Brexit siglato il 25 novembre scorso con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ha confermato come per il governo "non ci sarà alcun voto significativo prima di Natale". La premier May, ricorda il "Guardian", in questo momento è a Bruxelles nel tentativo di ottenere dal vertice dei colleghi Ue concessioni che la aiutino a convincere il riottoso Parlamento britannico a ratificare quell'accordo: i Laburisti, spiega il giornale, temono appunto che il governo ed i Partito conservatore utilizzino queste trattative "all'ultimo minuto" per rinviare quanto è più possibile il verdetto parlamentare, che allo stato attuale delle cose sarebbe una sonora bocciatura. "Non si può più tergiversare e non ci deve essere alcun ulteriore rinvio", ha detto Jeremy Corbyn, riferendosi al rinvio del voto parlamentare deciso lunedì scorso dalla May a poche ore dalla votazione che era stata messa in calendario a Westminster l'11 dicembre: "I conservatori non possono perdere altro tempo", ha aggiunto il leader laburista, "perché i nostri concittadini e la nostra economia hanno bisogno di certezze". I Laburisti, scrive il "Guardian", sperano che la prevedibile bocciatura in parlamento dell'accordo sulla Brexit sia una spallata per far cadere il governo, aprendo la strada a elezioni anticipate che contano di vincere proprio grazie al caos politico in cui i rivali del Partito conservatore hanno gettato il Regno Unito. Intanto, la premier May è stata letteralmente che hanno respinto la sua richiesta di fare ulteriori concessioni per aiutarla a far passare in parlamento l'accordo sulla Brexit. Ne parla il "Times" che riporta l'esito degli incontri avuti dalla May nella serata di ieri 13 dicembre, a margine del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Sono stati i leader di Francia ed Irlanda a guidare l'opposizione europea al compromesso cercato dal primo ministro Theresa May, che chiedeva "assicurazioni politiche e legali" per non intrappolare il Regno Unito, dopo la Brexit, in un legame a tempo indeterminato sulla questione dello status futuro della frontiera tra l'Irlanda del Nord britannica e la Repubblica d'Irlanda; si tratta, ricorda il giornale, del punto di maggior frizione dell'accordo sulla Brexit, a cui nel Parlamento britanico si oppongono sia l'ala più euroscettica del Partito conservatore, i cosiddetti "Brexiters", sia il piccolo Partito democratico unionista (Dup), i cui dieci deputati a Westminister costituiscono la stampella vitale a cui si appoggia il governo May privo di una sua autonoma maggioranza parlamentare.
  
Spagna, novemila agenti blinderanno la Catalogna per Consiglio dei ministri del 21 dicembre a Barcellona
Madrid, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Più di 9.000 agenti - appartenenti ai corpi della Polizia nazionale, della Guardia civil, della Municipale e dei Mossos d’Esquadra - saranno dispiegati in Catalogna per garantire l’ordine pubblico in vista del Consiglio dei ministri che si terrà venerdì 21 dicembre, in via eccezionale, a Barcellona. Lo rende noto il quotidiano spagnolo “El Pais”, spiegando che il dispositivo di sicurezza, al momento ancora in fase di elaborazione, prevede un invio massiccio di uomini nell’autonomia per arginare le numerose azioni di boicottaggio preannunciate da vari gruppi indipendentisti. Il ministero dell’Interno spagnolo, secondo il giornale, avrebbe già convocato un migliaio di agenti della Polizia e della Guardia civil, che saranno schierati dal 18 al 23 dicembre nel capoluogo catalano. Fonti della polizia hanno riferito che, in occasione del Cdm, 8.000 Mossos, poco meno della metà del totale composto da 16.500 unità, potrebbero incrociare le braccia e mettere così a rischio l'ordine pubblico per via di uno sciopero indetto per chiedere migliori condizioni contrattuali. Il luogo scelto per celebrare la riunione di Gabinetto è la Llotja de Mar, un edificio imponente situato nel centro politico della città. Il giorno del summit la Municipale avrà un ruolo chiave, dal momento che uno dei problemi principali della location è la mobilità, anche in vista delle vacanze di Natale e della vicinanza alle aeree dello shopping. I Mossos avevano suggerito Palazzo Albéniz, sulla montagna di Montjuïc, lontano dal centro, ma il governo centrale ha insistito su Llotja de Mar, per far avvertire ai catalani la forte presenza dello Stato. Gli occhi saranno puntati sui Comitati per la difesa della Repubblica (Cdr) che hanno invitato a "dare battaglia" per impedire lo svolgimento dei lavori. Barcellona, tuttavia, non sarà l’unica sorvegliata speciale. Per il 21 si prevedono infatti proteste e mobilitazioni in tutta la Catalogna, come già avvenuto in occasione della celebrazione dell’anniversario dei 40 anni della Costituzione spagnola
  
Usa, consigliere Sicurezza nazionale Bolton annuncia nuova strategia per l’Africa, punta indice contro Cina e Russia
New York, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha accusato ieri Cina e Russia di ricorrere a “pratiche predatorie”nei confronti dei paesi africani, ostacolando così la crescita e l’emancipazione economica dell'Africa. Cina e Russia “stanno indirizzando deliberatamente e aggressivamente i loro investimenti nella regione per ottenere un vantaggio competitivo sugli Stati Uniti”, ha dichiarato Bolton nel corso di un intervento presso il think tank di Washington Heritage Foundation. A tal proposito, il funzionario ha annunciato il lancio di “Prosper Africa”, una nuova strategia Usa per l’Africa, tesa proprio a contenere l’influenza di Pechino e Mosca nella regione. Bolton ha accusato la Cina, in particolare, di ricorrere a “corruzione, accordi opachi, e l’uso strategico del debito per tenere gli Stati africani ostaggio dei desideri e delle richieste di Pechino”. Gli investimenti cinesi in Africa, ha aggiunto Bolton, sono “infestati dalla corruzione”, e non reggono i criteri etici e ambientali dei programmi statunitensi. Anche la Russia punterebbe, secondo Bolton, ad aumentare la propria influenza in Africa tramite “accordi economici corrotti”; Mosca, ha dichiarato il funzionario, continua a “vendere armi ed energia in cambio di voti alle Nazioni Unite”. Nel contesto dell’iniziativa “Prosper Africa”, l’amministrazione del presidente Usa Donald Trump promuoverà un aumento degli investimenti statunitensi nel Continente africano, e sosterà la crescita della classe media africana e il miglioramento delle condizioni dell’attività imprenditoriale in quella regione. “Incoraggeremo i leader africani a scegliere progetti di investimento stranieri di alta qualità, trasparenti, inclusivi e sostenibili”, ha dichiarato Bolton. Lo scorso ottobre Trump ha firmato un provvedimento per la creazione di una agenzia per lo sviluppo internazionale da 60 miliardi di dollari, una misura apparentemente destinata a contenere l’espansione dell’influenza cinese tramite i progetti legati alla nuova Via della seta.
  
Usa, “Wsj”, inchiesta sui fondi spesi dal comitato inaugurale di Trump
New York, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - I procuratori federali di Manhattan stanno indagando per chiarire se il comitato inaugurale del presidente Donald Trump del 2017 abbia utilizzato in modo non corretto parte dei 107 milioni di dollari (un record) raccolti dalle donazioni, hanno riferito al “Wall Street Journal” persone al corrente della questione. L’indagine dell'ufficio del procuratore degli Stati Uniti di Manhattan, che è nelle sue fasi iniziali, sta anche esaminando se alcuni dei principali donatori del comitato hanno dato denaro in cambio di favori da parte dell'amministrazione Trump, di concessioni politiche o per influenzare le decisioni. Concedere denaro in cambio di favori politici significa violare le leggi federali anticorruzione. Trasferire fondi da un’organizzazione registrata come non profit è un’altra violazione della legge federale. L'indagine si fonda in parte su materiali sequestrati all'ex avvocato di Trump Michael Cohen, condannato a tre anni di reclusione per diversi atti corruttivi. In particolare, ad aprile nelle perquisizioni della casa, l'ufficio e la camera d'albergo di Cohen, agenti del Federal Bureau of Investigation, hanno ottenuto una conversazione registrata tra Cohen e Stephanie Winston Wolkoff, ex consigliere di Melania Trump, che ha lavorato agli eventi inaugurali. Nella registrazione, la Wolkoff ha espresso preoccupazione su come il comitato inaugurale stava spendendo il denaro raccolto, secondo una persona che ha familiarità con l'inchiesta di Cohen. La registrazione è ora nelle mani dei procuratori federali a Manhattan.
  
Brasile, Tribunale federale ordina l’arresto di Cesare Battisti "in vista di un'eventuale estradizione" in Italia
Madrid, 14 dic 11:10 - (Agenzia Nova) - Il Supremo tribunale federale del Brasile (Stf) ha ordinato ieri, 13 dicembre, l'arresto dell'ex militante di sinistra Cesare Battisti "per evitare il rischio di fuga in vista di una eventuale estradizione" in Italia. Lo rende noto il quotidiano spagnolo “El Pais”, precisando che a disporre la cattura dell'ex terrorista, con un provvedimento immediatamente esecutivo, è stato il magistrato Luiz Fux. La giustizia italiana ha condannato Battisti all’ergastolo per quattro omicidi commessi negli anni ’70, quando militava nel gruppo Proletari armati per il comunismo (Pac), affiliato alle Brigate Rosse. Nel 2010, Luiz Inácio Lula da Silva, nel suo ultimo giorno da presidente del Brasile, pose il veto sulla sua consegna alle autorità di Roma. Tuttavia, durante l'ultima campagna elettorale, il candidato dell’estrema destra Jair Bolsonaro, oggi presidente designato del Brasile, aveva promesso che, in caso di vittoria, avrebbe estradato Battisti. Ora è passato dalle parole ai fatti. In una dichiarazione rilasciata all'inizio di novembre, il fuggitivo italiano si era detto fiducioso nei riguardi delle "democratiche istituzioni brasiliane". Diversi anni fa, invece, in un colloquio con un giornalista della rivista francese Paris Match, aveva dichiarato che avrebbe preferito il suicidio all'estradizione. " Ho sempre pensato che il suicidio sia una decisione assurda, non l'ho mai considerato come un atto di coraggio, ma ora credo che sia una possibilità da valutare. Non voglio lasciare agli altri la facoltà di decidere sulla mia morte", aveva detto.