Finestra sul Mondo
31.07.2017 - 11:01
   
Macron sostituisce Merkel come spina nel fianco dell’Italia
Londra, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - Quella passata è stata una settimana “torrida” per i rapporti tra l’Italia e la Francia, osserva il corrispondente da Roma del “Financial Times”, James Politi: il presidente francese, Emmanuel Macron, prima ha incontrato il presidente statunitense, Donald Trump, a Parigi nel giorno della Presa della Bastiglia, proponendosi come il collegamento chiave tra gli Stati Uniti e l’Europa; poi ha organizzato un vertice coi leader della Libia, un’iniziativa percepita come una minaccia al tradizionale ruolo diplomatico italiano nel paese nordafricano; infine, ha deciso di nazionalizzare i cantieri navali Stx per impedirne l’acquisizione da parte del gruppo italiano Fincantieri. Dalla crisi finanziaria l’Italia coltiva un risentimento verso la Germania, per le sue pressioni a favore di politiche di austerità e regole bancarie severe; a due mesi dalla sua elezione, il leader dell’Eliseo è riuscito a sostituire la cancelliera tedesca, Angela Merkel, come “spina nel fianco” dell’Italia. La delusione dipende in parte dall’eccesso di aspettative: la vittoria di Macron è stata accolta come un’opportunità per rafforzare l’integrazione europea dall’Italia, un paese tradizionalmente europeista ma alle prese, a pochi mesi dalle elezioni politiche, con la crescita di forze populiste ed euroscettiche come il Movimento 5 stelle e la Lega Nord. “Invece di un nuovo Schuman siamo di fronte a un piccolo De Gaulle”, ha commentato il parlamentare europeo del Partito democratico Nicola Danti, mentre una vignetta del “Corriere della sera” ha raffigurato Emmanuel Macron come Zinedine Zidane, con riferimento alla testata del campione francese contro Marco Materazzi nella finale dei Mondiali di calcio del 2006, e l’ex direttore del giornale Ferruccio De Bortoli ha definito il suo un atteggiamento da “bullo” che colpisce i deboli per sembrare più forte in Europea. Macron ha cercato di aggiustare le cose con una telefonata al presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e l’accenno di una possibile visita a Roma; domani nella capitale italiana arriverà il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, per cercare di negoziare un compromesso su Stx. Il danno, tuttavia, è stato fatto: Macron ha toccato nervi sensibili nella politica italiana. La nazionalizzazione dei cantieri è un segno di sfiducia nella proprietà italiana e contrasta con l’idea di apertura agli investimenti; è stata particolarmente umiliante perché gli investitori francesi hanno comprato diversi importanti asset italiani negli ultimi anni, senza obiezioni da parte del governo, basti pensare alla vittoriosa battaglia di Vivendi per il controllo di Telecom Italia. Sulla Libia l’Italia si sente messa a margine sul proprio terreno diplomatico; a ciò si aggiunge la scarsa disponibilità della Francia ad alleggerire il peso italiano della gestione dell’immigrazione. Nell’interpretazione di Macron è probabile che l’integrazione europea continui a passare per l’asse franco-tedesco più che per una maggiore collaborazione con altri paesi membri, tra i quali l’Italia. Ciò potrebbe anche portare vantaggi a Roma, soprattutto se Parigi otterrà da Berlino concessioni sulla riforma dell’area dell’euro. Tuttavia, nella capitale italiana cresce il timore per il rischio dell’isolamento.
  
Francia-Italia, Cantieri Stx: riemerge l'idea di una "Airbus navale"
Parigi, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - Atteso a pié fermo in Italia domani martedì 1° agosto, il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, intende mettere sul tavolo una proposta ambiziosa: l'alleanza tra i cantieri Stx France di Saint Nazaire e Fincantieri nel civile (navi da crociera), ma anche nel settore navale della difesa. Lo riferisce il quotidiano francese "Le Figaro", secondo cui il governo di Parigi pensa così di far sbollire l'ira degli italiani per la clamorosa decisione di nazionalizzare temporaneamente Stx France dopo il mancato accordo sulla composizione dell'azionariato dei cantieri di Saint Nazaire: Le Maire ha presentato questa proposta come "un gesto di apertura da parte del presidente" francese Emmanuel Macron in un'intervista televisiva al "Journal du Dimanche" sulla rete "Europe 1": l'idea sarebbe in sostanza di "esaminare" la possibilità che Francia ed Italia uniscano le forze nel settore della costruzione di unità navali militari di superficie (fregate e portaerei) per edificare un "grande campione dell'industria navale europea". Un tale scenario, scrive il "Figaro", permetterebbe alla Francia di prendere due piccioni con una fava: proteggere i propri interessi strategici nei cantieri di Saint Nazaire, gli unici nel paese in grado di realizzare i grandi scafi delle portaerei; ed offrire all'Europa un embrione di polo navale civile e militare franco-italiano a cui, sull'esempio di Airbus nell'aeronautica, in futuro si potrebbero aggiungere altri grandi paesi europei. Pietra angolare di un tale progetto è la società statale francese Naval Group (ex Dcns) proprietaria dei cantieri navali militari di Brest, Cherbourg e Toulon; condizione essenziale, secondo il governo di Parigi, è che Naval Group entri nel capitale di Stx France su un piede di parità con i soci italiani di Fincantieri. L'idea però non è nuova, ricorda il "Figaro"; e sebbene tutti in Europa si rendano conto dello svantaggio rappresentato, di fronte ai giganti anglo-sassoni del settore, dalla frammentazione delle imprese europee costrette a farsi una guerra fratricida per accaparrarsi le briciole delle grandi commesse internazionali, nessun paese finora è stato disposto a rinunciare al controllo dei propri cantieri navali.
  
Francia, di fronte alle difficoltà ed ai sondaggi critici Macron vuole cambiare metodo
Parigi, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - I segnali non possono ingannare: dopo il brusco calo nei sondaggi ed il caotico debutto dei lavori parlamentari, il neo presidente francese Emmanuel Macron intende riprendere le redini del suo esecutivo e cambiare diversi aspetti del metodo di funzionamento della sua squadra; è questa, secondo il quotidiano conservatore "Le Figaro", la novità politica che accompagnerà i francesi nelle vacanze estive. Nel mirino della "Stagione 2" di Macron c'è innanzitutto la modestissima figura rimediata all'Assembea Nazionale dal suo partito La République en Marche (Lrem, "La Repubblica in Marcia"; ndr): nonostante Lrem disponga infatti di una maggioranza schiacciante, l'inesperienza della maggior parte dei suoi deputati ha dato vita ad una cacofonia di voci quando il governo ha presentato le sue prime riforme, fino a cader spesso vittima delle trappole procedurali architettate dalle opposizioni di destra e di sinistra. Il risultato è che il presidente ha deciso di modificare il calendario legislativo, rinviando all'autunno la tanto annunciata legge sul "diritto all'errore" dei cittadini nei confronti del fisco. Un alto grattacapo per Macron è costituito dal partito stesso, che in meno di un anno di vita ha raccolto circa 370 mila iscritti: mossi da motivazioni e da aspirazioni assai disparate, dopo la lunghissima campagna elettorale sono stati sostanzialmente abbandonati a sé stessi; a dimostrazione del malcontento che serpeggia nella base, un folto gruppo di collettivi di base si è persino rivolto alla magistratura per invalidare il voto online che dovrebbe approvare il nuovo statuto del partito. Alla revisione in corso non sfugge neppure i governo stesso e Macron ha spronato i suoi ministri ad una maggiore chiarezza nei testi legislativi, per "farsi capire dai cittadini" e "dare un senso alle decisioni"; a tale scopo, li ha caldamente invitati ad evitare di adagiarsi nel confortevole sostegno offerto dai tecnici dei ministeri: sorprendente evoluzione, commenta il "Figaro", di un uomo che proprio nella tecnostruttura ha percorso tutta la sua precedente carriera. Il cambiamento più visibile comunque, almeno nell'immediato, sarà nella comunicazione: bando alle immagini forti ed agli annunci solo simbolici, avanti con le spiegazioni articolate sull'azione di governo. L'esempio negativo che Macron indica è il modo con cui il ministro del Bilancio, Gérald Darmanin, ha annunciato i tagli alla spesa pubblica elencandoli brutalmente senza neppure un minimo di concertazione con i ministri interessati. Il nuovo leit-motiv del governo Macron, conclude il "Figaro", si riassume in una frase che il presidente in questi giorni ama ripetere: "Se quello che facciamo non va, ricordiamoci che non è scolpito nel marmo".
  
Berlino e Parigi per una “autonomia strategica” nella politica della Difesa
Berlino, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - La Germania e la Francia si impegnano a garantire che l’Unione europea raggiunga una “autonomia strategica” nella definizione delle proprie politiche della Difesa. L'obiettivo è stato formulato dai due Paesi in una proposta congiunta per lo sviluppo della “cooperazione strutturata permanente”, accettata dal Consiglio europeo in linea di principio già nel mese di giugno. Secondo la “Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung” (Fas), tale proposta è stata trasmessa anche agli altri paesi dell’Unione europea. Nel documento viene descritta una “visione a lungo termine” che vede le Forze armate europee esercitare compiti militari “in aggiunta alla Nato, che continuerà ad essere la pietra angolare della difesa collettiva dei suoi membri”. La proposta franco-tedesca è il risultato del recente Consiglio di Difesa dei due Paesi tenutosi a metà del mese scorso. I governi si impegnano a destinare alla Difesa circa il 2 per cento del Pil. Inoltre gli Stati dovrebbero sottoporsi a una revisione annuale della loro pianificazione delle forze da parte dell’Agenzia europea per la Difesa, che andrebbe notevolmente estesa nelle sue funzioni e disponibilità. I paesi dell'Ue dovrebbero mantenere le forze pronte a intraprendere missioni congiunte e aumentare la loro interoperabilità. Dovrebbero anche assicurare decisioni politiche rapide sul trasferimento delle forze. Questo potrebbe influenzare “la revisione del processo decisionale nazionale”, sostiene il quotidiano. In Germania, la legge sulla partecipazione è parlamentare. Il capo della politica estera della Ue, Federica Mogherini, avanzerà una proposta concreta su queste questioni entro la fine di settembre. Dopo di che, gli Stati avranno tre mesi di tempo per decidere circa la loro partecipazione. Come ha riferito la "Fas", il governo federale tedesco prevede un voto positivo da parte di 20-25 Stati membri. Appare incerta la partecipazione della Polonia, anche se gli altri paesi del gruppo di Visegrad paiono determinati a farlo.
  
Germania, nuove richieste di espulsioni per i rifugiati violenti dopo gli ultimi attacchi mortali
Berlino, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - Dopo l’attacco ad un supermercato di Amburgo messo in atto da un 26 enne palestinese noto islamista, nato negli Emirati Arabi Uniti, che ha ucciso un 50 enne e ferito altre 7 persone, si fa più forte in Germania la richiesta di espulsione per i richiedenti asilo pericolosi. L'attenzione torna inoltre a posarsi sul lavoro delle forze dell'ordine, che ancora una volta non sono state in grado di prevenire gli atti violenti di soggetti già noti per la loro pericolosità e il loro profilo ideologico radicale. Richieste di chiarimento sono state avanzate a questo proposito dal senatore socialdemocratico Andy Grote. Il segretario generale dell’Unione cristiano sociale (Csu), Andreas Scheuer, ha detto alla “Bild am Sonntag” che “i circoli viziosi procedurali devono essere superati. Se un radicalizzato è noto, deve essere messo fuori gioco e fermato prima che commetta atti di quel tipo”. L’esperto socialdemocratico (Spd) di politica interna Burkhard Lischka così si è espresso al riguardo: “Anche se le circostanze concrete non sono ancora chiare, si pone la questione del perché l’uomo non fosse in stato di detenzione”. Lischka ha aggiunto che “va posta in essere una maggiore pressione economica sui quei paesi non cooperativi che non consentono il rimpatrio dei loro cittadini pericolosi”. L’esperto di politica interna dell’Unione cristiano democratica (Cdu), Armin Schuster, ha richiesto maggiore impegno per i rimpatri da parte del governo. Da sabato scorso è in vigore la nuova legge sulla politica degli espatri. Ai potenziali aggressori potrà essere applicata una cavigliera elettronica. Il 26 enne che venerdì pomeriggio aveva attaccato con un coltello i clienti di un supermercato del quartiere Barmbek di Amburgo era arrivato in Germania nel 2015, come rifugiato. Prima era stato in Norvegia, Svezia e Spagna. Gli era già stato notificato il rifiuto della domanda di asilo, e non aveva presentato ricorso. Il cancelliere Angela Merkel (Cdu) ha dichiarato: “L’atto di violenza deve essere e sarà chiarito”. Merkel ha poi manifestato la propria solidarietà alle vittime e ha ringraziato quanti hanno fermato l’aggressore prima dell’arrivo della polizia, ricordando che tra costoro c'erano "diversi immigrati". Domenica, però, la Germania ha dovuto fare immediatamente i conti con un altro gravissimo episodio di violenza: un immigrato iracheno ha aperto il fuoco con un'arma automatica in una discoteca di Costanza, uccidendo una persona e ferendone altre tre prima di essere a sua volta ucciso dalla Polizia. All'indomani dell'episodio, le autorità sostengono però che non si sia trattato di un atto di terrorismo.
  
Regno Unito, Fox nega un accordo nel governo sull’immigrazione nella fase di transizione della Brexit
Londra, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - Il segretario al Commercio internazionale del Regno Unito, Liam Fox, in un’intervista al settimanale “The Sunday Times”, ha negato che l’esecutivo sia giunto a un accordo sulla libertà di circolazione nel periodo di transizione successivo all’uscita dall’Unione Europea. “Se ci sono state discussioni sull’argomento, io non vi ho partecipato (…) né ho dato il mio consenso a qualcosa del genere”, ha dichiarato il ministro, per il quale un assetto di questo tipo sarebbe in contrasto col risultato del voto referendario dell’anno scorso sull’appartenenza all’Ue. “Siamo stati chiari sul fatto che il controllo delle nostre frontiere fosse uno degli elementi che volevamo sottoporre a referendum e una libertà di circolazione non regolata mi sembrerebbe non fedele a quella decisione”, ha spiegato. Fox ha poi aggiunto: “Sono lieto di discutere qualsiasi accordo di transizione o di implementazione, ma deve esserci un accordo nel governo. Non può essere fatto da un individuo o da un gruppo all’interno del governo”. Il riferimento era chiaramente al cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, favorevole a una soluzione “morbida”, per il quale le relazioni con l’Ue potrebbero restare invariate per un periodo che potrebbe durare anche tre anni dopo la Brexit. Il titolare del Tesoro, inoltre, ha sottolineato che la Gran Bretagna resterà “un paese con un modello sociale, economico e culturale riconoscibilmente europeo” dopo l’uscita dall’Ue, escludendo la trasformazione in un paradiso fiscale.
  
Spagna, un arresto per terrorismo ogni cinque giorni e mezzo
Madrid, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - "In Spagna non ci sono attentati perché li arrestiamo prima", diceva "off the records" un alto funzionario del ministero dell'Interno. Il riferimento, spiega il quotidiano "Abc", è al modello adottato da Madrid che permette alla polizia di arrestare i sospetti di jihad "al minimo indizio": in media, nel 2016, finiva in manette un individuo ogni cinque giorni e mezzo. Risultato possibile anche grazie "alla complicità imprescindibile di giudici e procuratori", per cui "pianificare attentati ma anche condividere video di decapitazioni o di esaltazione del Daesh non sono gratis". Nelle carceri spagnole, ad oggi, scontano pene 153 persone accusate a vario titolo di fatti collegati con il terrorismo, proselitismo o fanatismo jihadista. In totale, sono 21 in più di quelli reclusi nel 2016. Sommati ai 117 in attesa di giudizio, si arriva a un totale di 270 carcerati, una popolazione carceraria che supera i 109 del Regno Unito censiti a luglio dalla "Bbc" e paragonabile a quella francese. Ma con il 30 per cento in meno di abitanti e con una pressione del terrorismo considerevolmente maggiore, sottolinea "Abc". La testata vede poi nel numero di conferme che i giudici hanno fatto delle accuse - 15 su 16 nel corso del 2017 - un indizio sul fatto che "non sia facile scappare alla giustizia. Era stata la stessa procuratrice nazionale antiterrosimo Dolores Delgado a spiegare come avesse imposto ai suoi uffici "un enorme sforzo di sensibilizzazione e apprendimento" di nuove forme di" minacce liquide", veicolate sui social network. Ma sostanziale, ricorda la testata, è la riforma del Codice penale del 2015, che ha aperto nuove fattispecie criminali legate al fenomeno, tutte giocate su concetti come indottrinamento e preparazione degli attentati.
  
Usa-Russia, Mosca reagisce alle nuove sanzioni espellendo 755 funzionari Usa
New York, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato domenica che la missione diplomatica Usa nel suo paese dovrà ridurre il proprio personale di 755 dipendenti. L'espulsione dei funzionari Usa, che si concretizzerà entro il mese di settembre, è la dura risposta di Mosca alle nuove sanzioni contro la Russia approvate dal Congresso degli Stati Uniti. "Abbiamo atteso a lungo che (nelle relazioni Usa-Russia, ndr) qualcosa cambiasse per il meglio. Speravamo che la situazione potesse in qualche modo cambiare", ha spiegato Putin ieri, nel corso di una intervista concessa al canale televisivo di Stato Rossiya 1. "A giudicare dallo stato generale delle cose, un cambiamento, se ci sarà, non avverrà a breve". Putin ha spiegato che la reazione di Mosca alle nuove sanzioni Usa punta a causare disagi reali al lavoro diplomatico di Washington in Russia. "Oltre mille persone - diplomatici e personale tecnico - lavoravano e continuano a lavorare in Russia. 755 tra essi dovranno cessare le loro attività", ha dichiarato il presidente russo, riferendosi alla missione diplomatica statunitense nel paese. la decisione di Mosca, ricorda il "New York Times", è la più grave nel suo genere da quella intrapresa dall'Unione Sovietica nel 1986. Per il momento, il dipartimento di Stato Usa si è limitato a definire la decisione di Mosca "deplorevole": "Stiamo valutando l'impatto delle limitazioni e la risposta adeguata", recita un comunicato ufficiale del dipartimento. Frattanto, la "Washington Post" esulta: l'approvazione delle sanzioni da parte del Congresso, che ha anche limitato il potere del presidente Donald Trump di allentare autonomamente il regime sanzionatorio, e la risposta di Mosca provano che sul fronte delle relazioni con Mosca il presidente ha "le mani legate", e continuerà ad averle "ancora a lungo". Il "New York Times", invece, dà per scontata la presunta "collusione" tra Trump e la Russia,commentando che "la scommessa di Putin su Trump si è rivelata un boomerang".
  
Asia Orientale, gli Usa flettono i muscoli in risposta all'ultimo test balistico nordcoreano
Washington, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti hanno risposto domenica all'ultimo test balistico della Corea del Nord esibendo la propria potenza militare nella regione dell'Asia-Pacifico. Due bombardieri strategici supersonici Rockwell B-1B hanno sorvolato la Penisola coreana ieri, nell'ambito di una esercitazione congiunta statunitense con Giappone e Corea del Sud. Le Forze Usa del Pacifico hanno anche effettuato con successo un test del sistema di difesa missilistico Thaad (Terminal High-Altitude Area Defense, ndr), recentemente schierato dagli Stati Uniti sul territorio sudcoreano; il sistema ha intercettato con successo un missile balistico a medio raggio lanciato da una base in Alaska. Il test balistico nordcoreano ha messo in chiaro che per gli Usa il tempo stringe: il missile lanciato da Pyongyang, caduto a pochi chilometri dalla costa giapponese dell'Hokkaido, proverebbe che il regime asiatico è in grado di colpire la quasi totalità del territorio statunitense, potenzialmente sino a Washington o New York. le ultime valutazioni dell'intelligence Usa, inoltre, smentiscono quelle più rassicuranti formulate sino a pochi mesi fa, e ipotizzano che la Corea del Nord possa conseguire la tecnologia necessaria a miniaturizzare le testate nucleari e installarle sui missili balistici già il prossimo anno. Il presidente Usa, Donald Trump, ha espresso esasperazione nei confronti della Cina sul proprio profilo Twitter: "I nostri schiocchi leader hanno consentito ai cinesi di guadagnare centinaia di miliardi di dollari tramite il commercio, ma ora la Cina non fa nulla per noi con la Corea del Nord, ad eccezione delle parole. Non lasceremo che le cose continuino in questo modo, la Cina volendo potrebbe risolvere facilmente il problema", ha scritto il presidente, riferendosi agli interscambi commerciali tra la prima economia Asiatica e il regime nordcoreano, che di fatto garantiscono a quest'ultimo la sopravvivenza. Sempre ieri, l'ambasciatore Usa alle nazioni Unite, Nikki Haley, ha fatto eco alle parole di Trump. Gli Usa non intendono presentare una nuova risoluzione al consiglio di sicurezza, ha spiegato, perché questa linea d'azione si scontrerebbe col rifiuto di Pechino di esercitare pressioni sul dittatore nordcoreano, Kim Jong Un. "La Cina deve decidere se sia finalmente disposta a intraprendere questo passo vitale. Il tempo per le parole è scaduto", ha avvertito Haley. La stampa Usa sottolinea come il governo Usa abbia a disposizione pochissime soluzioni percorribili: "Kim Jong Un non negozierà in buona fede", sostiene Cliff Kupchan, presidente del think tank Eurasia Group, intervistato dalla "Washington Post". "Ritiene l'acquisizione di un deterrente nucleare come un fattore critico per la sicurezza del suo paese". Secondo Kupchan, "gli Usa si trovano di fronte a un bivio: accettare la Corea del Nord nel club degli Stati nucleari, o condurre un'azione militare che causerebbe un numero enorme di vittime civili".
  
Venezuela, il governo celebra il successo della Costituente nonostante gli scontri nelle strade
Madrid, 31 lug 11:01 - (Agenzia Nova) - L'immagine più dura, purtroppo non inedita, è quella delle violenze: non meno di dieci morti negli scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti. Poi c'è un'altra immagine, emblematica di un paese la cui guida è sempre più instabile: presentatosi al seggio per eleggere il rappresentante dell'Assemblea costituente - appuntamento contestato dalle opposizioni e da quasi tutta la comunità internazionale -, il presidente venezuelano Nicolas Maduro si è misurato con il dispositivo elettronico che controllava il suo documento. "La persona non esiste o il documento è stato annullato", è stato il responso del display, malamente coperto dalle parole dello stesso Maduro, ma immortalato in un video che i media internazionali citano generosamente. Le autorità elettorali rivendicano il grande successo del voto, con un'affluenza che raggiunge gli 8 milioni di elettori: il 41,43 per cento degli aventi diritto. Un numero lontano dalle promesse trionfalistiche fatte dal governo alla vigilia ma comunque superiore ai 7,5 milioni di voti che le opposizioni dicono di aver contato due settimane fa, chiamando il popolo proprio a dire di no a questo nuovo processo costituente. Le stesse opposizioni che riducono il dato di affluenza a un semplice 12 per cento, mentre l'agenzia indipendente Torino Group, a caldo, ha contato 3,6 milioni di voti, un 18,5 per cento più in linea con i sondaggi della vigilia. Ad ogni modo la nuova Assemblea costituente si installerà "entro 72 ore", assicura uno dei leader del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv), Diosdado Cabello. Come prevedibile, nella nuova assemblea entrano tanto l'ex ministro degli Esteri Delcy Rodriguez quanto la moglie di Madur, Cilia Flores, da molti considerata come tra le più influenti ispiratrici dell'azione presidenziale. L'organo nasce per riscrivere la Carta ma al momento le preoccupazioni sembrano altre. Ancora non è chiaro se questa Assemblea, con un metodo di elezione che secondo gli avversari di Maduro stravolge i principi di rappresentatività in favore delle esigenze del governo, prenderà o meno il posto del Parlamento. Il quotidiano spagnolo "El Pais" non ha dubbi: la "nuova Assemblea costituzionale smantella la Camera eletta nel 2015", controllata dalle opposizioni ma non riconosciuta dal governo. Il quotidiano "El Mundo" prova a disegnare gli scenari operativi del nuovo organismo e, sentiti diversi pareri sul campo illustra le principali ipotesi di marcia: l'annichilimento delle voci in dissenso, prima fra tutte quella della procuratrice generale Luisa Ortega, chavista convinta ma apertamente critica nei confronti di Maduro. E una radicalizzazione del processo "rivoluzionario", con forzature nel bilancio pubblico che permetterebbero a Caracas ulteriori "pericolosi" indebitamenti, la nazionalizzazione di banche o delle imprese petrolifere a capitale misto. Nell'immediato, Maduro lancia la sfida alle opposizioni: celebrato il "successo" del voto, si apra un nuovo dialogo nazionale, ha detto il Capo di Stato, nelle ore però in cui la Mesa de Unidad democratica (Mud), stilava un nuovo calendario di proteste e scioperi nel paese. La comunità internazionale aveva ripetutamente avvertito della necessità di non aprire le urne. Maduro non ha però fatto passi indietro e Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Panama, Spagna, Stati Uniti, Messico, Perù e Paraguay hanno fatto sapere che non intendono riconoscere i risultati, mentre Washington si prepara a nuove sanzioni nei confronti di Caracas. La questione tornerà sul tavolo dei ministri degli Esteri regionali convocati dal governo peruviano per l'8 agosto a Lima.