Finestra sul Mondo
30.04.2020 - 11:30
 
 
  
Italia, “Die Zeit”, irresponsabilità organizzata in gestione pandemia di coronavirus
Berlino, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Aiutare l'Italia gravemente colpita dal coronavirus “è giusto”, ma ci si deve chiedere come il paese abbia gestito la pandemia quando è scoppiata. È quanto afferma il settimanale tedesco “Die Zeit”, secondo cui tale domanda è “tanto delicato quanto necessario”. La risposta è “un lungo elenco di errori e omissioni”, che in Italia compongono il quadro di “un'irresponsabilità organizzata” nella risposta all'emergenza. Ora che “il peggio pare essere passato, gli italiani si chiedono come sia stata possibile”. Per esempio, in Lombardia il Sars-Cov2 ha causato oltre 12.700 vittime. È, inoltre, “abbastanza ovvio che qualcosa deve essere andato storto se a oggi 150 medici sono deceduti per il coronavirus e si contano circa 20 infetti tra il personale ospedaliero”. Questi cifre da sole mostrano come “cloro che combattono la malattia non sono stati adeguatamente protetti”. Per “Die Zeit”, ciò non può essere spiegato soltanto dall'inaspettato disastro naturale. Da anni, le regioni avevano un piano per una pandemia, la Lombardia dal 2010. In tale regione si dava istruzione alle autorità sanitari di accumulare scorte di dispositivi di protezione”. Tuttavia, nota “Die Zeit”, “non è accaduto nulla di tutto ciò”. Allo scoppio della pandemia di coronavirus, “praticamente non vi era un inventario”. Alla diffusione del contagio ha contribuito anche il trasferimento degli infetti nelle case di riposo, data la carenza di letti negli ospedali. Nelle strutture per gli anziani, il Sars-Cov2 ha avuto “conseguenze catastrofiche” e sulla vicenda è in corso un'inchiesta. “L'elenco di errori e omissioni potrebbe continuare”. Apparentemente, molte “decisioni sbagliate con conseguenze fatali “sono state assunte della autorità sanitarie, la cui azione è “strettamente legata alle delibere della politica”. “Die Zeit” prosegue: “Corruzione, cattiva gestione, irresponsabilità. Vi sono molte ragioni per cui gli italiani da molto tempo si chiedono in quali mani ci siamo davvero messi? Sin dallo scoppio della pandemia, lo hanno fatto con rinnovata urgenza”. Nell'Ue, “che giustamente sostiene l'Italia” nella crisi, ci si dovrebbe chiedere “in quali mani finiranno i molti miliardi” di euro di aiuti decisi dall'Eurogruppo e dal Consiglio europeo. La domanda non è “né maliziosa né saccente”. Si tratta infatti di utilizzare i fondi per il loro scopo, ossia aiutare gli italiani. “Bisogna fare di tutto per rimetterli in piedi, ma tutto significa anche parlare di tutto”, conclude “Die Zeit”.
  
Auto, Germania, il settore chiede premi all'acquisto contro la crisi
Berlino, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Gravemente colpito dalla crisi provocata dalla pandemia di coronavirus e già in difficoltà, il settore automobilistico tedesco chiede al governo federale aiuti di Stato in forma di premi all'acquisto. È quanto riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. A livello sia federale sia statale, diversi politici sono favorevoli a sostenere il comparto dell'automobile in quanto industria strategica. Tuttavia, ci si chiede se gli aiuti debbano essere destinati alle auto alimentate a benzina o diesel o soltanto a quelle elettriche. Sulla questione dei premi all'acquisto, nella serata di ieri 29 aprile avrebbe dovuto tenersi un incontro tra i primi ministri dei Laender dove si concentra la produzione di automobili. Si tratta della Baviera con Markus Soeder, presidente dell'Unione cristiano-sociale (Csu), del Baden-Wuerttemberg con Winfried Kretschmann e della Bassa Sassonia con Stephan Weil. Tuttavia, la riunione è stata rinviata a data da destinarsi. È, invece, previsto per il 5 maggio prossimo un incontro di alto livello tra il governo federale, gli industriali e i sindacati del settore automobilistico. Alla presenza del cancelliere Angela Merkel si discuterà degli aiuti al comparto sulla base degli incentivi alla rottamazione adottati nel 2009 per far fronte alla crisi finanziaria. Nel frattempo, il ministro dell'Economia e dell'Energia tedesco, Peter Altmaier, ha dichiarato che “non dovrebbe esservi un rapido ritorno” a tali aiuti. Sono, infatti, possibili “soluzioni innovative” volte a conciliare la ripresa del settore automobilistico con la protezione del clima riducendo le emissioni inquinanti. Pertanto, si tratta di “sostenere l'industria dell'auto sulla strada di una mobilità più sostenibile” A sua volta, il ministro dell'Ambiente tedesco, Svenja Schulze, si è detta favorevole a nuovi aiuti al comparto automobilistico se il finanziamento si concentrerà su veicoli rispettosi del clima.
  
Francia, Philippe illustra piano di uscita da lockdown a rappresentanti locali
Parigi, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - All'indomani del suo intervento all'Assemblea nazionale, durante il quale ha presentato le misure previste per uscire dal lockdown a partire dall'11 maggio, il primo ministro francese, Edouard Philippe, ha avuto ieri, 29 aprile, un colloquio in videoconferenza con sindaci e rappresentati locali. Ne parla il quotidiano “Le Figaro”, spiegando che il capo del governo adesso deve declinare il progetto a livello locale. “Restano ancora molte cose da sistemare”, affermano fonti interne. “Il tono era abbastanza positivo. I rappresentanti locali capiscono il discorso di verità del primo ministro, preferendolo a un discorso vago”, ha detto il sindaco di Lione, Gerard Collomb. Le domande poste a Philippe hanno riguardato soprattutto la suddivisione tra le future zone verdi, meno colpite dal Covid-19, e le zone rosse, più in difficoltà a causa del virus. La divisione secondo questo criterio stabilirà le modalità con le quali il paese uscirà dal confinamento. Renaud Muselier, presidente delle regioni di Francia, afferma che “la fiducia sta tornando tra governo grazie a questa crisi". Sebbene alcuni sindaci abbiano mantenuto le critiche rivolte all'esecutivo, il tono è cambiato rispetto ai mesi scorsi.
  
Francia, nel primo trimestre Pil in calo del 5,8 per cento
Parigi, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Nel primo trimestre dell'anno il Pil francese ha registrato una contrazione del 5,8 per cento, soprattutto a causa delle restrizioni applicate da metà marzo nell'ambito dell'emergenza coronavirus. Lo riferisce il quotidiano “Le Figaro”, riportando le stime dell'Istituto nazionale delle statistiche e degli studi economici (Insee). La Francia entra così in recessione, dopo il -0,1 per cento dell'ultimo trimestre del 2019. Il crollo “è principalmente legato al blocco delle attività non essenziali nel contesto della messa in atto del confinamento cominciato a metà marzo”, fa sapere l'Insee. Per la Francia è il calo più importante dal 1949, anno in cui sono cominciate le valutazioni trimestrali del Pil. L'Insee sottolinea che gli abbassamenti più importanti del passato si sono registrati nei primi tre mesi del 2009 (-1,6 percento) e nel secondo trimestre del 1968 (-5,3 per cento). Le esportazioni scendono del 6,5 per cento, mentre le importazioni si abbassano del 5,9 per cento. Sebbene non abbia pubblicato previsioni sull'insieme del 2020, l'Insee stima che ogni mese di lockdown riduce il Pil del 3 per cento e la ripresa ”prenderà del tempo”. Il governo, invece, prevede un calo dell'8 per cento del Pil per quest'anno.
  
Regno Unito, coronavirus, Johnson per spegnere speranze di rapida fine quarantena
Londra, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro britannico, Boris Johnson, si prepara a spegnere le speranze di quanti nel Regno Unito sperano in una prossima fine della quarantena per la pandemia di coronavirus e in un rapido ritorno alla vita normale. Lo afferma il quotidiano "The Telegraph", in vista della conferenza stampa che Johnson oggi, la prima da quando è tornato al lavoro dopo un mese di malattia e convalescenza per essere stato ricoverato in terapia intensiva a seguito del contagio da Sars-Cov2. Secondo il "Telegraph", Johnson dirà alla nazione di non attendersi grandi cambiamenti nelle misure di distanziamento sociale adottate per limitare i contagi. Sta, infatti, emergendo un quadro particolarmente allarmante per il Regno Unito. In seguito alla revisione del sistema di analisi dei dati forniti dagli ospedali e dalle case di riposo per anziani, risulta che il paese è dietro soltanto a Spagna e Belgio per tasso di mortalità tra i malati di Covid-19. In otto giorni di aprile, più di mille persone sono morte per il contagio nel Regno Unito. La situazione sarà esaminata nel corso di una riunione di crisi del governo, che il primo ministro presiede questa mattina prima di esporne i risultati nella conferenza stampa nel pomeriggio. Il "Telegraph" nota come già ieri fosse chiaro che la maggior parte dei ministri è favorevole a un approccio estremamente cauto al rilassamento della quarantena. A sua volta, Johnson sembra orientato a contenere la sua naturale esuberanza, proprio a causa della malattia che lo ha portato sull'orlo della morte e anche a seguito della nascita del figlio partorito prematuramente ieri dalla sua compagna, Carrie Symonds.
  
Regno Unito, la Borsa di Londra è in forte rialzo
Londra, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Il mondo si sta rapidamente avvitando in una spirale recessiva a causa della pandemia di coronavirus, ma la City di Londra sembra non accorgersene e alla Borsa tutti gli indici volgono al rialzo. Lo riferisce oggi il quotidiano "The Times". Mentre nel primo trimestre di quest'anno il Pil degli Stati Uniti si è ridotto del 4,8 per cento, registrando il peggior risultato dalla crisi finanziaria globale del 2008, e per l'Eurona gli analisti prevedono una contrazione nel 2020 di oltre il 7 per cento, l'indice Ftse 100 della Borsa di Londra è tornato ieri, 29 aprile, ampiamente in positivo, superando i 6 mila punti e registrando un balzo del 2,6 per cento. Secondo il "Times", alla City gli investitori scommettono sul fatto che la società farmaceutica Gilead Sciences sta compiendo notevoli progressi per un potenziale trattamento del Covid-19. A contribuire al rialzo è pure la forte ripresa dei prezzi del petrolio, che ieri hanno avuto un rimbalzo del 10 per cento per la varietà Brent e del 22 per cento per la varietà West Texas Intermediate (Wti).
  
Spagna, Pil scende del 5,2 per cento nel primo trimestre
Madrid, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - In Spagna la crisi generata dal coronavirus ha già causato una forte contrazione dell'economia nel primo trimestre: il prodotto interno lordo (Pil) è infatti sceso del 5,2 per cento nei primi tre mesi rispetto all'evoluzione dell'ultimo trimestre dell'anno passato. "Questo tasso è inferiore di 5,6 punti rispetto a quello registrato nel quarto trimestre", spiega l'Istituto nazionale di statistica (Ine) nei dati che ha pubblicato oggi e ripresi dalla stampa spagnola. Se si osserva in termini annuali, la caduta è ugualmente significativa e storica: "La variazione del Pil su base annua è del 4,1 per cento, rispetto a 1, 8 per cento rispetto al trimestre precedente", indicano le statistiche. Il calo del Pil riflette l'effetto sull'economia degli ultimi quindici giorni di lockdown di marzo. Le conseguenze della crisi del coronavirus saranno infatti più visibili nel secondo trimestre.
  
Spagna, settori del commercio e del turismo contro il piano di ripartenza del governo
Madrid, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - In ampi strati del tessuto imprenditoriale, in particolare turismo e commercio, c'è grande "delusione e preoccupazione" nei confronti del piano del governo spagnolo per riattivare i settori paralizzati dallo stato di allarme. La sorpresa principale - scrive il quotidiano "La Vanguardia" - è stata quella di non trovare misure aggiuntive a supporto dei settori che andranno ad aprire con pesanti limitazioni. "Disastro" è la parola più ripetuta tra i vari datori di lavoro, mentre cresce la paura che la crisi possa portare ad una massiccia chiusura delle aziende. Particolarmente critiche sono state le compagnie alberghiere e di accoglienza turistica, secondo i quali il documento annunciato dal premier Pedro Sanchez "non fornisce risposte al primo settore economico del paese", uno dei più colpiti dalla crisi causata dal coronavirus e con peggiori prospettive di ripresa a medio termine. Il governo ha presentato il 28 aprile il “Piano per la transizione verso una nuova normalità”, senza fornire date precise per la riapertura di negozi, spiagge o bar, come accade in altri paesi. Il governo spera infatti di raggiungere la "nuova normalità", con limitazioni dovute alla presenza del virus, entro giugno e salvare così l'estate, in un paese in cui il turismo occupa il 12 per cento del Pil. Il governo ha illustrato quattro diverse fasi, durante le quali la riapertura degli esercizi commerciali e di altre attività sarà valutata in base ai progressi nel calo dei contagi e del contenimento dell’epidemia.
  
Usa, giudice federale conferma blocco temporaneo dei flussi migratori
Washington, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Un giudice federale dello Stato Usa dell’Oregon ha giudicato legittimo il decreto esecutivo del presidente Usa, Donald Trump, che ha introdotto un blocco di 60 giorni all’emissione delle Green Card, i permessi di soggiorno permanenti, alla luce dell’emergenza sanitaria in corso negli Stati Uniti. Il provvedimento, inizialmente presentato dallo stesso Trump come una sospensione totale dei flussi migratori in entrata nel paese, è stata in realtà rimodulata, per consentire ad esempio l’ingresso di titolari di permessi di lavoro stagionali necessari a settori come l’agricoltura. Gli avversari del presidente e diverse associazioni pro-immigrazione si sono comunque rivolte alla magistratura federale con l’obiettivo di invalidare il provvedimento. La richiesta è stata respinta dal giudice della Corte d’appello federale del Nono distretto (Oregon), Michael Simon, che pure lo scorso autunno aveva bocciato un decreto presidenziale per il blocco degli ingressi di immigrati non in grado di sostenere autonomamente i costi dell’assistenza sanitaria. Il giudice ha bocciato la posizione dei querelanti, già utilizzata negli ultimi anni per bloccare altri provvedimenti di Trump in materia di immigrazione: secondo i detrattori di Trump, dai provvedimenti del presidente in materia di immigrazione sarebbe possibile desumere una posizione di ostilità ideologica nei confronti dei migranti.
  
Usa, fonti stampa, il governo vuole accelerare la corsa al vaccino anti-Covid
Washington, 30 apr 11:29 - (Agenzia Nova) - Il governo degli Stati Uniti intende spendere centinaia di milioni di dollari per accelerare la corsa al virus per il Covid-19, nella speranza di ottenerlo entro quest'anno. "C'era stata la frustrazione per quanto lentamente i Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) si stessero muovendo alla ricerca del vaccino, e ci sono state discussioni su come bypassare parte della burocrazia e accelerare il processo in modo significativo", ha detto un funzionario della Casa Bianca ad "Axios". L'amministrazione Usa vorrebbe organizzare partenariati pubblico-privato - con i contribuenti che si assumono il rischio - per produrre vaccini su vasta scala prima che siano terminati studi diffusi. Il programma, chiamato informalmente "Operation Warp Speed", riunirà compagnie farmaceutiche private, agenzie governative e militari per cercare di ridurre i tempi di sviluppo di un vaccino di ben otto mesi, secondo la stampa internazionale. L'obiettivo ultimo sarebbe quello di ottenere 100 milioni di dosi disponibili per il pubblico entro la fine di quest'anno, e abbreviare la cronologia dei 12-18 mesi stabilita da Anthony Fauci, leader della task force anti-coronavirus. Una finestra considerata da molti esperti come estremamente ottimista.
 
 
 
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