Finestra sul Mondo
19.04.2019 - 11:04
  
Italia, il caso Siri può far saltare il governo
Vienna, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - I rapporti tra i partiti di maggioranza sono già tesi da tempo mentre si avvicinano le elezioni europee di maggio prossimo, e ora l'iscrizione nel registro degli indagati del sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Armando Siri, “peso massimo della Lega e molto vicino a Matteo Salvini”, rischia di “far saltare il governo”. In questo modo, il quotidiano austriaco “Die Presse” riassume le possibili conseguenze politiche dell'inchiesta della Procura di Palermo che vede coinvolto Siri, indagato per corruzione. L'esponente della Lega “avrebbe incassato 30 mila euro in tangenti per favorire la realizzazione di un parco eolico in Sicilia”. Inoltre, Siri è accusato di “rapporti indiretti con la mafia”, poiché avrebbe ricevuto le tangenti dall'imprenditore Vito Nicastri, noto come “il signore dell'energia eolica”, agli arresti domiciliari per concorso in associazione mafiosa e considerato un confidente del “capo dei capi” di Cosa nostra, il boss latitante Matteo Messina Denaro. All'indagine su Siri, il Movimento 5 Stelle (M5S) ha chiesto le immediate dimissioni del sottosegretario. La Lega ha replicato chiedendo le dimissioni del sindaco di Roma, Virginia Raggi del M5S, per il suo coinvolgimento nello scandalo dei rifiuti da cui è invasa la capitale d'Italia. Inoltre, secondo il partito di Salvini, Raggi avrebbe dimostrato di essere inadatta ad amministrare Roma. A ogni modo, Raggi non è indagata nell'inchiesta della Procura di Roma sull'Ama.
  
Auto, prossimo Ad Daimler intende ridurre costi per 8 miliardi di euro
Berlino, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - L'amministratore delegato designato del conglomerato tedesco Daimler, Ola Kaellenius, intenderebbe ridurre i costi dell'azienda per 8 miliardi di euro, anche tagliando 10 mila posti di lavoro. Secondo quanto riferisce il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, il piano di Kaellenius prevede che, entro il 2021, nella sola Mercedes-Benz i risparmi ammonteranno a sei miliardi di euro, cui si aggiungono altri due miliardi di euro nel settore dei camion. Ai risparmi si dovrebbe affiancare la ristrutturazione del personale, con il taglio di circa 10 mila degli attuali 300 mila posti di lavoro di Daimler. A ogni modo, “i licenziamenti sarebbero esclusi fino al 2029 se Daimler, come previsto assumesse nei prossimi mesi una struttura unificata, con Mercedes, Daimler Truck e Daimler Mobility riunite sotto l'egida di Daimler come holding di gestione”. Infine, dopo lo scandalo Ghosn, Kaellenius intenderebbe porre fine alla cooperazione tra Daimler e Renault-Nissan, “lasciando che si esaurisca lentamente e non chiudendola in modo drastico”. Kaellenius succederà all'attuale amministratore delegato di Daimler, Dieter Zetsche, a maggio prossimo.
  
Francia, dibattito sulla ricostruzione di Notre Dame
Parigi, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - In seguito all’incendio che ha distrutto buona parte della cattedrale di Notre Dame, in Francia è cominciato un acceso dibattito sui lavori di ricostruzione tra chi preferirebbe riportare l’edificio esattamente come era prima e chi, invece, vuole un ammodernamento della struttura. Tutta l’attenzione, spiega il quotidiano francese “Le Figaro”, si concentra sulla guglia, simbolo dell’intera cattedrale, andata distrutta dopo essere stata divorata dalle fiamme. Il premier Edouard Philippe ha annunciato un concorso d’architettura per realizzare una nuova guglia “adatta alle tecniche e alle sfide della nostra epoca”. Mentre la classe politica chiede di non “sfigurare” la cattedrale, la Chiesa cattolica è più preoccupata dalla messa in sicurezza del sito. “Bisogna fare appello alla creatività”, ha detto il ministro della Cultura, Franck Riester, secondo il quale “bisogna ricostruirla identica”. Il ministro degli Affari esteri, Jean-Yves Le Drian, ha nominato il diplomatico Stanislas de Laboulaye responsabile della coordinazione degli aspetti internazionali nella ricostruzione. Un ruolo che prevede l’accompagnamento delle donazioni provenienti dall’estero e dei contatti tra Parigi e le organizzazioni internazionali.
  
Auto, Renault va all’attacco del mercato cinese
Parigi, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - Il costruttore automobilistico francese Renault punta a vendere 550mila automobili in Cina entro il 2022. Lo riferisce il quotidiano francese “Les Echos”, parlando del “piano di battaglia” previsto dal gruppo per imporsi nel mercato cinese. Con il lancio del modello elettrico K-ze Renault muove quindi i primi passi in Cina, scommettendo su un modello molto simile a Kwid, la macchina presentata in India. “Saremo competitivi con la concorrenza cinese in termini di prezzo, ma con la qualità degli standard della Renault”, ha dichiarato François Provost, direttore delle operazioni in Cina. Renault ha deciso tardi di dedicarsi a questa regione, dove il suo partner Nissan domina l’immenso mercato locale. Nel 2013 Renault ha creato a Wuhan un’impresa comune con Dongfeng per assemblare i suoi mezzi che per il momento non sembra aver riscontrato un grande successo. Per sviluppare K-ze il marchio francese si è associato a Nissan e a Dongfeng. Entro la fine del 2019 verrà lanciato un altro modello, mentre Guillame Sicard, direttore commerciale in Cina, ha fatto sapere che verranno proposti altri due modelli nel 2020.
  
Regno Unito, giornalista uccisa in "incidente terroristico" in Irlanda del Nord
Londra, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - S‏i riaffaccia uno dei peggiori incubi del Regno Unito, ossia il terrorismo in Irlanda del Nord, una piaga creduta archiviata con gli accordi del Venerdì Santo del 2006, che posero fine al conflitto tra cattolici indipendentisti e protestanti unionisti. Tale timore è stato risvegliato ieri, 18 aprile, da un "incidente terroristico", così la definizione della polizia, in cui una giornalista, Lyra McKee, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco mentre seguiva i disordini in corso nella città di Londonderry. La donna è stata colpita da un proiettile mentre si trovava accanto a una camionetta della polizia durante una manifestazione convocata per commemorare la rivolta della Pasqua del 1916, l'inizio del processo che diversi anni dopo portò all'indipendenza della Repubblica d'Irlanda dall'impero britannico. L'ala più estrema dei movimenti cattolici repubblicani dell'Irlanda del Nord, l'autoproclamata "Real Ira", nonostante gli accordi di Pasqua, non ha mai deposto le armi e continua a perseguire l'obiettivo di riunificare le regioni settentrionali al resto dell'Irlanda. L'uccisione della giornalista è stata definita "un'insensata perdita" da Michelle O’Neill, la vice leader del Sinn Fein, principale partito dei cattolici dell'Irlanda del Nord: "L'assassinio di questa giovane donna è una tragedia per la sua famiglia, ma è anche un attacco contro tutto il nostro popolo e contro il processo di pace", ha dichiarato O' Neill. La polizia ha aperto un'inchiesta sulla morte di McKee e intende trattare il caso come un "atto di terrorismo".
  
Spagna, Sanchez accetta due dibattiti a quattro su "Rtve" e "Atresmedia"
Madrid, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro uscente e leader del Partito socialista operaio (Psoe), Pedro Sanchez, ha deciso di accettare l'invito a partecipare a due dibattiti a quattro, di cui uno si terrà il 22 aprile su "Rtve" e l'altro il giorno successivo, il 23, su "Atresmedia". Lo scrive il quotidiano spagnolo "El Pais", spiegando che, al termine di una settimana di duri scontri e polemiche, il leader socialista ha corretto il tiro rispetto alla decisione difesa solo ieri di intervenire a un unico confronto sull'emittente pubblica, "Rtve", disertando l'appuntamento sul canale privato. Sanchez, a cui meno di tutti conviene il dibattito, dal momento che i sondaggi lo danno in netto vantaggio sui rivali, aveva chiesto a "Rtve" di fissare il confronto per il 23, in modo da boicottare "Atresmedia". Il presidente dell'emittente, Rosa María Mateo, senza consultare i suoi collaboratori né gli altri partiti politici, aveva quindi diffuso un comunicato in cui acconsentiva alla proposta del Psoe. La notizia aveva però sollevato un mare di polemiche sia all'interno di "Rtve" che fra gli altri tre contendenti con il risultato che il Psoe è poi stato costretto a tornare sui suoi passi.
  
Spagna, "The Economist" invita a votare per Sanchez
Madrid, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - Il settimanale liberale "The Economist" ritiene che, in occasione delle elezioni generali del 28 aprile, gli spagnoli debbano assicurare "la maggioranza per governare" al Partito socialista operaio (Psoe) del primo ministro uscente Pedro Sanchez. Lo scrive il quotidiano "El Pais", sottolineando che, nella sua edizione del 17 aprile, l'influente rivista internazionale di attualità e finanza avverte che "un'ulteriore paralisi politica non farà bene" al Paese. Riconoscendo che "probabilmente i socialisti non avranno i numeri sufficienti", "The Economist" fa poi notare che ci sono diversi "segnali" del fatto che lo "stallo attuale peggiorerà". "Nessuno dei cinque principali partiti politici avrà qualcosa di simile a una maggioranza, quindi le opzioni in campo saranno o formare un altro governo di minoranza e di breve durata o andare a nuove elezioni", prevede il settimanale.
  
Usa, 10 potenziali casi di ostruzione alla giustizia nel rapporto di Mueller
New York, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - Sono dieci i presunti casi di ostruzione alla giustizia analizzati dal procuratore speciale Robert Mueller nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma non sono emerse prove sufficienti per formalizzare un'accusa. E' questo uno dei dettagli emersi dalla pubblicazione completa del rapporto redatto da Mueller sull'indagine “Russiagate”, relativa alle interferenze russe nelle elezioni statunitense e alla presunta collusione della campagna di Trump con Mosca. Il rapporto di Mueller fa riferimento a 10 episodi che, a seconda delle interpretazioni, potrebbero prefigurare tentativi di ostruzione della giustizia da parte del presidente. Il rapporto ammette però che "le prove che abbiamo ottenuto in merito alle azioni e alle intenzioni del presidente presentano questioni difficili, che ci impediscono di determinare in modo definitivo" se le azioni del presidente prefigurino fattispecie di reato. Il procuratore generale William Barr, dopo aver esaminato le informazioni raccolte da Mueller assieme al sostituto procuratore generale Rod Rosenstein, ha concluso che non ci siano elementi sufficienti a incriminare il presidente. Il titolare del dipartimento della Giustizia, insieme al suo vice, ha sottolineato poi in conferenza stampa di non essere d'accordo con alcune delle teorie e valutazioni di Mueller: “Il presidente non ha intrapreso alcuna azione che abbia effettivamente privato il procuratore speciale dei documenti e dei testimoni necessari per completare l'indagine", protrattasi per oltre due anni. Il dipartimento di Giustizia ha sottolineato le tensioni causate al presidente Trump e alal sua amministrazione per via della pressione mediatica scaturita dal “Russiagate”, e delle speculazioni, rivelatesi del tutto infondate, in merito alla sua presunta collusione con la Russia. Barr ha aggiunto che le prove raccolte durante l'inchiesta hanno dimostrato che Trump era "frustrato e irritato dalla convinzione che l'inchiesta stesse minando la sua presidenza, spinta dai suoi avversari politici e alimentata da fughe di notizie illegali". Frustrazione e preoccupazione che emergono anche da un altro dettaglio inserito nel rapporto di 448 pagine, quando Trump, venuto a conoscenza della nomina di Robert Mueller a procuratore speciale per il “Russiagate”, reagì dicendo: "O mio Dio. È terribile. Questa è la fine della mia presidenza. Sono fottuto", si legge nella documentazione raccolta dagli investigatori.
  
Canada-Usa, crescono divisioni su addestramento piloti Boeing 737 Max
New York, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - Sta crescendo la spaccatura tra Stati Uniti e Canada su come garantire la sicurezza degli aerei Boeing 737 Max, dopo che Ottawa ha chiesto un addestramento aggiuntivo per i piloti che potrebbe ritardare il ritorno in servizio dell'aereo coinvolto in due disastri aerei nei mesi scorsi. Il ministro dei Trasporti canadese, Marc Garneau, ha anticipato che il suo governo potrebbe richiedere ai piloti un addestramento aggiuntivo dopo l'introduzione delle modifiche al software del simulatore del 737 Max. Questa eventualità rischia di prolungare i tempi per il ritorno in servizio gli aerei negli Usa e negli altri paesi, secondo funzionari del settore e che seguono la vicenda. Anche la più grande compagnia aerea low cost d'Europa, Ryanair, sta considerando un adeguamento dei piani di addestramento dei piloti per i 737. "Non sarà una questione di tirare fuori un iPad e passarci un'ora", ha detto Garneau, ripreso dal quotidiano statunitense “Wall Street Journal”. "I simulatori sono il modo migliore, da un punto di vista formativo, per andare esattamente a ciò che potrebbe accadere realmente e reagire correttamente", ha aggiunto il ministro. La flotta 737 Max è stata messa a terra dal 13 marzo dopo che tra le ipotesi alla base di due incidenti del 737 Max ci sarebbe anche un possibile difetto nel software di pilotaggio.
  
Libia, per l'Onu le rivalità internazionali spingono verso la guerra
Londra, 19 apr 11:04 - (Agenzia Nova) - Le Nazioni Unite denunciano che in Libia è la rivalità tra le potenze straniere che appoggiano le opposte fazioni in lotta a spingere il paese verso una vera e propria guerra civile. Lo riferisce oggi il quotidiano britannico "Financial Times", che pubblica un'intervista del suo specialista in affari mediorientali, Andrew England, con la vice responsabile della missione dell'Onu in Libia (Unsmil), Stephanie Williams. "Abbiamo indicazioni che ingenti quantità di materiale bellico stanno raggiungendo entrambe le parti in confitto" in Libia, ha detto la funzionaria delle Nazioni Unite. Williams ha aggiunto: "Tutto ciò deve finire perché una escalation e un allargamento del conflitto in Libia rischiano di avere conseguenze umanitarie catastrofiche". Per il "Financial Times", a spingere all'offensiva contro Tripoli il generale Khalifa Haftar sono stati, deliberatamente o meno, i suoi alleati regionali e internazionali: Egitto, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Francia e Russia. Questo sostegno ha convinto il comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico di essere abbastanza forte da poter attaccare Tripoli e tentare di assumere il controllo di tutta la Libia. L'attuale crisi, sottolinea il "Financial Times", ha riportato alla superficie le divergenze in Libia tra la Francia e l'Italia, che appoggia il governo di accordo nazionale libico presieduto da Fayez al Sarraj e riconosciuto dall'Onu. Per Roma, Haftar è un autocrate e un ostacolo alla pace in Libia, nota il "Financial Times". La rivalità tra Francia e Italia in Libia è poi esacerbata dalle pessime relazioni tra il presidente francese Emmanuel Macron ed il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. Per il leader della Lega, "sarebbe estremamente grave se la Francia volesse bloccare, per ragioni economiche e commerciali, l'iniziativa dell'Unione europea per riportare la pace in Libia". A sua volta, la Francia si difende dalle accuse del titolare del Viminale. Al "Financial Times", fonti francesi hanno dichiarato che il governo di Parigi è stato " preso di sorpresa" dall'avanzata di di Haftar verso Tripoli. Lo stesso Macron ha affermato di aver esortato il comandante dell'Esercito nazionale libico, durante un recente incontro a Parigi, a puntare a una soluzione politica della crisi. Haftar avrebbe risposto di "essere determinato ad andare avanti". "Le varie potenze straniere stanno dimostrando solo un sostegno di facciata agli sforzi di pace dell'Onu, ma in realtà pensano di poter trarre beneficio dallo status quo", denuncia al "Financial Times" Mohamed Eljarh, direttore di Lorc Research and Consultancy, società di consulenza libica. Per Eljarh, "la comunità internazionale dovrebbe contribuire alla soluzione della crisi, ma è diventata parte del problema".
 
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