Atlantide
22.07.2017 - 15:28
Analisi
 
Macron mostra i muscoli della Francia perché Merkel li veda
Roma, 22 lug 15:28 - (Agenzia Nova) - di Fabio Squillante - Il Regno Unito ha imboccato ormai con decisione la fatale strada dell’uscita dall’Unione Europea, affrontando peraltro i negoziati con Bruxelles da una posizione di notevole debolezza. La Germania, guidata da Angela Merkel, conta di procedere con giudizio verso una maggiore integrazione europea, frenando le ambizioni della Francia grazie al crescente debito pubblico di Parigi. Il nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, non sembra però disposto a piegarsi a questo schema, e gioca anzi una partita internazionale a tutto campo, senza alcuna soggezione nei confronti dell’alleato tedesco.

Egli si reca in Mali per organizzare cinque paesi del Sahel attorno al dispositivo militare francese, senza nemmeno invitare un rappresentante del governo di Berlino, che pure ha inviato nella regione 800 militari, proprio a sostegno del contingente francese. Prima del vertice del G20 ad Amburgo del 7-8 luglio incontra il presidente russo, Vladimir Putin, e il 14 luglio ospita a Parigi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in occasione dell’anniversario della Rivoluzione francese.

Con il leader della Casa bianca Macron si mostra assai amichevole, e dichiara in conferenza stampa – non smentito dal suo alto ospite – di voler presto intraprendere importanti iniziative diplomatiche per la Libia. Nei giorni successivi, in effetti, fa partire gli inviti al leader del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez al Sarraj, ed al generale Khalifa Haftar, uomo forte di Bengasi, affinché si rechino a Parigi martedì 25 luglio.

La sua manovra è dettata dalla volontà di affermare un principio: con Londra fuori dell’Ue, Berlino non pensi di poter imporre la propria egemonia sull’Unione Europea. La Francia ha infatti un notevole potere di condizionamento nei confronti dell’Italia, il terzo paese Ue, ed inizia a rafforzare la propria influenza anche sulla Spagna.

Ancor più importante, però, è il fatto che il paese, una volta uscita la Gran Bretagna dall’Ue, sarà l’unico dell’Unione ad avere un arsenale nucleare, un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e Forze armate capaci d’intraprendere autonomamente missioni internazionali complesse. Macron intende far pesare queste capacità al tavolo negoziale con la Germania, imponendo la supremazia della Francia almeno sul piano della difesa e della sicurezza, e ritagliandosi così il ruolo d’interlocutore privilegiato di Usa e Russia. Potenze che, entrambe, hanno interesse a vedere ridotto il peso della Germania, e la sua influenza in Europa e nel mondo.

Vero è che nelle Forze armate francesi suscita qualche malumore l’annunciata volontà di tagliare i costi della Difesa, ma il presidente licenzia su due piedi il capo di Stato maggiore, generale Pierre de Villiers, che si era permesso di criticare i tagli. “Non ho bisogno di alcuna pressione né di alcun commento – afferma Macron rivolgendosi ai militari –. Sono il vostro capo”.
 
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