Terra di mezzo
04.02.2023 - 10:27
 
ANALISI
  
I “cento giorni di solitudine” di Sunak
Roma, 4 feb 10:27 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, questa settimana ha festeggiato i suoi primi cento giorni in carica ma deve ancora conquistare gli elettori britannici. Un sondaggio del quotidiano “The Times” mostra che nonostante Sunak sia ritenuto un primo ministro migliore dei suoi predecessori, Boris Johnson e Liz Truss, per il 72 per cento non vincerà le prossime elezioni generali previste nel 2024. Sarebbe stato difficile, d’altronde, aspettarsi dati più benevoli: nei primi cento giorni di governo, Sunak è stato chiamato ad affrontare un’ondata di scioperi che non ha precedenti e solo mercoledì scorso sono stati oltre mezzo milione i lavoratori del settore pubblico che hanno protestato contro i salari bassi. In un contesto, quindi, già complicato dall’inflazione elevata, una crescita economica che stenta a ripartire, e con il Sistema sanitario nazionale (Nhs) sempre più in crisi, il primo ministro deve anche risolvere due nodi non trascurabili: l’immigrazione illegale e i negoziati con l’Unione europea sul Protocollo dell’Irlanda del Nord. Se sul primo fronte Sunak sembra intenzionato a portare avanti l’accordo di ricollocamento dei richiedenti asilo in Ruanda siglato durante il governo di Boris Johnson – e che Liz Truss tentò inutilmente di perseguire –, quantomeno in merito all’Ulster sembrano esserci dei progressi. E’ sempre il “Times” ad annunciare un imminente accordo che dovrebbe prevedere l’abrogazione dei controlli ai prodotti che attraversano il Mare d’Irlanda e l’accettazione da parte dell’Ue di esercitare la propria giurisdizione sull’Irlanda del Nord – rimasta parte del mercato unico dopo la Brexit – solo in caso di deferimento da parte dei tribunali della nazione devoluta britannica. Questioni non da poco, insomma, che tuttavia Sunak sembra dover affrontare da “solo”: nel governo conservatore, infatti, è in corso una nuova crisi potenzialmente esplosiva. Le beghe fiscali che hanno determinato la rimozione di Nadim Zahawi dall’incarico di ministro senza portafoglio e presidente del Partito conservatore e l’inchiesta per bullismo nei confronti di alcuni funzionari pubblici contro il vicepremier e ministro della Giustizia, Dominic Raab, sono controversie da non sottovalutare. Zahawi è una figura di spicco nei conservatori e il suo allontanamento lascerà degli strascichi. Raab, invece, non è la prima volta che si trova ad affrontare problemi relativi alla sua condotta in qualità di ministro: se l’inchiesta per bullismo lo dovesse giudicare colpevole e costringerlo a dimettersi, anche il governo Sunak potrebbe dover terminare anzitempo il suo mandato. Nel mentre, inoltre, il primo ministro si trova costretto ad affrontare l’ingombrante presenza di Boris Johnson, tornato prepotentemente sulla scena: l’ex premier è stato di recente a Kiev per una visita privata “dall’amico” Volodymyr Zelensky e nei giorni scorsi ha rivendicato come quanto mai giusta la decisione di procedere con la Brexit. Gabriel Garcia Marquez conclude suo romanzo “Cent’anni di solitudine” scrivendo che “le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità”: Sunak per giocarsi la sua “seconda opportunità”, le elezioni del 2024, dovrà uscire dalla solitudine di questi primi cento giorni e formare una squadra in grado di affrontare i numerosi problemi del Regno Unito.
 
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