Capitolium
03.02.2023 - 20:09
 
ANALISI
  
Lavoro: Roma punta sul pubblico ma servono più braccia e una grande riorganizzazione
Roma, 3 feb 20:09 - (Agenzia Nova) - Il sindaco Roberto Gualtieri aveva preso un impegno da candidato: “Faremo un patto per il lavoro e lo sviluppo, per fare di Roma la Capitale della buona occupazione. Dobbiamo rilanciare importanti partnership pubblico-privato per dotare la città di una politica industriale e allo stesso tempo dobbiamo contrastare e combattere lo sfruttamento, il lavoro nero e il precariato”.

In questi giorni l’Assemblea capitolina ha risolto un’annosa questione: la società Roma Multiservizi, che si occupa di attività ritenute essenziali, come le pulizie e la distribuzione dei pasti nelle mense scolastiche comunali, diventerà una partecipata di primo livello. Ama acquisirà il 49 per cento dal socio privato, successivamente il Comune di Roma rileverà la società. Tradotto: gli operai diventeranno tutti dipendenti pubblici e, si spera, non lavoreranno tre ore a Cinecittà e due sulla Cassia, con retribuzioni sotto la soglia della povertà. Nei prossimi giorni, inoltre, arriverà in Assemblea capitolina – è già stata licenziata dalla giunta – la delibera che prevede l’avvio dell’assorbimento di Roma Metropolitane, che si occupa della progettazione delle infrastrutture della mobilità, nell’agenzia capitolina Roma Servizi per la mobilità: pure questa in house, cioè al cento per cento pubblica e comunale. L’operazione dovrebbe consentire il salvataggio di tutti i dipendenti della società in liquidazione.

Altro capitolo: le due grandi partecipate, Ama e Atac. La prima Gualtieri non ci pensa proprio a smantellarla, tantomeno a mettere a gara parte dei servizi. Tant’è vero che ha annunciato entro il 2025 più di 1.100 nuovi assunzioni e l’acquisto di 300 ulteriori mezzi. Inoltre, dettaglio non da poco, ha fatto in modo che Ama si assicurasse la proprietà del terreno a Santa Palomba su cui verrà realizzato il termovalorizzatore: così, chi lo costruirà, dovrà corrispondere all’azienda capitolina un affitto. Per la seconda pure, Gualtieri ha promesso nuove assunzioni e mezzi. Atac, però, è appena uscita dal concordato e deve licenziare il piano industriale. C’è da aspettarsi comunque un progetto assunzionale corposo, considerato che per l’acquisto di bus e tram sono già partiti i bandi di gara e qualcuno dovrà guidarli.

Settore in cui, invece, si arranca è quello degli amministrativi: non passa giorno che i presidenti di Municipio, a turno, manchino di lamentarsi della scarsità di risorse umane. Tra bandi Pnrr e investimenti per Giubileo ed Expo ci vorrebbero almeno un migliaio di nuovi professionisti e tecnici negli uffici. Sul da farsi il sindaco non è stato ancora chiaro, qualche assunzione è stata annunciata, si stanno facendo scorrere le graduatorie degli idonei, ma forse bisognerà pensare, in fretta, a un nuovo maxi concorso.

Quel che è certo è che Gualtieri non sembra intenzionato in alcun modo ad arretrare sulla centralità del lavoro pubblico, e sta tenendo il punto in un momento storico in cui si stanno moltiplicando le aggressioni ai danni di autisti, netturbini e infermieri. Il clima sociale è escandescente: qui chi ha un contratto pubblico passa per privilegiato agli occhi del precario che lavora a ore. E chi è più tutelato talvolta non è consapevole d’esser più d’altri fortunato: così, per fare un esempio, porta un bus di linea mentre guarda la partita.

Un patto per il lavoro, è vero, Gualtieri ha ragione, va fatto: con le imprese private, perché rispettino i Ccnl e con quelle pubbliche, perché forniscano adeguati servizi. E va fatto pure con i lavoratori, che al ruolo nel pubblico devono esser formati e, come tutti i residenti, è auspicabile che abbiano cura, della città ma pure di chi la vive.
 
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