Corno d'Africa
21.04.2017 - 12:43
Analisi
 
Difesa: Washington rafforza presenza militare in Somalia, inviato a Mogadiscio primo contingente di fanteria dal 1994
Washington, 21 apr 12:45 - (Agenzia Nova) - Dopo aver firmato il mese scorso un decreto che dichiara alcune zone della Somalia “aree di ostilità attive”, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato un concreto seguito alle sue promesse annunciando la scorsa settimana l’invio di “decine” di unità delle forze armate Usa in Somalia per equipaggiare e addestrare le forze locali impegnate nel contrasto al gruppo jihadista al Shabaab. L’annuncio è stato dato dal portavoce del Comando africano delle forze Usa (Africom), Charles Chuck Prichard, il quale ha precisato alla “Cnn” che il contingente sarà composto da circa 40 effettivi e aiuterà sia l’esercito nazionale somalo che le altre forze che partecipano alla missione dell’Unione africana in Somalia (Amisom). Il dispiegamento di “alcune decine di uomini della 101ma divisione aviotrasportata”, ha poi aggiunto il portavoce citato dall’emittente “Cnn”, avviene “su richiesta e in stretto coordinamento con il governo della Somalia”. L’obiettivo, ha spiegato l’ufficiale, è in particolare di “migliorare la capacità logistica dell’esercito nazionale somalo” con un focus “sull’addestramento alle operazioni logistiche di base che permetteranno alle forze della Somalia di migliorare il contrasto ad al Shabaab”. I circa 40 nuovi effettivi si uniranno al ridotto contingente di uomini delle forze speciali che Washington aveva già inviato in Somalia per fornire sostegno ai somali in materia di antiterrorismo. Prichard ha ricordato che nel paese si trovano circa 50 consiglieri militari Usa.

Il mese scorso il presidente statunitense Donald Trump aveva concesso nuove prerogative al Comando Africa per condurre operazioni di antiterrorismo contro al Shabaab. Tuttavia, Prichard ha precisato che l’invio della missione di addestramento era stata decisa “ben prima” delle nuove direttive decise dal capo della Casa Bianca. I rinforzi dagli Stati Uniti arrivano, inoltre, dopo che all’inizio di aprile il nuovo presidente somalo, Mohamed Abdullahi Farmajo, ha dichiarato ufficialmente guerra ad al Shabaab, annunciando contestualmente un’amnistia per tutti i miliziani che decidano di abbandonare l’estremismo entro 60 giorni. “Con il nuovo governo e il presidente Farmajo, abbiamo un’opportunità di fare passi in avanti in Somalia”, ha dichiarato il mese scorso il comandante dell’Africom Thomas Waldauser. Prima ancora, come riportato dal quotidiano “New York Times”, lo stesso Trump aveva firmato un decreto che considera alcune zone della Somalia “aree di ostilità attive”. Il provvedimento, che sarà valido per almeno 180 giorni, sarebbe finalizzato a prevenire vittime civili nei raid Usa che vengono effettuati nel paese per colpire le postazioni dei miliziani jihadisti di al Shabaab. In precedenza, per effettuare un attacco aereo o un’incursione di terra in Somalia le forze speciali Usa dovevano infatti attenersi agli standard imposti dall’ex presidente Barack Obama nel 2013 per le azioni di contro-terrorismo in territori situati al di fuori delle zone di guerra convenzionali come, ad esempio, Afghanistan e Iraq.

Il territorio somalo è stato più volte bersaglio di raid aerei effettuati dall’aviazione Usa, l’ultimo dei quali avvenuto lo scorso 17 marzo, provocando la morte di decine di civili. Quello annunciato la scorsa settimana è il primo dispiegamento di fanteria regolare Usa in Somalia dal 1994, anno in cui terminò la presenza di militari Usa nel paese che avevano preso parte alla missione “Restore Hope”, culminata nella sanguinosa battaglia di Mogadiscio dell’ottobre 1993 nella quale persero la vita 18 militari statunitensi. In coincidenza con l'annuncio del dispiegamento delle truppe Usa, un contingente di combattimento ugandese è nel frattempo arrivato a Mogadiscio lo scorso fine settimana, sempre con l’obiettivo dichiarato di assistere l'esercito somalo nella lotta contro i miliziani di al Shabaab. Con oltre 6 mila uomini dispiegati sui circa 22 mila dell’intera missione, l’Uganda è il primo contributore di Amisom grazie anche al sostegno militare accordato da Washington alle forze armate ugandesi (Updf). La presenza militare statunitense in Somalia e nel Corno d’Africa, del resto, è sempre stata forte a causa dell’importanza strategica che riveste la regione. L’interesse degli Stati Uniti per la Somalia è legato soprattutto alla sua posizione strategica in Africa orientale, dal momento che si affaccia sul Golfo di Aden, da dove transitano importantissime rotte commerciali che collegano l’Europa e il Golfo Persico con l’Oceano Indiano e l’Asia sud-orientale. Il nemico da combattere in Somalia e che consente la presenza più o meno diretta degli Usa nel paese erano e restano la milizie al Shabaab, prese di mira in questi anni con svariate incursioni operate dai droni. Nel settembre del 2014, ad esempio, era stata annunciata l’uccisione con un raid aereo americano del suo leader, Ahmed Abdi Godane. Con la parvenza di un governo relativamente stabile a Mogadiscio, gli Stati Uniti cercano ora di integrare la Somalia nei propri piani per l’Africa orientale, principalmente attraverso la creazione di un esercito e di una forza di polizia efficaci.
 
Agenzia Nova