Corno d'Africa
12.03.2019 - 17:51
ANALISI
 
Africa-Francia: Macron in missione nel continente per arginare influenza cinese
Roma, 12 mar 17:51 - (Agenzia Nova) - Africa-Francia: Macron in missione nel continente per arginare influenza cinese
Gibuti, 12 mar 17:25 - (Agenzia Nova) - Ha preso il via da Gibuti il primo tour del presidente francese Emmanuel Macron in Africa orientale dalla sua entrata in carica alla guida dell’Eliseo, nel maggio 2017, missione che nei prossimi giorni lo vedrà anche in Etiopia e in Kenya. Una visita, quella del capo dello Stato francese, che al di là degli aspetti economici e commerciali, punta a recuperare il terreno perduto da Parigi in un’area in cui la Cina sta facendo sempre di più la voce grossa, in particolare a Gibuti: è qui, infatti, che sono di stanza 1.450 militari francesi, ma è sempre qui che Pechino ha stabilito – nell’agosto 2017 – la sua prima base militare all’estero, a dimostrazione della crescente influenza geopolitica e geostrategica cinese nella regione del Corno d’Africa. Gibuti è un “partner storico” e un “alleato strategico” della Francia, rappresentando una “porta d’ingresso” nella regione del Corno d’Africa, ha dichiarato Macron in conferenza stampa al termine del suo incontro con l’omologo Ismail Omar Guelleh. “Gibuti ha svolto un ruolo importante nella stabilizzazione della Somalia. Il nostro desiderio è far proseguire questa cooperazione e intensificare la lotta contro la pirateria”, ha aggiunto Macron, che è il secondo presidente francese a recarsi a Gibuti negli ultimi 20 anni, dopo Nicolas Sarkozy nel 2010.

Come a voler rimarcare la differenza con Pechino nella promozione di uno sviluppo economico inclusivo, Macron ha inoltre sottolineato l’importanza di effettuare investimenti “che non riducano la sovranità dei nostri partner storici o indeboliscano la loro economia nel tempo”, dal momento che “l'investimento giusto è quello che permette di dare lavoro e migliorare l'ambiente di vita nella vita di tutti i giorni”. Gibuti, ha affermato dal canto suo Guelleh, vanta relazioni “storiche e privilegiate” con la Francia, essendo basate su un “partenariato strategico unico”. “È un onore per noi che la prima tappa del tour di Emmanuel Macron nella regione inizi con Gibuti. Ciò testimonia la solidità delle relazioni bilaterali tra i due paesi. Lungi dall'essere limitate alle questioni strategiche, queste relazioni coprono ogni possibile area di cooperazione, dalla politica all'economia, dal commercio all'istruzione superiore, fino allo sviluppo urbano”, ha detto il presidente gibutino nel corso della conferenza stampa congiunta con Macron. “Ho discusso con il presidente Macron su tutti questi aspetti della nostra cooperazione e sui modi e i mezzi per rafforzarli ulteriormente. Abbiamo anche parlato delle reali opportunità di investimento esistenti per le società francesi a Gibuti. Un certo numero di compagnie francesi sono già in trattativa con società gibutine. Il presidente Macron e io li incoraggiamo a continuare le discussioni e a portarle a buon fine”, ha aggiunto Guelleh, facendo riferimento alla nuova Zona di libero scambio internazionale di Gibuti, inaugurata nel luglio scorso, “che è pronta ad accogliere le piccole e medie imprese francesi che desiderano avvicinarsi ai loro mercati di esportazione o trovare nuovi mercati per i loro prodotti”.

Nel corso dell’incontro odierno, ha proseguito Guelleh, si è discusso anche della situazione politica e di sicurezza nel Corno d'Africa, alla luce degli sviluppi dell’ultimo anno scaturiti dalla storica Dichiarazione di pace fra Etiopia ed Eritrea. “La nostra regione ha bisogno di una pace globale e inclusiva i cui dividendi siano tangibili e percepiti dai popoli e dai paesi di questa regione. Ho approfittato di questo incontro con il presidente Macron per ribadire a lui e al suo paese la nostra gratitudine per il sostegno della Francia alla posizione di Gibuti durante l'adozione della risoluzione 2444 del Consiglio di sicurezza (che, oltre a sancire la revoca delle sanzioni internazionali all’Eritrea, prevede anche che Asmara e Gibuti portino avanti il processo volto a risolvere la questione dei loro confini scoppiata nel 2008). Questo sostegno ha permesso che la controversia sui confini con l'Eritrea e la questione dei prigionieri di Gibuti venissero portati all'attenzione del Consiglio di sicurezza per una soluzione definitiva”, ha concluso il capo di Stato gibutino.

Il paese africano, ex colonia francese fino al 1977, detiene una posizione strategica nel Corno d'Africa e ospita diverse basi militari straniere tra cui quelle di Stati Uniti, Giappone, Germania e Italia, oltre alle già menzionate Francia e Cina. Situato a sud del Mar Rosso, il paese intende diventare un centro logistico per l'intero Corno d'Africa, come dimostra l’inaugurazione – nel luglio 2018 – della Zona di libero scambio internazionale di Gibuti, la più grande mai realizzata nel continente africano. La Zona, finanziata dalla Cina, ha già attirato l’attenzione dei vari paesi lungo la nuova Via della seta e rappresenta l’espressione forse più nitida della crescente influenza economica e commerciale cinese nella regione. Una volta ultimata, la Zona di libero scambio comprenderà un’area di 2,4 chilometri quadrati con un parco logistico, un centro per l’elaborazione dei prodotti da esportare e un centro servizi. Secondo le previsioni, il parco gestirà scambi per 7 miliardi di dollari entro due anni ed è previsto che creerà 50 mila posti di lavoro entro il 2025 e 100 mila entro il 2045, pari ad un sesto della forza lavoro del paese. Per la sua costruzione, iniziata nel gennaio del 2017, sono stati investiti 340 milioni di dollari e ad oggi oltre 20 aziende di Gibuti e cinesi hanno firmato lettere di intenti per aprire un ufficio nel parco ed altre 30 società sono in fase di negoziazione.

Gibuti è impegnato in un processo di profonda trasformazione, all’interno del quale Parigi sta tentando di inserirsi per recuperare il terreno perduto rispetto a Pechino. Un discorso che vale anche per l’Etiopia, secondo paese toccato da Macron nel corso della sua missione in Africa orientale. Dopo essere stato ricevuto dal primo ministro etiope Abiy Ahmed al suo arrivo ad Addis Abeba, i due leader hanno visitato il sito archeologico di Lalibela, nel nord del paese, dichiarato patrimonio dell’Unesco per le sue chiese monolitiche scavate nella roccia. Nell’ottobre scorso, in occasione della visita del premier etiope a Parigi, il governo francese si è impegnato a sostenere il restauro delle chiese, mentre le due parti hanno firmato diversi accordi di cooperazione nei settori dei trasporti, dell'energia e della cultura. In base agli accordi, esperti francesi aiuteranno gli etiopi a riaprire ai visitatori e ai turisti i palazzi nazionali che risalgono al tempo dell'imperatore Haile Selassie, come quelli di Menelik e del Giubileo ad Addis Abeba, nell’ambito di un progetto finanziato dall'Agenzia francese per lo sviluppo (Adf).

L'Etiopia è il principale partner commerciale della Francia in Africa sub-sahariana, con 791 milioni di euro di interscambio registrati nel 2017 contro i 386 milioni dell'anno precedente, in gran parte grazie derivati dalle vendite di Airbus A350 alla compagnia Ethiopian Airlines. Escludendo il settore aereo, le esportazioni francesi in Etiopia sono più che raddoppiate dal 2014, soprattutto nel settore farmaceutico, mentre la Francia importa 40,5 milioni di euro dall'Etiopia, principalmente in prodotti agricoli. Secondo quanto scrive il quotidiano francese “Le Monde”, l’obiettivo della visita di Macron ad Addis Abeba è quello di rilanciare le relazioni tra la Francia e l’Etiopia. “L’idea è soprattutto quella di recuperare il nostro ritardo con un’Africa orientale, che attira per il suo dinamismo”, fanno sapere fonti vicine a Macron. Prima di tutto, il presidente francese intende sostenere la transizione democratica avviata in Etiopia con l'elezione del primo ministro Abiy Ahmed, che ha lanciato un processo di profonde riforme nel paese. In Etiopia, dove sono attive circa 50 aziende francesi, Macron è accompagnato da una delegazione economica composta dai vertici delle principali imprese d’Oltralpe.

Ad Addis Abeba, Macron incontrerà anche la presidente Sahle Work Zewde, che ha studiato nella città francese di Montpellier ed è stato ambasciatore etiope in Francia tra il 2002 e il 2006. Sempre in Etiopia, domani, 13 marzo, Macron incontrerà il presidente della Commissione dell'Unione africana, Moussa Faki Mahamat, prima di partire per il Kenya, terza ed ultima tappa del suo tour in Africa orientale. Quella di Nairobi sarà la prima visita in assoluto di un presidente francese in Kenya. Insieme al presidente keniota Uhuru Kenyatta, Macron presiederà la conferenza One Planet Summit, volta a trovare i finanziamenti necessari per i progetti di lotta ai cambiamenti climatici, in programma giovedì 14 marzo. A margine del summit, Macron avrà dei colloqui con i neoeletti presidenti della Repubblica democratica del Congo (Rdc), Etienne Tshisekedi, e del Madagascar, Andry Rajoelina. Quello in corso è il terzo tour di Macron in Africa sub-sahariana dalla sua entrata in carica, dopo quelli effettuati in Mali, in Niger e in Burkina Faso nel maggio 2017 e in Mauritania e Nigeria nel luglio 2018.
 
Agenzia Nova
 
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