Cuor d'Africa
23.02.2024 - 15:29
 
ANALISI
 
Con gli accordi siglati con Somalia e Gibuti, la Turchia rafforza la sua presenza nel Mar Rosso
Roma, 23 feb 15:29 - (Agenzia Nova) - Dopo la Somalia, anche Gibuti serra i ranghi della cooperazione militare con la Turchia, nel tentativo evidente di correre ai ripari dopo il controverso memorandum d'intesa siglato lo scorso primo gennaio tra l'Etiopia e il Somaliland per l'accesso etiope al Mar Rosso. Nel corso di una cerimonia che si è svolta lunedì ad Ankara, il ministro della Difesa turco, Yasar Guler, e l'omologo gibutino Hassan Omar Mohamed hanno firmato tre accordi relativi all'addestramento militare, alla cooperazione finanziaria ed all'attuazione degli aiuti previsti. I due ministri hanno tenuto un colloquio bilaterale, seguito da un incontro a livello di delegazione, al quale ha partecipato anche il comandante delle forze terrestri turche, generale Selcuk Bayraktaroglu. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa nazionale turco, le intese includono un accordo di cooperazione nell’addestramento militare, un accordo di cooperazione finanziaria militare e un protocollo di attuazione degli aiuti in denaro. Il ministero ha affermato che gli accordi mirano a “sviluppare ulteriormente le relazioni amichevoli e fraterne esistenti tra i due Paesi e a contribuire alla pace e alla stabilità regionale”.

La Turchia e Gibuti intrattengono stretti legami da quando hanno stabilito relazioni diplomatiche, nel 1977. Gibuti ha aperto la sua ambasciata ad Ankara nel 2012 e l'anno successivo la Turchia ha aperto la sua nel Paese del Corno d'Africa. I due Paesi collaborano in vari campi come il commercio, l’istruzione, la sanità e le infrastrutture: la Turchia ha costruito diversi progetti a Gibuti, come la diga dell’amicizia di Ambouli e la moschea Abdulhamid II, la più grande del Paese, e ha inoltre fornito a Gibuti borse di studio, aiuti umanitari e assistenza militare. Nel giugno del 2022, il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan ha consegnato a Gibuti droni armati Bayraktar TB2, che sono stati mostrati per la prima volta durante una parata militare per celebrare il 45esimo anniversario dell'indipendenza di Gibuti. Con una popolazione di meno di un milione di abitanti, il piccolo Paese del Corno d'Africa è un partner strategico per Ankara nel Corno d’Africa, grazie alla sua posizione lungo il Golfo di Aden e il Mar Rosso, vitali per il commercio e la sicurezza globali. L'accordo siglato dovrebbe dunque rafforzare ulteriormente il partenariato strategico tra le parti ed aumentare il loro coordinamento e cooperazione nelle questioni regionali e internazionali.

L'accordo fra Turchia e Gibuti giunge, peraltro, in concomitanza con l'analoga intesa in materia di difesa e sicurezza siglata lo scorso 8 febbraio tra il governo di Ankara e quello della Somalia. In base all'accordo, che avrà una durata di dieci anni, la Turchia fornirà addestramento e attrezzature alla Marina somala, consentendo alla Somalia di proteggere le sue risorse marine e le acque territoriali da minacce come il terrorismo, la pirateria e le "interferenze straniere". L'accordo prevede, in particolare, che la Turchia riceva il 30 per cento delle entrate provenienti dalla Zona economica esclusiva somala, nota per le sue abbondanti risorse marine, garantendo al contempo ad Ankara un’autorità completa sulla gestione e difesa delle acque della Somalia. Nelle intenzioni delle due parti, l'intesa stimolerà inoltre lo sviluppo economico e le relazioni commerciali tra i due Paesi, poiché la Turchia aiuterà la Somalia a sfruttare il suo vasto potenziale di pesca, turismo ed energia. Entrambi gli accordi siglati da Ankara con i due Paesi del Corno d'Africa avvengono in un momento non casuale, caratterizzato dalle forti tensioni tra Somalia ed Etiopia a seguito di un controverso memorandum d'intesa siglato tra l'amministrazione regionale del Somaliland - regione separatista la cui indipendenza non è riconosciuta dalla Somalia - e il governo di Addis Abeba per consentire l'accesso etiope al Mar Rosso tramite la concessione del porto di Berbera.

In base all'accordo, all’Etiopia verranno concessi 20 chilometri di terra lungo la costa del Golfo di Aden del Somaliland per un periodo di almeno 50 anni e la costruzione di una base militare, in cambio della concessione ad Hargheisa di una quota della compagnia di bandiera etiope Ethiopian Airlines e del riconoscimento, da parte dell'Etiopia, dell'indipendenza del Somaliland. Il memorandum consentirà ad Addis Abeba di ottenere l'agognato sbocco strategico al Mar Rosso, obiettivo precluso ad Addis Abeba dal 1993 - anno dell’indipendenza dell’Eritrea - e rappresenta un punto di svolta significativo per l’interscambio commerciale etiope, offrendo ad Addis Abeba una preziosa via alternativa per l’importazione e l’esportazione di merci, diminuendo la sua dipendenza da altri porti – in particolare quello di Gibuti, da cui finora dipendeva per oltre l’85 per cento delle sue importazioni ed esportazioni – e rafforzando in modo significativo la sua influenza strategica regionale. Sia l'accordo siglato da Ankara con Mogadiscio sia quello firmato con Gibuti sembrano dunque rispondere alla volontà da parte dei due Paesi del Corno d'Africa di rafforzare le loro relazioni con lo storico alleato turco e, allo stesso tempo, di stringere a tenaglia il Somaliland e il suo alleato etiope. Per Ankara, d'altro canto, gli accordi con Somalia e Turchia sono cruciali per assicurarsi un posto in prima fila all’imbocco del Mar Rosso, dove sta cercando nuove opportunità commerciali dopo l'esclusione dal Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), lanciato in occasione del vertice G20 di Nuova Delhi del settembre scorso.
 
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