Corno d'Africa
22.09.2017 - 12:41
Analisi
 
Kenya: Corte suprema motiva annullamento elezioni generali, sistemi elettronici “infiltrati e compromessi”
Nairobi, 22 set 12:41 - (Agenzia Nova) - Dopo quasi tre settimane di tensioni e polemiche, la Corte suprema del Kenya ha reso note questa settimana le motivazioni della sentenza con cui all’inizio di settembre ha annullato i risultati delle elezioni generali dello scorso 8 agosto, che avevano portato alla vittoria del presidente uscente Uhuru Kenyatta. Alla base della decisione, come annunciato dalla vicepresidente della Corte suprema, Philomena Mwilu, c’è il rischio che i sistemi elettronici della Commissione elettorale del Kenya (Iebc) siano stati “infiltrati e compromessi”. “La violazione della legge a diversi livelli da parte della Commissione non ha lasciato alla Corte alcuna altra opzione che accettare il ricorso dell’opposizione, secondo cui qualcuno avrebbe interferito con i dati trasmessi a seguito del voto”. L’ipotesi alternativa, ha proseguito la Mwilu, è che siano stati gli stessi funzionari della Iebc a “manomettere deliberatamente” i dati. Secondo la Corte suprema, circa 10 mila schede elettorali non sono state trasmesse per i conteggi finali in occasione del voto. La Mwilu ha paragonato l’intero processo elettorale a un “matatu”, il tipico minibus keniota noto per violare sistematicamente il codice stradale. Lo stesso giudice ha definito “deliberato e sistematico” il fallimento della Commissione elettorale, i cui membri avrebbero agito “secondo proprie leggi sovvertendo completamente la volontà dell’elettorato” e mancando il compito di assicurare che l’organizzazione dello scrutinio fosse “semplice, accurato, trasparente, verificabile e sicuro”.

Il giudice ha anche sottolineato come siano “molti” i fattori che contribuiscono a un’elezione legittima. “Il processo elettorale non si limita ai voti e al loro conteggio. Ci sono una serie di altri fattori” che includono “la delimitazione delle circoscrizioni e la registrazione degli elettori”. In Kenya, secondo la Corte suprema, sono state “deficitarie e confuse” tutte le operazioni di “conteggio, registrazione e trascrizione”. Il fallimento della Commissione elettorale in occasione del voto, ha poi denunciato la Mwilu, è stato “deliberatamente sistematico”. Durante il processo elettorale la commissione “ha agito secondo proprie leggi” e ha “completamente sovvertito la volontà dell’elettorato”, mancando il compito di assicurare che l’organizzazione dello scrutinio fosse “semplice, accurato, trasparente, verificabile e sicuro”. Il giudice ha anche sottolineato come siano “molti” i fattori che contribuiscono a un’elezione legittima. “Il processo elettorale non si limita ai voti e al loro conteggio. Ci sono una serie di altri fattori” che includono “la delimitazione delle circoscrizioni e la registrazione degli elettori”. In Kenya, secondo la Corte suprema, sono state “deficitarie e confuse” tutte le operazioni di “conteggio, registrazione e trascrizione”. Mentre è in corso la conferenza stampa, a Nairobi le autorità keniote hanno rafforzato le misure di sicurezza nel timore di nuovi scontri. Mentre era in corso la conferenza stampa, a Nairobi le autorità keniote hanno rafforzato le misure di sicurezza nel timore di nuovi scontri.

Prima della lettura delle motivazioni nella capitale Nairobi si erano registrati lunghi momenti di tensione dopo che un corteo di sostenitori del presidente Kenyatta si era raccolto davanti alla sede della Corte suprema. La manifestazione era stata organizzata dopo che il quotidiano “Standard” ha pubblicato un articolo secondo il quale due dei giudici della Corte, la stessa Mwilu e Isaac Lenaola, avrebbero incontrato gli avvocati del leader dell’opposizione Raila Odinga prima di votare a favore dell’annullamento dei risultati del voto dello scorso 8 agosto. A sostegno dell’articolo, “Standard” ha pubblicato anche una serie di intercettazioni telefoniche che proverebbero i contatti tra i giudici e i legali di Odinga. Le forze dell’ordine keniote hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Sulla base delle ultime rivelazioni, è già stato sottoposto un ricorso alla Commissione per il servizio giudiziario, l’organismo incaricato di indagare sulla condotta dei giudici kenioti. Prima della pubblicazione delle motivazioni della sentenza, ieri era stato il presidente della Corte, David Maraga, a rompere il silenzio dicendosi pronto, insieme agli altri giudici della Corte, a “pagare qualunque prezzo pur di difendere la Costituzione e lo stato di diritto”. “Le manifestazioni sono degenerate in violenza e sono chiaramente intese ad intimidire la magistratura e i singoli giudici. Questi attacchi sono denigratori, degradanti e avvilenti e sono intesi a intimidire, minacciare e intimorire l'istituzione e i suoi giudici. Tali atti non sono solo illegali ma anche incivili”, si legge nella dichiarazione. La Commissione elettorale ha fissato per il 17 ottobre prossimo il nuovo voto per le elezioni generali, sebbene la società francese Safran Morpho, responsabile della gestione del sistema utilizzato per l'identificazione degli elettori e la trasmissione dei risultati, abbia già chiesto di rinviare lo scrutinio al 26 ottobre.
 
Agenzia Nova