Corno d'Africa
21.07.2017 - 12:31
Analisi
 
Kenya: tre settimane al voto per le presidenziali, si lavora per scongiurare il ripetersi delle violenze del 2007
Nairobi, 21 lug 12:31 - (Agenzia Nova) - Veicoli anti-sommossa, armi e gas lacrimogeni sono arrivati nelle ultime settimane in Kenya, dove le autorità temono disordini in vista delle elezioni generali del prossimo 8 agosto. Non un viatico propriamente rassicurante in vista di un voto che, secondo alcuni osservatori, rischia di replicare il devastante scenario che seguì le elezioni del 2007, quando nelle violenze post-elettorali morirono oltre 1.100 persone e altre 600 mila furono costrette ad abbandonare le proprie case. Secondo quanto riferito dal quotidiano locale “Standard”, lo scorso fine settimana sarebbero giunti al porto di Mombasa almeno una dozzina di veicoli anti-sommossa di fabbricazione sudcoreana insieme ad altro materiale come lanciatori di gas lacrimogeni, manganelli, caschi e fucili da utilizzare in caso di violenze dopo l’annuncio dei risultati elettorali. A lanciare l’allarme sulle possibili violenze era stata nelle scorse settimane l’Unione europea, che all’inizio del mese aveva sollevato le proprie preoccupazioni al riguardo. “Non è un segreto che ci siano preoccupazioni per il possibile scoppio delle violenze, ma questo non è inevitabile”, ha dichiarato la presidente della missione di osservazione elettorale dell'Ue, Marietje Schaake, citata dall’emittente “Bbc”. I primi osservatori Ue sono già giunti sul posto per prevenire eventuali tensioni, dopo che l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw) ha dichiarato di aver ricevuto denunce di minacce e di intimidazione da parte degli elettori di Naivasha, nel Kenya centro-meridionale, che fu l’epicentro delle violenze che esplosero dopo le contestate elezioni del 2007. Proprio i timori di possibili violenze e il tentativo di prevenirle hanno fatto sì che le elezioni del prossimo 8 agosto saranno le più costose mai organizzate nel continente africano.

Secondo quanto reso noto dal ministero delle Finanze di Nairobi, infatti, il volume complessivo delle spese sarà pari a 480 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali (413,2 milioni di dollari) saranno destinati alla commissione elettorale, mentre circa 40 milioni saranno spesi per rafforzare la sicurezza nelle contee e nelle aree di confine, considerate le più a rischio per possibili disordini. I fondi rimanenti saranno infine destinati al personale giuridico, all'intelligence e agli uffici della presidenza deputati all’organizzazione delle elezioni. In vista delle elezioni, e per impedire il ripetersi di uno scenario simile a quello di 10 anni fa, nei giorni scorsi Francis Ole Kaparo, presidente della Commissione nazionale per la coesione e l’integrazione – una delle istituzioni create con l'obiettivo di riportare la calma in Kenya dopo le violenze del 2007 – ha ventilato l’ipotesi di considerare la chiusura dei social media durante il periodo a ridosso del voto in caso di “minaccia alla pace e alla stabilità del paese”. Il direttore generale dell’Autorità per le comunicazioni keniota, Francis Wangusi, ha tuttavia assicurato che Internet non sarà oscurato, ma ha invitato gli utenti a comportarsi in maniera responsabile. “Non potete nascondervi, nemmeno sui social media, senza essere rintracciati. Faremo in modo che Internet continui ad essere utile ai cittadini kenioti per ottenere informazioni, ma non per abusarne allo scopo di diffondere risultati falsi”, ha detto. Le elezioni giungono peraltro in un momento in cui l'economia keniota è particolarmente vulnerabile agli shock generati da una siccità acuta, dai tassi di inflazione in aumento e da un rallentamento degli investimenti del settore privato. Quanto all’aspetto politico, la contesa elettorale si profila come un'altra corsa a due tra il presidente uscente Uhuru Kenyatta e il leader dell'opposizione Raila Odinga, già sfidante di Kenyatta alle scorse elezioni del 2013.

La commissione elettorale ha autorizzato nove candidati a correre per le elezioni presidenziali del prossimo 8 agosto. Il principale sfidante di Kenyatta sarà l'ex primo ministro Raila Odinga, 72 anni, già candidato nel 2013 quando aveva ottenuto il 43,28 per cento dei voti contro il 50,07 per cento delle preferenze ottenute da Kenyatta. Nella corsa alla presidenza Odinga sarà accompagnato dall'ex vicepresidente Kalonzo Musyoka. Kenyatta, il favorito della vigilia, sta conducendo la sua campagna elettorale puntando soprattutto sul cavallo della lotta al terrorismo, che continua a riguardare da vicino il paese. Le forze di sicurezza del Kenya troveranno gli uomini del gruppo jihadista al Shabaab e li “sotterreranno”, ha promesso lunedì scorso il presidente uscente nel corso di un comizio a Lamu, sulla costa keniota. Parole che sono arrivate dopo il rapimento di un funzionario governativo e di altre cinque persone nella stessa città di Lamu, con due degli ostaggi rimasti uccisi poche ore dopo in un’operazione di salvataggio. “Al fuoco si risponde con il fuoco. Nostri concittadini stanno perdendo la vita, e così anche le nostre forze di sicurezza. Persino il mio principale segretario è rimasto ferito qui alcuni giorni fa. Non ho alcuna remora a prendere le dure misure che servono”, ha dichiarato Kenyatta. In vista del voto, il governo keniota ha annunciato nelle scorse settimane che il salario del presidente Kenyatta e dei deputati del parlamento sarà ridotto dopo le elezioni del prossimo 8 agosto. In particolare, lo stipendio del capo dello stato, verrà ridotto da 16 mila a 14 mila dollari al mese, mentre quello dei deputati verrà ridotto da 7.200 a 6.100 dollari.

Aboliti anche alcuni dei benefit riservati ai membri del parlamento, tra cui il veicolo in dotazione per prendere parte alle sedute plenarie dell’assemblea. I deputati kenioti sono tra i più pagati al mondo. Dopo le ultime elezioni la proposta di tagliare i salari era stata fortemente osteggiata dagli stessi parlamentari, che hanno minacciato di bloccare l’approvazione della legge di bilancio. Questa volta la commissione chiederà al capo dello stato e ai deputati di accettare i tagli alle retribuzioni prima di prestare giuramento. La Commissione, guidata da Sarah Serem, ha inoltre previsto di tagliare gli stipendi di ministri e segretari da 10.560 a 9.240 dollari al mese, con l’obiettivo di risparmiare 88 milioni di dollari all’anno. Nel frattempo, lo scorso 7 luglio l’Alta corte del Kenya si è espressa contro l’affidamento alla compagnia emiratina al Ghurair dell'appalto pubblico da 24 milioni di dollari per la realizzazione delle schede elettorali in vista del voto per le presidenziali. I giudici hanno contestato alla commissione competente di non avere consultato tutti i candidati alle elezioni dell’8 agosto prima di aggiudicare l’offerta. I giudici hanno stabilito che la società potrà ancora stampare le schede elettorali per le elezioni parlamentari e regionali, ma la gara per le elezioni presidenziali dovrà essere nuovamente bandita. A rivolgersi all'Alta corte era stata la coalizione di opposizione, la Super alleanza nazionale (Nasa), chiedendo l'annullamento del contratto, che sarebbe stato ottenuto "irregolarmente" da una società i cui vertici sarebbero troppo vicini al presidente Uhuru Kenyatta, che si candiderà per ottenere la rielezione. Sia al Ghurair che Kenyatta hanno sempre negato qualsiasi irregolarità nel procedimento.
 
Agenzia Nova