Corno d'Africa
27.10.2018 - 12:46
ANALISI
 
Eritrea-Etiopia: ministro Esteri eritreo Saleh, Italia può svolgere ruolo di primo piano nel Corno d'Africa dopo firma accordo di pace
Roma, 27 ott 12:46 - (Agenzia Nova) - La firma dell’accordo di pace fra Etiopia ed Eritrea può consentire all’Italia di svolgere un ruolo di primo piano nel Corno d’Africa, in particolare nel settore delle infrastrutture. Lo ha dichiarato in un’intervista ad “Agenzia Nova” il ministro degli Esteri eritreo Osman Saleh, a Roma per la seconda Conferenza ministeriale Italia-Africa, ospitata il 25 ottobre dalla Farnesina. “L’Italia può giocare un ruolo (nella regione) attraverso la firma di accordi trilaterali congiunti con Eritrea ed Etiopia”, ha detto Saleh, riferendosi in particolare alla costruzione e alla riabilitazione di strade, porti e ferrovie, ma anche ai settori dell’energia idroelettrica, della pesca, dell’agricoltura e dell’istruzione. Si tratta, ha aggiunto il ministro eritreo, di aree nelle quali il nostro paese riveste un ruolo significativo “grazie alle competenze e alle capacità” delle sue aziende. L’Italia, ha poi aggiunto Saleh, vanta “relazioni di lunga data” con tutti e tre i paesi del Corno (Somalia, Etiopia ed Eritrea), quindi “può contribuire allo sviluppo della regione”. L’accordo con l’Etiopia, ha proseguito il ministro eritreo, ha inaugurato “una nuova era, in particolare per la stabilità politica e la sicurezza di entrambi i paesi e dell’intera regione”, e ha “rilanciato il commercio fra i due paesi, liberalizzando il movimento delle persone e dei beni”. L’accordo di Asmara “ha portato spirito di speranza e di fratellanza (nei due paesi) e rafforzato i legami fra i due popoli, ora intendiamo lavorare insieme per migliorare ulteriormente le nostre relazioni”, ha detto Saleh, sottolineando che le conseguenze dell’accordo saranno “molto grandi”. L’obiettivo è di “andare oltre” l’accordo di pace, arrivando ad avviare “programmi congiunti”.

Per siglare l'accordo di pace fra Eritrea ed Etiopia, ha quindi tenuto a rimarcare il ministro eritreo, non c'è stato bisogno di alcun intervento esterno. "Le condizioni erano mature per aprire un nuovo capitolo di normalizzazione dei rapporti (con l'Etiopia). Molti pensano che la pace sia stata possibile grazie a negoziati portati avanti dietro le quinte, ma non è stato così. Non solo abbiamo stipulato l'accordo di pace, ma abbiamo avviato anche un partenariato basato sulla sinergia e sulla complementarietà, con l'obiettivo di recuperare il tempo perduto investendo in progetti congiunti e aprendo le frontiere alla libera circolazione dei beni e delle persone", ha detto Saleh, sottolineando che l'accordo con l'Etiopia non si è limitato ai rapporti bilaterali ma è volto a "promuovere un vero partenariato regionale", come dimostra anche l'accordo di cooperazione tripartito con Etiopia e Somalia firmato ad Asmara nel mese di settembre. "Siamo ben intenzionati a coinvolgere l'intera regione, ricevendo al contempo contributi di partner come l'Italia", il cui forte interesse per l'area è stato dimostrato dalla recente visita del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, proprio in Eritrea e in Etiopia. Del nuovo inizio delle relazioni fra Etiopia ed Eritrea, e del ruolo potenziale che il nostro paese potrà svolgere, si è discusso anche nell’incontro che lo stesso Saleh ha avuto il 24 ottobre alla Farnesina con il ministro Moavero e l’omologo etiope Workneh Gebeyehu, come confermato a “Nova” dal capo della diplomazia di Asmara. Si è trattata del secondo incontro tripartito nell’ultimo mese, dopo quello organizzato a New York a latere dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, mentre due settimane fa si è svolta la visita del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad Addis Abeba e ad Asmara. Nel corso dell’incontro con Moavero, quest'ultimo ha assicurato che l’Italia è pronta ad accompagnarne la crescita economica e lo sviluppo sostenibile della regione, con una strategia articolata su un trittico di possibili iniziative. In primo luogo, una cooperazione industriale e di investimenti che includa progetti infrastrutturali per favorire la modernizzazione dei collegamenti tra i due paesi, installazioni per la produzione di energia soprattutto da fonti rinnovabili e il rilancio di azioni concrete che promuovano dinamiche di sviluppo sostenibili e inclusive. In secondo luogo, un ulteriore rafforzamento delle relazioni commerciali tra i tre paesi, anche in un’ottica di promozione di un futuro spazio di libero scambio e d’integrazione regionale nel cosiddetto Corno d’Africa. In terzo luogo, una collaborazione nel campo della cultura al fine di favorire una migliore conoscenza reciproca della vivacità creativa passata e presente dei popoli dei paesi della regione (compresa la Somalia), con particolare attenzione ai settori dell’istruzione e della formazione professionale, quali opportunità per le giovani generazioni.

La dichiarazione di pace fra Etiopia ed Eritrea siglata lo scorso 9 luglio ad Asmara prevede cinque “pilastri”: la fine dello stato di guerra fra i due paesi; la ripresa della cooperazione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza; la ripresa delle relazioni commerciali, economiche e diplomatiche; l’attuazione dell’accordo di Algeri sui confini; il reciproco impegno a lavorare per la pace regionale. Come immediata conseguenza dell’accordo di pace, nelle settimane successive i due leader hanno assistito alla riapertura delle ambasciate nei rispettivi paesi dopo 20 anni, mentre il mese scorso le truppe etiopi ed eritree hanno iniziato a ritirarsi dal valico di confine di Bure, in concomitanza con la riapertura del collegamento stradale Serha-Zalambesa. Inoltre, fra luglio ed agosto scorsi le compagnie di bandiera Ethiopian Airlines ed Eritrean Airlines hanno ufficialmente riavviato i voli di linea verso le rispettive capitali, mentre è notizia del 5 settembre che una nave cargo etiope, proveniente dall'Arabia Saudita e con a bordo 11 mila tonnellate di zinco eritreo destinati alla Cina, è attraccata per la prima volta in Eritrea (nel porto di Massaua) dopo 20 anni. Sempre a luglio, poi, il portavoce del ministero degli Esteri etiope, Meles Alem, ha fatto sapere che sono in corso lavori per consentire la riapertura dei collegamenti stradali fra l’Etiopia e il porto di Assab, sulla costa eritrea del Mar Rosso, dopo che il portavoce del governo Ahmed Shide aveva annunciato che Addis Abeba intende riaprire le due strade che collegano il paese alle città portuali di Assab e di Massaua. Inoltre, ad agosto i governi di Etiopia ed Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un accordo per la costruzione di un oleodotto che collegherà la città eritrea di Assab con la capitale etiope Addis Abeba.
 
Agenzia Nova