Mezzaluna
21.05.2018 - 14:10
Analisi
  
Libia: Haftar "copia" Assad e avvia trattative per la ritirata delle milizie islamiste a Derna
Tripoli, 21 mag 14:10 - (Agenzia Nova) - Il generale libico, Khalifa Haftar, ha deciso ad usare a Derna la stessa strategia adottata dal governo siriano di Bashar al Assad per risolvere la crisi dell’enclave di al Ghouta orientale, fuori Damasco: costringere con la pressione militare e politica i miliziani islamisti rimasti in città ad uscire tramite un "corridoio sicuro" per spostarsi altrove in Libia. L'ex ministro libico per la Gioventù Ibrahim Guider ha rivelato l'esistenza di un'iniziativa in tal senso volta a far uscire i miliziani islamisti dalla città dell'est della Libia, simile a quella portava avanti in Siria per lo sgombero della Ghouta orientale. L'obiettivo sarebbe quello di trasferire i miliziani da Derna verso la capitale. Con un messaggio sul suo profilo Facebook, il politico libico ha spiegato che "è in corso una discussione dopo una protesta avvenuta a Tripoli nella quale si chiedeva ai capi tribù e alle Nazioni Unite di intervenire per fermare gli scontri a Derna. La proposta sarà presentata ai capi delle forze armate legate al governo di Tripoli".

Non è un caso che si pensi a Tripoli come approdo sicuro per le milizie islamiste di Derna. Non solo nella capitale ci sono gruppi armati legati a quelli di Derna, ma nelle scorse settimana il premier del Governo libico di accordo nazionale (Gna), Fayez al Sarraj, aveva chiesto ai capi tribù di Derna e delle aree limitrofe di intervenire per trovare una soluzione pacifica al conflitto in corso in città, in modo da evitare ulteriori spargimenti di sangue, ribadendo la necessità di “schierarsi contro il terrorismo”. In una nota Sarraj aveva affermato: “Seguiamo con preoccupazione le notizie che arrivano da Derna e che riguardano i bombardamenti aerei e le operazioni militari. Chiediamo di usare il buon senso e limitare le sofferenze dei civili, ponendo fine all’assedio della città e fermando le operazioni militari”.

La rivelazione di Guider è stata pubblicata sui social network dopo che il Consiglio degli anziani di Tripoli ha manifestato ieri, 20 maggio, davanti alla sede del quartier generale della missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) per esprimere solidarietà alla popolazione di Derna e chiedere la fine dei raid. Da parte sua, l’Unsmil rende noto che gli “anziani” hanno incontrato rappresentanti della missione a cui hanno dato un messaggio rivolto al segretario generale dell’Onu. “La protezione dei civili è la priorità principale dell’Onu”, scrive Unsmil sul profilo Twitter ufficiale. La situazione di Derna potrebbe essere oggetto del discorso dell'inviato speciale della Nazioni Unite, Ghassan Salamé, atteso oggi al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Da settimane le forze dell’uomo forte della Cirenaica, generale Khalifa Haftar, hanno lanciato un’offensiva su Derna contro i miliziani islamisti.

Le unità militari dell'operazione Karama ("Dignità") impegnate a Derna dovranno “forniranno un passaggio sicuro e un trattamento legale a chi si vorrà arrendere e sceglierà di risparmiare la città dal flagello della guerra”. Lo ha annunciato il portavoce dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Ahmad al Mismari sul profilo Twitter ufficiale. Inoltre, Al Mismari ha annunciato la distruzione della sala operativa dei miliziani di Derna dopo un raid dell’aviazione, avvenuta il 19 maggio. L’offensiva finale su Derna è stata annunciata solo lo scorso 14 maggio eppure l’idea di evacuare i miliziani del Consiglio della shura dei mujaheddin, organismo formalmente sciolto, non è nuova.

Agli inizi di aprile infatti, durante una visita ad un battaglione delle sue forze armate presenti nella zona di Ain Mara, vicino Derna, Haftar aveva affermato parlando ai suoi soldati: “L’operazione decisiva su Derna è ormai vicina e i terroristi che sono asserragliati al suo interno faranno la stessa fine di coloro i quali erano asserragliati ad al Ghouta orientale prima che l’esercito siriano avesse avuto la meglio su di loro”. Secondo l’emittente televisiva “Libya al Ahdath”, vicina alle forze di Bengasi, in quell’occasione Haftar avrebbe anche detto ai militari presenti di essere “in continuo contatto con il capo delle forze armate arabo-siriane, Bashar al Assad, del quale sto sfruttando l’esperienza del suo esercito su come trattare con i terroristi nelle città e nelle zone abitate”.

Non si fermano però le pressioni militari sulle milizie di Derna. L’emittente televisiva “Sky Arabia”, parla dell’arrivo intorno alla città oggi di nuovi rinforzi da parte delle forze di Haftar, mentre il giornale di proprietà saudita, “al Sharq al Awsat”, ha annunciato il rafforzamento della flotta della marina di Haftar con l’arrivo di una nave da guerra che è riuscita a ottenere in dietro dopo che era rimasta bloccata all’estero per sette anni. Dal fronte delle milizie islamiste di Derna non si registrano però segni di resa o di un accordo, almeno per il momento.

La scorsa settimana l’ex muftì libico al Sadeq al Gharian aveva invitato le milizie che controllano il centro della città a resistere davanti all’offensiva delle forze del generale Haftar. Parlando al suo programma “L’Islam e la vita”, trasmesso dall’emittente privata “al Tanaseh”, vicina ai gruppi islamisti, il religioso aveva affermato: “Invito la popolazione di Derna a resistere all’aggressione e restare salda”. Parlando dal suo attuale luogo di residenza, Istanbul, l’ex muftì libico aveva aggiunto che “Allah arriverà con la sua collera e farà vincere i residenti di Derna sotto assedio”. Poco prima il portavoce dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), colonnello Ahmed al Mismari, aveva accusato “i leader dei gruppi islamici libici che risiedono in Turchia” di guidare le milizie che combattono contro i suoi uomini a Derna. “Abbiamo catturato diversi ragazzi i quali ci hanno detto di combattere convinti da quei capi islamici che risiedono nei lussuosi alberghi della Turchia”, aveva detto il portavoce, riferendosi in particolare a “colui che vive in Turchia ed emana fatwa (pareri religiosi) per combattere le forze dell’esercito libico a Derna”.

La città di Derna è sotto il contro del Consiglio dei mujahidin di Derna che non riconosce nessun organismo politico della Libia. Nelle ultime ore, secondo quanto riporta la stampa libica, i miliziani di Derna hanno distrutto un ponte nel sud della cittadina per bloccare l’avanzata delle forze di Haftar. Da quando è stata annunciata la trattativa per un’evacuazione pacifica dei miliziani di Derna di registra un clima di calma relativa nella città dell'est della Libia. Gli scontri a fuoco si sono momentaneamente fermati in particolare in seguito ai raid aerei condotti ieri sera 20 maggio dai caccia dell'aviazione fedele al generale Haftar sugli obiettivi dei miliziani islamisti nella periferia cittadina. Al momento su tutte le direttrici dell'offensiva di Haftar si sono fermati gli scontri, con le squadre di esploratori che stanno cercando di capire gli effetti dei raid di ieri. Le forze di Haftar controllano ormai la maggior parte della periferia e delle alture che circondano la città.

L’offensiva su Derna potrebbe avere un impatto sul processo elettorale in Libia, senza contare che la reazione delle potenze regionali come la Turchia potrebbe essere imprevedibile. La città è assediata da ormai diversi mesi e questo ha messo a dura prova la resistenza dei militanti, oltre che dei cittadini stessi. Le forze egiziane già nei mesi scorsi hanno effettuato diverse operazioni su Derna e altre località libiche, motivando l’intervento per sconfiggere il terrorismo, ma di fatto agevolando il compito dell'Lna. La stretta finale di Haftar su Derna pone una serie di quesiti: dall’effetto sul processo di pace in Libia, alla possibilità di indire elezioni in un contesto conflittuale così complicato; dalle possibili ulteriori violazioni del diritto internazionale umanitario da parte dell'Lna, che potrebbero configurare una responsabilità diretta di Haftar, alla reazione delle potenze regionali vicine a Misurata.

La manovra di Haftar può essere interpretata anche come una mossa politica, essenzialmente volta a stabilire un controllo totale sulla Libia orientale. Derna è infatti ad oggi l’unica città della Cirenaica fuori dal controllo dell’Lna. Avere tutto il controllo della zona costiera libica orientale sarebbe molto importante dal punto di vista politico in vista del processo elettorale. Lo schieramento principale di Derna è il Consiglio della Shura dei mujaheddin di Derna, che è associato ad Al Qaeda e i loro membri sono ex esponenti di Ansar al Sharia. Tuttavia, anche all’interno dell’Lna ci sono esponenti del salafismo jihadista che appoggiano Haftar per ragioni di natura ideologica e politica. Da un punto di vista militare, Derna appare come un obiettivo alla portata dell’Lna: una città relativamente piccola e isolata geograficamente. Il problema, tuttavia, è condurre una nuova operazione di guerriglia urbana, dopo che ci sono voluti anni per liberare Bengasi. Derna, proprio come Bengasi, è densamente popolata: liberarla potrebbe costare ad Haftar molto tempo e risorse.

Un altro colpo a favore delle forze di Bengasi è stato il ferimento di Abu Abdullah al Misri, considerato uno dei capi delle milizie islamiste presenti a Derna ed elemento di spicco della cellula locale di al Qaeda. Omar Refai Surur, questo il vero nome dell’uomo di origini egiziane, sarebbe rimasto gravemente ferito in un raid aereo compiuto ieri contro uno dei quartier generali dei miliziani islamisti. Secondo il giornale “al Ahram al Arabi”, i miliziani di Derna avrebbero chiesto l’aiuto di medici locali per curarlo. L’uomo è il giudice sharaitico del gruppo ed è figlio di uno dei leader dei Fratelli musulmani egiziani.

A spingere i miliziani ad accettare l’evacuazione potrebbe essere anche la situazione di sofferenza della popolazione locale e dei loro stessi uomini. Si registra da alcuni giorni a Derna l’interruzione dell’erogazione di energia elettrica a causa degli scontri a fuoco avvenuti in diverse parti della città. Secondo quanto si legge sulla pagina Facebook della compagnia elettrica locale, “si è verificato un blackout a causa degli scontri a fuoco, con questi ultimi che hanno provocato finora la perdita di tre unità di alimentazione della rete cittadina sulle cinque presenti”.
 
Agenzia Nova