Mezzaluna
17.01.2018 - 15:46
Analisi
  
Marocco: preoccupazioni per l’inflazione dopo l’entrata in vigore della riforma sulla flessibilità del dirham
Roma, 17 gen 15:46 - (Agenzia Nova) - Con un decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze di Rabat è entrata in vigore l’attesa flessibilità del cambio della valuta marocchina. L'annuncio arriva dopo una lunga serie di rinvii, mesi di incertezza e poche informazioni sull'attuazione del nuovo regime dei tassi di cambio inizialmente prevista nel luglio 2017. Solo con il nuovo anno, lo scorso 12 gennaio, il ministero dell'Economia e delle Finanze di Rabat ha infine annunciato la fluttuazione del dhiram a partire dal 15 dello stesso mese. Il dicastero guidato da Mohammed Boussaid afferma che dopo "l'opinione della Banca al Maghrib" (la Banca centrale) è stato disposto "di adottare, da lunedì 15 gennaio 2018, un nuovo regime di cambio". Il passaggio a un tasso di cambio flessibile significa che la banda di oscillazione del dirham dispone di una gamma molto più ampia.

La larghezza di questa banda era sempre stata tenuta segreta dalle autorità monetarie, fin quando a rivelarla era stato il capo del governo Saad-Eddine el Othmani durante una trasmissione televisiva andata in onda due giorni dopo il rinvio della riforma. In quell'occasione il primo ministro aveva annunciato una banda di oscillazione di meno del 5 per cento. Una percentuale confermata nel comunicato del ministero delle Finanze. "La parità del dirham è determinata entro una banda di oscillazione del ± 2,5 per cento, contro il ± 0,3 per cento attuale, rispetto a un tasso centrale fissato dalla Banca al Maghrib sulla base di un paniere di valute composto da euro (Eur) e dollaro Usa (Usd) rispettivamente fino al 60 per cento e al 40 per cento". Inoltre "sotto questo nuovo regime, Bank al Maghrib continuerà a intervenire sul mercato dei cambi per garantire liquidità”. Il dirham oscillerà pertanto di 2,5 punti percentuali, in positivo o in negativo, ma non si sa ancora a partire da quale valore.

Il dicastero di Boussaid sta ora cercando di rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che i beni di prima necessita non subiranno rincari onerosi. "Questa riforma - si legge - viene attuata in condizioni favorevoli, con la solidità del settore finanziario e il consolidamento dei fondamentali macroeconomici, tra cui un adeguato livello di riserve di valuta estera e bassa inflazione". Nella sua dichiarazione, il ministero ricorda anche le ragioni che hanno portato il Marocco ad avviare tale riforma volontaria e graduale: "Si propone di riformare il regime di cambio per aumentare la resistenza dell'economia agli shock esterni, sostenere la competitività e migliorare il livello di crescita, accompagnare i cambiamenti strutturali dell'economia marocchina e in particolare in termini di diversificazione, apertura e integrazione nell'economia mondiale".

Il dibattito sulla flessibilità del regime dei tassi di cambio è iniziato nel 2007 per consentire al Marocco di essere in linea con la liberalizzazione della sua economia. Questa riforma è inoltre incoraggiata dalla fragilità cambio fissi in caso di gravi shock esterni. "In uno scenario del genere, si svaluterebbe immediatamente la moneta con conseguenze negative per l'economia e la società", spiegano da Bank al Maghrib. Sono fondamentalmente due le ragioni che hanno spinto il Marocco a fare questo cambio di rotta. Anzitutto Rabat aveva i prerequisiti per farlo (riserve valutarie, deficit controllato, denaro in linea con il suo valore reale). La seconda ragione, forse la più importante, è l'incertezza in cui si evolve l'economia globale che comporta forti rischi esterni.

L'obiettivo un tasso di cambio completamente regolato dalla legge della domanda e dell'offerta. Ma prima di raggiungere questa fase finale di fluttuazione totale del dirham, il sistema passerà attraverso una fase di transizione. Ciò consiste del portare il corridoio di oscillazione del dirham ad un livello del 5 per cento, ma da una base di partenza non è stata ancora comunicata. Allo stesso tempo, la Banca centrale sta lavorando sull'attuazione del targeting per l’inflazione, che consiste nel far corrispondere il tasso di inflazione a un tasso obiettivo o una gamma di tassi determinati in anticipo dalla Banca centrale. "Tutto è pronto a questo livello, comunicheremo al momento opportuno gli elementi su questo argomento", afferma la direzione della Banca centrale di Rabat.

Verranno introdotti, inoltre, degli strumenti di copertura dalle fluttuazioni di mercato. L'ufficio cambi, dopo un incontro tenuto ieri con il Gruppo professionale di banche del Marocco (Gpbm), pubblicherà presto una circolare sull'argomento. Le banche avranno un ruolo chiave nel successo della riforma, dovendo accompagnare gli operatori e avvisare l'ufficio di cambio in caso di transazione non supportata da un'operazione commerciale. La circolare dell'ufficio cambi si occuperà delle transazioni di copertura destinate a consentire alle società di coprirsi dalle fluttuazioni di mercato. Va inoltre notato che gli operatori saranno in grado di proteggersi dal rischio di fluttuazioni dei prezzi delle materie prime importate, esportate e immagazzinate dopo l'importazione, in particolare i prodotti agricoli ed energetici. Queste coperture possono anche essere contrattate con banche e intermediari stranieri. E' il motivo per cui le banche saranno tenute ad aprire conti in valuta estera dedicati alla gestione delle operazioni di copertura e dei flussi di transazione.

La riforma per rafforzare i poteri della Banca Al Maghrib è sulla buona strada, ma la questione solleva tuttavia molti dubbi in Parlamento, afferma il quotidiano “L'Economiste”, secondo cui la maggioranza è divisa sull'argomento. Alcuni deputati ritengono che la riforma della Banca centrale celi il rischio di conflitti di potere con il governo. Altri parlamentari, compresi quelli dell'opposizione, sostengono che il ruolo di controllo del parlamento sulla Banca centrale dovrebbe essere più pronunciato. Il ministro Boussaid ha affermato che il nuovo status di Bank Al Maghrib non porterà l'istituzione a un'indipendenza assoluta, in quanto vi saranno sempre consultazioni necessarie. Questa maggiore autonomia della Bank Al Maghrib mira piuttosto a rafforzare la credibilità della politica monetaria e a immunizzare la Banca centrale contro l'influenza di lobby o conflitti di interesse quando si prendono decisioni, afferma “L'Economiste”. Nei dettagli, la riforma conferisce alla Banca centrale totale autonomia nella conduzione della politica monetaria. Tra le altre cose, Bank Al Maghrib sarà in grado di fissare obiettivi e preparare strumenti per regolare l'inflazione in modo indipendente. L'altro contributo del testo riguarda la condotta della politica del tasso di cambio, osserva il quotidiano, spiegando che Bank Al Maghrib è incaricata dell'attuazione della politica del cambio secondo il regime stabilito dal ministro delle Finanze. La riforma introduce anche nuove misure per rafforzare la governance dell'istituzione.

Ciò che spaventa di più la politica e l’opinione pubblica è il pericolo inflazione. Per questo la commissione per le Finanze e lo Sviluppo economico nella Camera dei rappresentanti marocchina e la commissione per la Finanza, la Pianificazione e lo Sviluppo economico della Camera dei consiglieri (il Senato di Rabat) terranno oggi una riunione congiunta sulla riforma del regime di cambio del dirham. La sessione congiunta, fanno sapere i media locali, si svolgerà conformemente alle disposizioni dell'articolo 68 della Costituzione e al regolamento interno di entrambe le Camere. Intanto i prezzi dei prodotti petroliferi stanno già salendo nelle stazioni di servizio marocchine. Un aumento vertiginoso che coincide con il rialzo del dollaro, ma anche con l'inizio della liberalizzazione del dirham, un'iniziativa molto temuta dalle compagnie petrolifere marocchine.

I prezzi del carburante sono saliti per raggiungere livelli mai visti, riferisce il quotidiano “Assabah” nella sua edizione odierna dopo un tour in diverse stazioni di servizio. Il prezzo del diesel ha per la prima volta superato la soglia di 10 dirham (un euro), con prezzi che variano tra i 10,5 e i 9,6 dirham al litro a seconda delle stazioni di servizio. Il prezzo della benzina, da parte sua, è di 11,30 dirham. “Assabah” ritiene che l'aumento dei prezzi arrivi dopo il rialzo del dollaro, che ieri equivaleva a 9,20 dirham. Adil Ziadi, presidente del gruppo petrolifero marocchino, afferma che con il declino del dollaro il prezzo di un barile di petrolio è salito a 68 dollari. Ziadi ritiene che la progressiva liberalizzazione del dirham esponga inoltre le compagnie petrolifere alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio. Secondo Ziadi, il declino del dirham rispetto al dollaro dovrebbe generare un aumento dei prezzi del petrolio, anche se i prezzi rimangono stabili. L'esperto sottolinea inoltre che i professionisti non hanno una chiara idea sul futuro del tasso di cambio del dirham dopo il processo di flessibilità avviato.

L’inflazione sta colpendo anche altri beni energetici importanti alla base dell’economia nazionale. Il presidente del Consiglio economico e ambientale sociale (Cese), Nizar Baraka, ha presentato una relazione preoccupante sulla situazione dell’inflazione in Marocco, dichiarando che alle condizioni attuali sarà impossibile raggiungere un reddito pro-capite di mille dollari al mese entro il 2030. Una bombola di gas venduta a 43 dirham nella città può arrivare a costare fino a 70 dirham nelle aree rurali e anche 100 dirham in caso di condizioni meteorologiche avverse. Questo è solo un esempio della "scarsa distribuzione della ricchezza" e della mancanza di "equità sociale tra le regioni", ha detto Baraka citato dal quotidiano “Assabah”. Il divario tra le regioni è certamente il risultato delle speculazioni degli intermediari, ma è probabile che distruggerà la fiducia dei cittadini nelle istituzioni elette e nel sistema politico in generale, ha osservato inoltre l'ex ministro degli Affari generali del governo di Abbas El Fassi. Baraka, che ha parlato davanti ai parlamentari della camera bassa del parlamento, ha anche affermato che il Marocco è uno di quei paesi in cui l'ingente volume di investimenti non influisce sulla situazione occupazionale. Questo, ha spiegato, probabilmente a causa delle molte disfunzioni nella gestione degli investimenti, sia stranieri che nazionali.
 
Agenzia Nova