Mezzaluna
16.05.2017 - 18:30
Analisi
 
Prende forma il progetto del gasdotto trans-africano tra Nigeria e Marocco
Roma, 16 mag 18:30 - (Agenzia Nova) - Il re marocchino, Mohammed VI, ha presieduto al Palazzo reale di Rabat la cerimonia della firma degli accordi sul progetto del gasdotto trans-africano, la mega-struttura costiera che dovrebbe portare in Europa il gas nigeriano e accelerare lo sviluppo dei paesi africani attraversati dalla condotta. Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale marocchino, Nasser Bourita, ha presentato il progetto del gasdotto tra Nigeria e Marocco con toni entusiastici: “Questo mega-progetto, ideato dagli africani per gli africani, è la perfetta dimostrazione della diplomazia di parola e di azione, e una nuova realizzazione della visione di Mohammed VI per l’Africa”, ha detto Bourita. Il gasdotto tra Nigeria e Marocco “avrà un impatto positivo diretto su più di 300 milioni di persone”, ha aggiunto il ministro, in quanto “accelererà i progetti di elettrificazione in tutta la regione occidentale dell'Africa, come base per la creazione di un mercato competitivo dell'energia elettrica regionale”.

Il progetto del gasdotto tra Nigeria e Marocco, il cui obiettivo è portare il gas nigeriano fino in Europa attraverso le coste dell'Africa occidentale, è stato presentato in realtà già lo scorso dicembre. Gli analisti marocchini sono concordi sul fatto che si tratta del più grande progetto mai avviato dal Marocco. Si parla di 25 miliardi di dollari di investimenti, circa 4 mila chilometri di lunghezza, 15 paesi interessati, decine di migliaia di posti di lavoro creati, nuove opportunità economiche, sviluppo sostenibile e una serie di obiettivi sociali connessi. L’idea è quella di collegare la Nigeria, 22mo produttore di gas al mondo, quinto per esportazioni e primo in Africa, all’Europa, garantendo al tempo stesso sviluppo e opportunità in tutti gli altri paesi interessati. Al momento la Nigeria esporta principalmente gas naturale liquefatto via mare. Il gas naturale viene esportato in piccole quantità attraverso un gasdotto che collega la Nigeria con Benin, Togo e Ghana.

Il gasdotto trans-africano si presenta come un progetto di ampio respiro, grazie anche a due gli accordi firmati prima di quello di Rabat. Il primo è una partnership strategica siglata dai capi di Stato di Nigeria e Marocco il 3 dicembre del 2016. Il secondo è un documento per sostenere e finanziare il progetto, siglato dai rappresentanti del fondo sovrano marocchino, Ithmar Capital Fund, e del fondo sovrano della Nigeria, Nigeria Sovereign Investment Autority (Nsia). Il memorandum d’intesa si basa anche sulle iniziative per l'Africa adottate in occasione della conferenza mondiale sul clima di Marrakech, Cop22, dalla Banca mondiale e dal Marocco. Tali iniziative, infatti, potrebbero coprire almeno in parte il finanziamento del gasdotto.

E' noto, infatti, che l'utilizzo del gas naturale impatta molto meno rispetto al petrolio o al carbone in termini di emissioni di gas serra. L'idea è quella di coinvolgere anche la Banca mondiale nel finanziamento del progetto attraverso i risultati della conferenza Cop22, ospitata proprio dal Marocco. Il piano di sviluppo del progetto è stato ben accolto in particolare dai governi dei paesi dell’Africa occidentale, che trarranno beneficio dal passaggio del gasdotto sul loro territorio. I primi sono stati Senegal e Guinea. Anche il governo della Costa d’Avorio ha espresso il suo sostegno e la sua disponibilità a far passare sul proprio territorio il gasdotto trans-africano.

La cerimonia di Rabat ha visto inoltre la proiezione di due filmati istituzionali sull'impatto socio-economico dei progetti e il loro campo di applicazione regionale e internazionale, che si è svolta alla presenza del capo del Governo marocchino, Saad-Eddine El Othmani, del presidente della Camera dei rappresentanti, Habib el Malki, e dei consiglieri del re e membri del governo. Era presente anche una folta delegazione nigeriana e di rappresentanti della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Cedeao), e di membri del corpo diplomatico accreditato a Rabat e diversi dignitari.

La Nigeria è in grado di produrre ed esportare molto di più di quanto non faccia ora. E’ per questo che il Marocco ha studiato il modo di farlo nella direzione di tutti i paesi dell'Africa occidentale, da 12 a 15 paesi, per poi arrivare sul territorio marocchino e collegarsi con l'Europa attraverso la Spagna. Un gasdotto che diventa come un'autostrada, secondo gli analisti marocchini, una pista veloce che trasporta prodotti. È collegato da cinghie che distribuiscono il flusso verso le regioni attraversate. Per Rabat questo è anche un grande progetto per promuovere l'integrazione economica regionale, il gasdotto sarà progettato con la partecipazione di tutte le parti interessate.

Tra i suoi vantaggi, accelererà i progetti di elettrificazione in tutta la regione dell'Africa occidentale. Questa regione diventerà quindi, secondo gli analisti marocchini, un mercato competitivo dell'energia elettrica regionale, e potrebbe essere collegata al mercato europeo dell'energia. Con la disponibilità di incroci tra gas e energia elettrica, si pensa ovviamente lo sviluppo di cluster industriali integrati in settori come l'industria, agroalimentare e fertilizzanti, per attirare capitali stranieri, migliorare la competitività delle esportazioni e aumentare l'elaborazione locale delle risorse naturali ampiamente disponibili per il mercato nazionale ed internazionale.

Meno di un mese fa, il re del Marocco, Mohammed VI, ha invitato le istituzioni finanziarie arabe a sostenere le riforme nel mondo arabo e in Africa. In un messaggio inviato alla riunione annuale delle istituzioni finanziarie arabe, che si è tenuta il 18 aprile a Rabat, il capo dello stato marocchino ha chiesto ai cinque maggiori istituti finanziari arabi di sostenere le riforme e lo sviluppo dei paesi della regione e ha anche chiesto di contribuire finanziariamente alla realizzazione del grande progetto di gasdotto tra la Nigeria e Marocco. "Le nostre autorità finanziarie arabe sono chiamate oggi più che mai ad una positiva interazione con i cambiamenti in corso nella regione araba e le esigenze di sviluppo del continente africano, così come alla messa in comune degli sforzi per aiutare e sostenere riforme economiche e finanziarie avviate".

Nel suo messaggio, il re ha parlato della partnership Sud-Sud in particolare con l'Africa e ha anche colto l'occasione per ricordare che il regno ha voluto il suo ritorno nell'Unione Africana. Il Marocco, “con il suo notevole potenziale economico, i suoi stabilimenti pubblici e privati nel campo della solida partnership con i paesi dell’Africa - ha detto il re - è ansioso di mettere le proprie competenze umane e quelle accumulate in vari campi a disposizione delle autorità finanziarie arabe per consentire loro di fornire assistenza per rafforzare la capacità dei paesi africani in termini di sviluppo”. Per Mohammed VI “il progetto di gasdotto tra la Nigeria e Marocco è un modello di cooperazione Sud-Sud che deve essere sostenuto dalle organizzazioni finanziarie arabe".
 
Agenzia Nova