Mezzaluna
21.11.2017 - 17:04
Analisi
  
Marocco: il paese sconvolto dalla tragedia di Essaouira, necessarie nuove regole per le Ong
Roma, 21 nov 17:04 - (Agenzia Nova) - Il Marocco è rimasto sconvolto dalla tragedia avvenuta domenica scorsa a Essaouira sia per quanto riguarda il mondo politico che nella società. Diverse domande vengono poste oggi dopo la tragedia di Sidi Boulaalam, in cui 15 persone sono morte durante un'operazione di beneficenza. I quotidiani locali, non a caso, tornano all’unisono su questo dramma avvenuto due giorni fa. I principali giornali in lingua araba pubblicati oggi aprono su questa tragedia, concentrandosi principalmente sulla testimonianza dei presenti, per cercare di ricostruire il corso degli eventi. Quello che più colpisce è che la maggior parte delle vittime sono donne e bambini. Alcuni feriti sarebbero in gravi condizioni. La tragedia ha avuto luogo in una località a circa 60 chilometri a nord-est di Essaouira, nel sud del Marocco, dove 800 persone si sono accalcate per ricevere gli aiuti in piccolo villaggio rurale.


Il giornale “al Akhbar”, che parla di “un nuovo incidente”, riferisce, citando le sue fonti, che l'associazione che aveva organizzato la distribuzione di generi alimentari inizialmente aveva programmato di diffondere l'operazione nell'arco di tre giorni a partire dalla domenica 19 novembre. I suoi membri sono rimasti sorpresi nel vedere diverse migliaia di persone farsi avanti molto prima dell'inizio della distribuzione. Diverse centinaia di donne, provenienti da varie città e villaggi vicini, sono accorse nella zona della distribuzione. Ma, precisa il giornale che solleva la questione incolpando le autorità locali, non è stato messo in atto alcun provvedimento per gestire così tante persone.

Da parte sua il giornale d’inchiesta “al Massae” riferisce che la gendarmeria ha sentito ieri la persona alla base di questo evento di beneficenza, un imam nativo di Sidi Boulaalam e officiante in una moschea di Casablanca. L'articolo afferma che l'imam in questione non ha un'autorizzazione scritta che gli consenta di organizzare tale operazione. La stessa fonte indica anche la responsabilità delle autorità locali che non hanno reagito in quel momento per impedire ufficialmente questa operazione non autorizzata. Il quotidiano “al Ahdath Al Maghribia” cita le testimonianze di donne scampate alla tragedia e riporta le dichiarazioni di una di loro, la quale afferma di essere stata stata attratta dalle "voci" che circolavano ben oltre il villaggio dove la tragedia ha avuto luogo e che annunciavano l’arrivo di un benefattore per distribuire cibo ai poveri.

Il giornale in lingua araba “Assabah”, sottolinea che la donazione che le donne avrebbero dovuto ricevere consisteva in 25 chili di farina, due pacchetti di tè da 200 grammi ciascuno, 5 chili di zucchero e un litro di olio da tavola. Citando fonti sul posto, il giornale sottolinea anche la mancanza di organizzazione di questa operazione che ha attirato più persone del previsto. La stessa fonte aggiunge che, se c'era così tanta affluenza sul posto era perché era stato mobilitato il trasporto pubblico abusivo della zona che ha portato le donne sul posto.

Il dramma di Sidi Boulaalam, nella provincia marocchina di Essaouira, è stato al centro del dibattito della sessione di interrogazioni alla Camera dei Rappresentanti di Rabat ieri. Diversi deputati hanno chiesto all'unanimità che le attività di beneficenza siano supervisionate dalle autorità pubbliche. A Sidi Boulaalam 15 donne sono rimaste uccise domenica in una calca. Il Partito autenticità e modernità (Pam), attraverso il suo parlamentare Aadi Bouarfa, ha chiesto le dimissioni del governo definendo il dramma un "crimine" che coinvolge la responsabilità del governo. "È necessario distinguere e separare beneficenza e attività religiose", ha osservato Bouarfa, mentre il rappresentante del partito conservatore di Giustizia e sviluppo (Pjd), Driss Azami, ha chiesto al governo di occuparsi direttamente della distribuzione degli aiuti.

Sul banco degli imputati ci sono, secondo i politici e gli osservatori locali, le organizzazioni caritatevoli, per lo più islamiche, che operano nella zona in modo clandestino o comunque senza alcun coordinamento con le autorità locali, alcune delle quali legate al partito islamico del Pjd. E’ per questo che nell’immediato il re del Marocco, Mohammed VI, ha ordinato alle autorità locali di adottare “tutte le misure legali necessarie prese per controllare rigorosamente la distribuzione di aiuti”.

Dopo la tragedia di Essaouira, il pubblico ministero competente ha avviato una serie di indagini. “La cultura della condivisione è radicata nelle ancestrali tradizioni marocchine ed è sempre stata molto presente nella società, sia a livello dello Stato e delle Ong che dei singoli cittadini”, spiega il ministero dell’Interno di Rabat, citato dall’agenzia di stampa “Map”. “Il paese è orgoglioso del dinamismo del tessuto associativo e della sua azione benefica riconosciuta, stimata ed efficace. Tuttavia tali azioni, che sono di per sé benefiche, non dovrebbero essere svolte senza un solido quadro che garantisca la sicurezza e la salvaguardia dei cittadini beneficiari e dei benefattori”, specifica il ministero. Il governatore della provincia di Essaouira sarà ascoltato dal tribunale nell’ambito delle indagini aperte dal pubblico ministero competente.

Gli analisti locali chiedono “con urgenza una regolamentazione degli atti di beneficenza e donazioni. Diversi malfunzionamenti hanno caratterizzato l'operazione di distribuzione alimentare nella località, situata vicino a Essaouira. Al di là della strumentalizzazione politica che alcuni cercano di fare della tragedia di Sidi Boulaalam che ha fatto quindici morti, è opportuno porre domande e individuare malfunzionamenti per evitare questo tipo di dramma accadere di nuovo”, si legge in un editoriale di Aziz Bada.

Spiega infatti il politologo “come potrebbe una comunità di 9 mila abitanti attirare persone da Agadir, Chichaoua, Essaouira e persino da Casablanca? Quando conosciamo il costo del paniere del cibo da distribuire, che era del valore di 150 dirham (15 euro) quasi pari al costo del trasporto da Agadir o da Chichaoua. Era inutile spendere così tanto per il trasporto nella speranza di un bottino così magro. Il costo del trasporto è superiore a quello del cibo”. Il corrispondente del sito informativo marocchino “Le 360” di Sidi Boulaalam è riuscito a raccogliere testimonianze per comprendere il mistero di questa corsa al la distribuzione di generi alimentari.

Molte persone gli hanno spiegato che “il successo di questa operazione è dovuto alla personalità del benefattore, Sheikh Abdelkbir Al Haddidi, che è un imam che officia in una moschea di Casablanca. Queste persone si sono mosse per andare a Sidi Boulalam per avere la benedizione dello sceicco. Attribuiscono ai cestini delle virtù che superano il mero valore dei prodotti alimentari e introducono nelle loro case un baraka (benedizione) al quale conferiscono valori di ricchezza e fortuna. Si può legittimamente porre la domanda su come le autorità hanno permesso la diffusione di queste voci relative all'aura dello sceicco e quali sono attratte”.

Il secondo punto sul quale tutti, dai giornali ai politici, puntano il dito riguarda l'organizzazione della distribuzione degli aiuti alimentari e l'uso delle barriere. “La responsabilità delle autorità locali è completa – accusa il sito marocchino – “Come hanno potuto lasciare migliaia di persone, secondo le testimonianze, riunirsi senza prendere le misure necessarie per la loro dislocazione? Le barriere che dovrebbero frenare il flusso si sono trasformate in trappole mortali in caso di movimento della folla. E questo è esattamente quello che è successo. La calca ha abbattuto persone che non potevano alzarsi perché erano intrappolati nelle barriere che erano diventate barriere. Sono stati calpestati e sono morti nella maggioranza dei casi per asfissia”. Esiste una grande tradizione di solidarietà in Marocco. Questa solidarietà è vissuta ogni giorno grazie al notevole lavoro di migliaia di Ong ma il dramma di Sidi Boulaalam sottolinea l'urgenza di regolamentare le organizzazioni benefiche e le donazioni.
 
Agenzia Nova