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Coronavirus: stop alla fecondazione assistita al Pertini ma ospedale pronto a ripresa graduale (2)

Roma, 10 apr 13:28 - (Agenzia Nova) - Il Pertini, inoltre, è il centro di riferimento regionale per la preservazione della fertilità femminile, per quelle donne affette da patologie neoplastiche: “queste attività, invece, è regolarmente funzionate – aggiunge Rago -, tanto che abbiamo trattato in questa ultima settimana altri 2 casi”. Tuttavia, però, la chiusura dei nuovi cicli e delle attività ambulatoriali esterne, quindi nuove visite, porterà ovviamente ad un calo delle gravidanze. In media, nel periodo operativo, l’ospedale Pertini riesce a raggiungere il 38/40 per cento di gravidanze per le donne con meno di 35 anni e il 12 per cento per le donne di età superiore ai 40 anni; mentre la media nazionale si attesta, per quest’ultima fascia di età, tra il 6 e 8 per cento. “Fino a due settimane fa noi avevamo ridotto del 50 per cento le nostre attività e da una settima abbiamo sospeso completamente tutti i cicli di procreazione medicalmente assistita – aggiunge Rago -. Questo lo abbiamo previsto fino alla fine di aprile, ma contiamo di riaprire la nostra attività da maggio, in maniera graduale, con la seconda fase, tenendo conto delle indicazioni della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che nei giorni scorsi ha emanato un prontuario su come avviare la seconda e la terza fase in sicurezza”. Questo perché, in un paese gravato da una grossa denatalità come il nostro, privarsi di 3 o 4 mila bambini l’anno, legati alla tecnica della procreazione assistita, comporta effetti molto significativi da un punto di vista demografico. In ogni caso, all’ospedale Pertini rimangono attivi i cicli finalizzati alla crioconservazione degli ovociti nella paziente oncologica. “Noi offriamo alle pazienti la possibilità di crioconservare gli ovociti per un secondo o terzo ciclo, senza stimolazione, che non è poco sia per la paziente che per le casse della Regione Lazio”, conclude Rago. (segue) (Rer)
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