Venezuela: governo e opposizione firmano l’accordo per il recupero dei fondi statali bloccati

Poco dopo la firma a Città del Messico, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso la licenza che autorizza la compagnia petrolifera Chevron a riprendere le sue operazioni in Venezuela

Maduro venezuela
Maduro venezuela

Il governo e l’opposizione del Venezuela hanno firmato oggi in Messico il cosiddetto Secondo accordo parziale per la protezione del popolo venezuelano, finalizzato al recupero dei fondi statali bloccati nel sistema finanziario internazionale e, contestualmente, al varo di un piano congiunto per il miglioramento dei servizi sociali. A firmare l’intesa sono stati per il governo il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, e per l’opposizione l’ex sindaco di Caracas, Gerardo Blyde. Presenti al tavolo negoziale all’hotel SoStel di Città del Messico il mediatore norvegese Dag Nylander e il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard. L’accordo prevede la collaborazione tra il regime del presidente Nicolas Maduro e le forze di opposizione per la definizione di un piano di spesa da 2,7 miliardi di dollari – fondi attualmente congelati in conti internazionali a causa delle sanzioni statunitensi – per la riparazione di reti elettriche, per il completamento di progetti sanitari o per la distribuzione di farmaci e vaccini nel Paese. I fondi saranno gestiti dalle Nazioni Unite. Il mediatore norvegese si è congratulato con le due parti, ma ha avvertito che qualsiasi misura unilaterale che modifichi i termini dell’accordo non sarà considerata valida.

“La comunità internazionale continuerà a impegnarsi per sostenere il dialogo, ma i futuri progressi dipenderanno dai venezuelani”, ha aggiunto il diplomatico. Per Ebrard, l’accordo odierno è “una speranza per tutta l’America latina”, rappresenta “una buona notizia” e “il trionfo della politica nella risoluzione delle controversie”. “Abbiamo lasciato l’odio alle nostre spalle”, ha scritto su Twitter Maduro prima della firma dell’intesa. “Il Venezuela ha oggi una pace per la quale ha lavorato e ha lottato. Godiamoci questo periodo natalizio in famiglia”, ha affermato il presidente venezuelano. Di speranza ha parlato anche il leader dell’opposizione Juan Guaidò, chiedendo tuttavia ai suoi sostenitori di essere consapevoli degli ostacoli all’orizzonte: “Bisogna essere pronti ad affrontare la dittatura e a difendere la volontà dei venezuelani”. Anche un’altra voce di peso dell’opposizione come quella di Henrique Capriles ha accolto positivamente la firma a Città del Messico. L’intesa, ha scritto su Twitter, “implica un’opportunità per i venezuelani di migliorare le proprie condizioni di vita” sulla via per “il recupero della democrazia e la ricostruzione della speranza nel Paese”.

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso oggi, 26 novembre, la licenza che autorizza la compagnia petrolifera Chevron a riprendere le sue operazioni in Venezuela. Lo si legge in un comunicato diramato dal dipartimento poco dopo la firma a Città del Messico di un primo accordo parziale tra il governo di Caracas e l’opposizione per la gestione congiunta dei fondi attualmente congelati all’estero. “Questa azione – afferma Washington – riflette l’impegno degli Usa ad allentare gradualmente le proprie sanzioni sulla base di passi concreti che allevino le sofferenze del popolo venezuelano e contribuiscano al ripristino della democrazia”. La licenza garantita dal dipartimento del Tesoro, in particolare, consente a Chevron di tornare a importare greggio o prodotti petroliferi esportati dalle sue controllate in Venezuela e a riavviare “operazioni limitate” di estrazione delle risorse naturali.

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