Venezuela: al via domani in Messico i colloqui tra governo e opposizione

L’appuntamento, accolto con favore da Stati Uniti e Unione europea, potrebbe porre le basi per un alleggerimento delle sanzioni al settore petrolifero venezuelano

maduro venezuela

Riprendono domani in Messico i colloqui tra governo del Venezuela e opposizione, che tornano a sedersi al tavolo dopo più di un anno dall’ultimo round di negoziati. L’appuntamento, accolto con favore da Stati Uniti e Unione europea, potrebbe porre le basi per un alleggerimento delle sanzioni al settore petrolifero venezuelano, in un momento in cui la guerra in Ucraina sta ridisegnando la mappa delle forniture energetiche globali. “Accogliamo con favore il ritorno al dialogo tra le parti venezuelane questa settimana, speriamo che lavorino per alleviare le sfide umanitarie che devono affrontare i venezuelani e per elezioni libere ed eque. Gli Stati Uniti continuano a sostenere il popolo venezuelano nella ricerca di un futuro migliore”, ha commentato il vice segretario di Stato Usa con delega agli affari continentali, Brian Nichols.

Anche l’Unione europea, per voce dell’Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha “accolto con favore” il riavvio del dialogo in Messico tra il governo venezuelano e l’opposizione. “Accolgo con favore l’annuncio della ripresa del dialogo in Messico tra il governo venezuelano e l’opposizione, chiave per una soluzione pacifica della crisi. Milioni di venezuelani attendono un accordo che risponda alle loro aspirazioni democratiche e socio-economiche”, ha scritto Borrell in un tweet.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “eccellente notizia”. “Stanno per riprendere i negoziati tra l’opposizione e le autorità venezuelane. Questa è un’eccellente notizia per la quale abbiamo lavorato durante il Forum sulla Pace di Parigi. Continueremo a sostenere questo processo per ottenere risultati concreti a favore del popolo venezuelano!”, ha twittato il capo dell’Eliseo. Proprio la presidenza francese, in occasione del G7 tenuto in Germania lo scorso giugno, aveva parlato della necessità per la comunità internazionale di esplorare tutte le opzioni per allentare la stretta russa sulle forniture energetiche, anche avviando colloqui con nazioni produttrici come Iran e Venezuela. Una palla che il presidente Nicolas Maduro ha preso al balzo, dicendosi pronto ad aiutare l’Unione europea nel contesto della crisi energetica, in cambio della sospensione delle sanzioni.

Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno sempre ribadito che un alleggerimento delle sanzioni sarà subordinato ad una ripresa “in buona fede” del dialogo politico nel Paese. Secondo un articolo pubblicato dal “Washington Post” lo scorso 6 ottobre, il governo degli Stati Uniti si sta preparando ad allentare le sanzioni nei confronti del Venezuela, per consentire all’azienda petrolifera Chevron di riprendere ad estrarre petrolio nel Paese e potenzialmente riaprire i mercati statunitensi ed europei alle esportazioni di petrolio venezuelano. Questo, però, a condizione che vi sia una ripresa “in buona fede” del dialogo tra il governo di Caracas e l’opposizione”. Un delicato gioco di equilibrio tra concessioni che la stessa organizzazione non governativa per i diritti umani Human rights Watch (Hrw), sempre molto critica nei confronti del governo di Maduro, ha definito necessario. “Occorrono incentivi per negoziare con successo con un regime che non fa concessioni volontariamente. Ciò richiede che le sanzioni non siano fini a se stesse”, ha scritto in un tweet ha momento del processo che si apre domani.

La ripresa dei colloqui è stata ufficializzata dall’ambasciata della Norvegia in Messico, dopo che per alcuni giorni, si erano succedute indiscrezioni sulla data. “Annunciamo che il governo della Repubblica bolivariana del Venezuela e la Piattaforma Unitaria del Venezuela hanno deciso di riprendere il processo di dialogo e negoziato in Messico il 26 novembre, facilitato dalla Norvegia. Nell’occasione, le parti sottoscriveranno un accordo parziale sui temi sociali in Venezuela”, scrive l’ambasciata in un messaggio pubblicato sul proprio profilo Twitter.

Il tavolo che si apre nel fine settimana, ultimo di una serie di tentativi già sperimentati nel corso degli anni, era stato interrotto una prima volta dal governo Maduro, in protesta per l’arresto internazionale del faccendiere colombo-venezuelano, Alex Saab, sotto processo negli Usa come prestanome per presunti traffici illeciti di Caracas. L’obiettivo principale del nuovo round di negoziati nella capitale messicana dovrebbe essere quello di preparare il terreno per le elezioni presidenziali in programma nel 2024. Giunge infatti a scadenza il mandato di Nicolas Maduro, la cui elezione – nel 2018 – è stata denunciata come viziata da irregolarità, soprattutto per le restrizioni alla possibilità di accesso alle opposizioni.

La delegazione del governo sarà guidata dal presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, mentre quella dell’opposizione da Gerardo Blyde, l’inviato del leader di opposizione Juan Guaidò a Washington. Uno dei primi atti del tavolo che si aprirà domani, riferisce una nota ufficiale del governo venezuelano, sarà la firma di un “accordo sociale” che permetterà di scongelare gli asset sottoposti a sanzione. L’accordo sociale che verrà firmato domani è stato redatto “in maniera esaustiva” a Caracas, fa sapere la delegazione governativa, parlando di un “meccanismo pratico, diretto ad affrontare le necessità sociali di base e rispondere ai problemi dei servizi pubblici”. Un impegno basato “sul recupero delle risorse legittima, proprietà dello Stato venezuelano, che oggi sono bloccate nel sistema finanziario internazionale”.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook
, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram