Usa-Asean: oggi la seconda giornata del vertice a Washington

L’agenda odierna, annunciata dal dipartimento di Stato, si aprirà con un pranzo di lavoro tra i leader asiatici e la vicepresidente statunitense, Kamala Harris, incentrato sulla cooperazione marittima, sanitaria e per la ripresa post-pandemica

Il vertice tra gli Stati Uniti e l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean), che si è aperto ieri a Washington, entra nel vivo oggi, con la seconda e conclusiva giornata. L’agenda odierna, annunciata dal dipartimento di Stato, si aprirà con un pranzo di lavoro tra i leader asiatici e la vicepresidente statunitense, Kamala Harris, incentrato sulla cooperazione marittima, sanitaria e per la ripresa post-pandemica. Seguirà un incontro con altri rappresentanti del governo Usa, oltre alla vicepresidente: ci saranno John Kerry, inviato speciale per la gestione del clima ed emergenze climatiche, e i segretari ai Trasporti, Pete Buttigieg, e all’Energia, Jennifer Granholm, oltre all’amministratore dell’Agenzia per la protezione ambientale (Epa), Michael Regan. Infine, il presidente Joe Biden e i leader ospiti discuteranno del rafforzamento della relazione strategica e scambieranno opinioni su questioni regionali e globali.

Il summit speciale, organizzato in occasione dei 45 anni di relazioni di dialogo, è iniziato ieri con una visita dei leader asiatici al Campidoglio e un pranzo di lavoro con la presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, e con alcuni membri del Congresso. Successivamente c’è stato un incontro con la segretaria al Commercio, Gina Raimondo, e con una rappresentanza di imprenditori. La giornata si è conclusa con una cena alla Casa Bianca. I Paesi sono rappresentanti, per la maggior parte, dai loro primi ministri: Hun Sen per la Cambogia, Phankham Viphavanh per il Laos, Ismail Sabri Yaakob per la Malesia, Lee Hsien Loong per Singapore, Prayut Chan-o-cha per la Thailandia e Pham Minh Chinh per il Vietnam. Ci sono poi il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, e il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo. Per le Filippine è presente il ministro degli Esteri, Teodoro Locsin. Non è stato invitato, invece, il generale Min Aung Hlaing, a capo della giunta militare al potere in Myanmar dal colpo di stato dell’anno scorso.

Ieri il presidente Biden ha rivolto ai leader dell’Asean promesse di cooperazione nei campi della transizione energetica e della sicurezza marittima, nel tentativo di bilanciare la crescente influenza esercitata dalla Cina nell’Indo-Pacifico. L’amministrazione presidenziale in carica, che ha inaugurato il proprio mandato descrivendo la Cina come principale avversario internazionale degli Stati Uniti, intende dimostrare di attribuire ancora la priorità strategica alla regione asiatica, nonostante da due mesi l’attenzione di Washington sia perlopiù monopolizzata dalla crisi in Ucraina. La presidente della Camera Usa Nancy Pelosi, accogliendo i leader dell’Asean nel primo pomeriggio di ieri, ha chiesto loro di assumere posizioni più decise nei confronti della Russia, tracciando un nesso tra la crisi in Ucraina e i delicati equilibri nella macro-regione asiatica: “se ignorata – ha avvertito Pelosi – questa invasione lascerà la porta aperta ad altre aggressioni, incluse tensioni ed altre questioni marittime nel Mar Cinese Meridionale”. Pelosi ha definito il summit di ieri “un’altra manifestazione dell0impegno degli Stati Uniti ad essere un partner forte e affidabile per il Sud-est asiatico”. La presidente della Camera ha dichiarato che gli Usa credono in relazioni basate sulla “sincerità”, ed ha sollecitato i leader regionali al rispetto dei diritti umani, menzionando in particolare quelli delle minoranze sessuali. Pelosi non ha menzionato Paesi in particolare, ma Brunei e Indonesia hanno attratto critiche internazionali approvando leggi che prevedono punizioni corporali per le relazioni omosessuali consenzienti.

Sul piano prettamente economico, gli impegni formulati ieri dal governo Usa nei confronti del Sud-est asiatico appaiono limitati: 150 milioni di dollari in tutto, che costituiscono una cifra modesta, se paragonata ai 40 miliardi di dollari che il Congresso federale Usa si appresta a stanziare per l’Ucraina. Gli Stati Uniti stanno però lavorando col settore privato e intendono presentare una serie di iniziative più vaste nelle prossime settimane, in concomitanza con il viaggio ufficiale del presidente Joe Biden in Corea del Sud e Giappone che dovrebbe coincidere anche col lancio di una nuova Cornice di dialogo economico per l’Indo-Pacifico (Ipef).

Gli investimenti annunciati ieri dalla Casa Bianca verranno destinati “alla cooperazione marittima, alle infrastrutture e ad altre iniziative”. 60 milioni finanzieranno l’espansione della cooperazione marittima Usa-Asean, incluse iniziative sui fronti del contrasto alla pesca illegale; i fondi finanzieranno anche l’invio di personale della Guardia costiera Usa nell’Indo-Pacifico a sostegno di attività di addestramento. La Guardia costiera Usa schiererà inoltre un cutter nel Sud-est asiatico e in Oceania per “l’addestramento e la cooperazione alla sicurezza”, e istituirà per la prima volta un proprio nucleo regionale per la cooperazione con le locali agenzie di sicurezza. Gli Stati Uniti investiranno inoltre 40 milioni di dollari in progetti infrastrutturali legati alle energie rinnovabili, e sei milioni di dollari per lo sviluppo della normativa legata all’economia digitale e il sostegno all’adozione di standard globali per l’intelligenza artificiale. Tra le iniziative annunciate da Washington, che ieri ha presieduto anche il secondo vertice globale virtuale sul Covid-19, figura anche l’apertura di un ufficio dei Centri per il controllo e la prevenzione della malattie (Cdc) ad Hanoi, che si occuperà del monitoraggio e dello studio delle malattie respiratorie emergenti.

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