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Ue, Mattarella ribadisce: “Il processo d’integrazione oggi ancor più indispensabile”

Il presidente ha parlato a ridosso di importanti scadenze continentali, dal Mes alla revisione del patto di stabilità. Preoccupa anche l’emergenza climatica

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Dal nostro inviato a Città di San Marino – Nell’ultima trasferta di un anno scandito da numerosi impegni internazionali, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è tornato oggi ad affrontare temi su cui, negli ultimi mesi, aveva già battuto con una certa insistenza e chiarezza: l’emergenza climatica, che richiede risposte quanto più rapide possibile e, soprattutto, l’importanza del processo di integrazione europea, che non deve interrompersi ma anzi deve essere rilanciato con maggiore impegno. Una considerazione non banale visto che l’Unione si trova alle porte di tre importanti scadenze: la ratifica del Mes, con l’Italia unico Paese a non aver ancora provveduto (e su cui il Colle, senza invasioni di campo, è già intervenuto a più riprese); la stesura del nuovo Patto di stabilità, che il nostro Paese vorrebbe in forte rottura con il passato; e le elezioni europee della prossima primavera. Scadenze, le prime due, che animano il dibattito fra Bruxelles e Roma, considerando che nel caso del Mes la risposta del governo deve pervenire entro la fine dell’anno. Per tornare sul tema il presidente Mattarella ha scelto la Repubblica di San Marino per una visita che segue quella dei Capitani Reggenti pro tempore a Roma dello scorso 2021. Parlando nella sala del governo dell’omonimo palazzo della “Serenissima”, il presidente ha rimarcato come oggi il processo di integrazione europea appaia “ancor più indispensabile” a fronte di sfide globali che “i singoli Paesi da soli non sono in grado di affrontare”.


Fra questi il “drammatico ritorno della guerra in Europa, con la barbara aggressione della Federazione Russa all’Ucraina”. Serve – questo il pensiero – coesione e scelte condivise, per non mettere a rischio la nostra casa comune europea. Unità di intenti e rapidità d’azione necessari anche per affrontare quella che il presidente definisce una preoccupante emergenza. “L’emergenza climatica colpisce con particolare violenza la nostra regione mediterranea, con fenomeni climatici estremi che stanno gravemente danneggiando il nostro ecosistema e minacciando il nostro stile di vita”, ha sottolineato il presidente a pochi chilometri dall’Emilia Romagna devastata dagli alluvioni degli scorsi mesi. Da qui l’appello ad adottare “iniziative urgenti ed efficaci per arrestare e invertire gli effetti della crisi climatica”. Su questo, l’auspicio e la convinzione del presidente e che anche l’Italia faccia la sua parte, a cominciare dalla prossima presidenza del G7, che “intendiamo impiegare anche per mantenere alta l’attenzione su questa emergenza”.

Sfide complesse su cui anche uno Stato piccolo come San Marino può offrire il suo contributo, perché “la dimensione di un Paese non altera il suo profilo e la sua missione morale”. Anche per questo l’Italia “è al fianco” del Titano nel processo sul negoziato con l’Unione Europea “su un Accordo di Associazione che le assicuri l’accesso ai benefici di una integrazione con le regole dell’Unione Europea”. Una vicinanza di vedute che non nasce oggi visto che Italia e San Marino “sono legati dal filo indissolubile di una storia millenaria e da una profonda amicizia” che, fra l’altro, negli ultimi anni ha avuto “un vero e proprio cambio di paradigma, in un lavoro comune teso a definire priorità e linee d’azione nell’interesse dei nostri concittadini e della causa della pace universale”. Dunque “San Marino e Italia, assieme, possono guardare al futuro con fiducia”. Con un occhio sempre rivolto a Bruxelles.

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