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Ue e Sudamerica non trovano l’accordo, Lula: Mi dispiace non poter annunciare l’intesa commerciale

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Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha riconosciuto che Unione europea (Ue) e Mercato comune del sud (Mercosur) non hanno ancora trovato l’intesa per chiudere l’accordo commerciale atteso da oltre venti anni. Lula cercava di concludere i negoziati e firmare l’accordo durante la presidenza brasiliana del blocco sudamericano, finita oggi durante il vertice tenutosi a Rio de Janeiro con la presenza dei presidenti dell’Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia. “Avevo il sogno che durante la mia presidenza e quella del compagno Pedro Sanchez potessimo concludere. Penso che meritassimo. […] Sanno lo sforzo che abbiamo fatto. In ogni modo, non ha funzionato”. Il Paraguay assume oggi la presidenza temporanea del Mercosur per i prossimi 6 mesi. Il presidente brasiliano ha aggiunto, rivolgendosi al presidente del Paraguay, “quando assumerai la presidenza, non mollare! Sii testardo, combatti e comunichi, perché è così”.


I 27 Paesi dell’Unione europea e i quattro del Mercato comune del sud (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) hanno trovato un accordo di principio a metà 2019, ma i testi – non definitivi – non sono stati firmati né ratificati dai rispettivi parlamenti. Il negoziato di quello che potrebbe divenire l’accordo commerciale più grande per entrambi i blocchi è iniziato nel 1999 e ripreso nel 2013, dopo anni di stallo legati a congiunture di tipo politico. Nel 2018, dopo un nuovo round negoziale tenuto in Uruguay, le trattative si sono interrotte soprattutto per le resistenze opposte dagli agricoltori di Francia e Irlanda. Incalzato dai produttori, il presidente francese Emmanuel Macron disse che Parigi non avrebbe mai firmato un testo in cui i prodotti sudamericani sollevati dai dazi non fossero comunque sottoposti al rispetto degli standard ambientali. All’intesa di massima maturata al G20 di Osaka, Giappone, nel giugno del 2019, sarebbe seguita un’ulteriore frenata per i timori di alcune capitali europee alle politiche ambientali dell’ex presidente del Brasile, Jair Bolsonaro.

Il ritorno di Lula alla presidenza del Brasile, dopo la diffidenza mostrata da diverse capitali europee nei confronti di Jair Bolsonaro, aveva motivato il governo della Spagna – che a luglio ha assunto la presidenza di turno dell’Unione – a scommettere su una chiusura accelerata dell’accordo. Ma le proposte arrivate dai Ventisette per sbloccare le questioni ancora pendenti non hanno mai del tutto convinto la parte sudamericana, Brasile in testa, critica per le posizioni giudicate ancora troppo “protezionistiche” di Bruxelles. Il passare del tempo inoltre, ha finito per allentare – in alcuni Paesi del Mercosur – l’interesse per la conclusione dell’accordo, e la necessità di investire su altre prospettive commerciali.

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